Camere di sicurezza, diritti e responsabilità: a Parma la formazione per la Polizia locale
01/02/2026
Ogni anno oltre duemila persone transitano nelle camere di sicurezza dell’Emilia-Romagna, in attesa della convalida delle misure precautelari o della scarcerazione. È una fase breve, ma estremamente delicata, nella quale l’azione delle istituzioni si misura sul terreno più sensibile: quello della privazione temporanea della libertà personale. In questo passaggio si concentrano responsabilità giuridiche, doveri operativi e una particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali.
Con questo obiettivo si è svolta a Parma una giornata di formazione rivolta alle operatrici e agli operatori della Polizia locale, promossa dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Roberto Cavalieri, in collaborazione con la Giunta regionale, il Comune di Parma e l’Ufficio del Garante nazionale. L’incontro, ospitato all’Auditorium “Carlo Mattioli” di Palazzo del Governatore, ha posto al centro il tema dei diritti delle persone in transito nelle camere di sicurezza presso le forze di polizia.
Formazione come garanzia istituzionale
Alla giornata hanno preso parte la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori, il sindaco di Parma Michele Guerra e il prefetto Antonio Garufi, insieme ai rappresentanti dell’Ufficio del Garante nazionale.
Il senso dell’iniziativa è chiaro: la qualità dell’azione pubblica si misura anche, e forse soprattutto, nei luoghi meno visibili, dove le persone si trovano in una condizione di fragilità. Le camere di sicurezza sono spazi nei quali l’autorità esercita una funzione temporanea ma incisiva, che richiede competenze aggiornate, procedure rigorose e una piena consapevolezza delle responsabilità in gioco. La formazione diventa così uno strumento di garanzia, a tutela sia delle persone trattenute sia degli operatori chiamati a gestire situazioni complesse.
Il monitoraggio regionale e le priorità emerse
La giornata di Parma si inserisce in un percorso di monitoraggio senza precedenti a livello nazionale. Negli ultimi mesi il Garante regionale ha ispezionato tutte le camere di sicurezza presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna: 142 strutture distribuite in 75 sedi delle forze di polizia. Un lavoro capillare che ha consentito di raccogliere dati omogenei, valutare le condizioni degli spazi e individuare ambiti di intervento prioritari.
Durante l’incontro sono stati approfonditi temi centrali come la gestione della documentazione amministrativa, fondamentale per garantire tracciabilità e correttezza delle procedure, la prevenzione degli atti autolesionistici, la gestione degli aspetti sanitari e il delicato equilibrio tra videosorveglianza e tutela della privacy. Ampio spazio è stato dedicato anche alle caratteristiche strutturali delle camere di sicurezza e alle tecniche di prevenzione e gestione degli eventi critici.
In Emilia-Romagna sono presenti 21 comandi di Polizia locale che gestiscono complessivamente 28 camere di sicurezza. La gestione delle persone arrestate comporta obblighi stringenti e rischi concreti, che richiedono preparazione e una cultura istituzionale solida. Rafforzare competenze e consapevolezza significa innalzare gli standard di tutela dei diritti e, allo stesso tempo, migliorare la sicurezza complessiva del sistema.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to