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Aria in Emilia-Romagna, il report Arpae 2025: polveri e NO₂ in calo, l’ozono resta il punto critico

15/01/2026

Aria in Emilia-Romagna, il report Arpae 2025: polveri e NO₂ in calo, l’ozono resta il punto critico

Il report 2025 di Arpae sulla qualità dell’aria in Emilia-Romagna consegna un quadro complessivamente più rassicurante rispetto a quello che, a ogni inverno, torna a occupare le cronache con blocchi del traffico e misure emergenziali. I valori medi annui delle principali sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico risultano entro i limiti di legge nella gran parte dei casi, con un miglioramento che riguarda soprattutto PM10, PM2.5 e biossido di azoto (NO₂). La fotografia, però, non è uniforme: se le polveri sottili e l’NO₂ mostrano segnali di contenimento, l’ozono continua a rappresentare un fronte delicato, legato alle dinamiche estive e alle condizioni meteorologiche che favoriscono la formazione degli inquinanti secondari.

PM10 e PM2.5: medie annuali nei limiti e un solo punto oltre i 35 giorni

Nel 2025 le concentrazioni medie annuali di PM10 e PM2.5 risultano entro i limiti normativi in tutte le stazioni di rilevamento considerate. Il dato più osservato, perché incide direttamente sulle misure emergenziali e sulla percezione quotidiana, riguarda però il valore limite giornaliero del PM10: il superamento oltre i 35 giorni annui si è verificato in una sola stazione della rete regionale, Modena-Giardini, con 40 superamenti nel corso dell’anno.

Il confronto con gli anni recenti dà la misura della variabilità e, insieme, di un trend che merita attenzione: nel 2021 le stazioni oltre soglia erano 11, nel 2022 12, nel 2023 nessuna, nel 2024 tre, nel 2025 una. Arpae collega gli episodi più persistenti del 2025 soprattutto ai mesi di gennaio e febbraio, quando alcune condizioni meteorologiche tipiche della Pianura Padana – scarsa ventilazione, inversioni termiche, stabilità atmosferica – rendono più facile l’accumulo degli inquinanti; nella parte finale dell’anno (ottobre-dicembre) i superamenti sono stati più occasionali o meno duraturi.

NO₂ e altri inquinanti: limiti rispettati, ma lo scenario politico pesa sulle risorse

Anche il biossido di azoto (NO₂), uno degli indicatori più legati a traffico e combustioni, presenta nel 2025 valori medi annuali in linea o in lieve diminuzione rispetto al quinquennio precedente. Il limite annuo di 40 µg/m³ è stato rispettato in tutte le stazioni e non si sono registrati superamenti del limite orario (200 µg/m³). Nei limiti previsti dalla normativa risultano anche biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio, segnale di un quadro complessivo stabile o leggermente migliorato.

Su questo scenario si innesta la lettura politica dell’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, che attribuisce parte dei risultati alle azioni del PAIR 2030 e, allo stesso tempo, denuncia il taglio di 52 milioni di euro destinati all’Emilia-Romagna per la qualità dell’aria nel prossimo triennio, risorse che – nella prospettiva regionale – avrebbero dovuto sostenere cittadini e imprese nella riduzione delle emissioni. Il punto, al di là del confronto istituzionale, è concreto: l’efficacia di un piano aria non dipende solo dalle regole, ma anche dalla capacità di finanziare interventi, incentivi e trasformazioni tecnologiche che rendano praticabile la riduzione delle emissioni.

Ozono: picchi estivi, episodi europei e una soglia d’allarme mai superata

La criticità più marcata del 2025 riguarda l’ozono, che cresce nei mesi caldi per effetto di reazioni fotochimiche favorite da sole intenso e temperature elevate. Arpae segnala diversi episodi di superamento della soglia di 180 µg/m³ e un numero complessivo di ore sopra soglia superiore a quello osservato nel triennio 2022-2024. I primi superamenti sono comparsi dall’11 giugno, durante un episodio acuto che ha interessato anche aree più ampie del continente; le concentrazioni orarie più elevate sono state registrate tra 11 e 15 giugno, con un massimo di 223 µg/m³ a Castellarano (Re). Resta un elemento importante: non è mai stata superata la soglia di allarme prevista dalla normativa (240 µg/m³ per almeno tre ore consecutive).

Una rete capillare e dati consultabili ogni giorno

La sintesi annuale nasce dall’elaborazione della rete regionale di misura, gestita da Arpae, composta da 47 stazioni: tutte misurano NO₂, 43 il PM10, 24 il PM2.5, 34 l’ozono, mentre la copertura per gli altri inquinanti è più selettiva (CO in 5 stazioni, benzene in 9, SO₂ in 1). La collocazione prevalentemente urbana rende questi dati particolarmente rappresentativi delle aree a maggiore densità abitativa.

Per chi vuole orientarsi anche fuori dal report, Arpae pubblica quotidianamente i dati in tempo reale, con mappe e valutazioni previsionali, e aggiorna durante l’inverno il portale “Liberiamo l’aria”, che raccoglie informazioni sui provvedimenti emergenziali e sugli sforamenti provinciali del PM10; i dataset sono disponibili anche in formato open data.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to