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Allerta smog in Emilia-Romagna: dal 22 gennaio misure emergenziali nei comuni di pianura

22/01/2026

Allerta smog in Emilia-Romagna: dal 22 gennaio misure emergenziali nei comuni di pianura

L’Emilia-Romagna entra in modalità “allerta smog” dopo l’emissione del Bollettino Liberiamolaria del 21 gennaio 2026, che segnala condizioni favorevoli al superamento dei valori di PM10. A partire da giovedì 22 gennaio 2026 scattano quindi le misure emergenziali per la qualità dell’aria nei comuni di pianura delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Il pacchetto resta attivo fino a venerdì 23 gennaio incluso, giornata di verifica e pubblicazione del nuovo bollettino che determinerà l’eventuale aggiornamento delle misure.

Il perimetro dell’intervento è quello previsto dal Piano Aria regionale: un sistema che non si limita a registrare i dati, ma prova a ridurre i picchi intervenendo quando le condizioni meteorologiche e la qualità dell’aria attesa rendono probabile un peggioramento, soprattutto nelle aree di pianura, dove ristagni e inversioni termiche possono trasformare le giornate fredde in un acceleratore di concentrazioni.

Dove si applicano i divieti e a chi riguardano

Le limitazioni alla circolazione interessano i veicoli più inquinanti fino ai diesel Euro 5 e si applicano nei comuni sopra i 30.000 abitanti compresi nelle province indicate, oltre alle ulteriori misure emergenziali previste dal piano. In termini pratici, questo significa che una parte consistente del traffico urbano può essere soggetta a restrizioni temporanee, con l’obiettivo di abbassare il contributo emissivo nelle ore in cui la mobilità è più intensa.

Il dettaglio puntuale dei divieti (fasce orarie, perimetri, eventuali eccezioni) è legato alle ordinanze comunali, che possono prevedere specifiche aggiuntive rispetto al quadro regionale.

Le altre misure e il consiglio operativo più utile

Accanto allo stop dei veicoli più impattanti, il Piano Aria prevede altri provvedimenti emergenziali, pensati per intervenire su più sorgenti emissive e non soltanto sul traffico. La durata limitata dell’attivazione (due giorni, con controllo al 23 gennaio) è parte integrante del modello: misure rapide, aggiornate con frequenza, costruite su un calendario di bollettini che consente ai cittadini e alle amministrazioni di regolarsi.

Per chi deve muoversi, il suggerimento più concreto resta uno: verificare l’ordinanza del proprio Comune prima di mettersi in strada, perché è lì che si trovano perimetri esatti, fasce orarie e possibili integrazioni locali. E, quando possibile, ridurre gli spostamenti in auto nelle ore centrali, scegliere il trasporto pubblico o condividere l’auto: sono piccoli scarti individuali che, in giornate di ristagno, incidono più di quanto sembri.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to