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Decoro urbano e negozi sfitti: controlli, responsabilità e visione per il centro di Parma

30/01/2026

Decoro urbano e negozi sfitti: controlli, responsabilità e visione per il centro di Parma

L’avvio dei controlli da parte della Polizia Municipale sui locali sfitti lasciati in stato di abbandono rappresenta un passaggio significativo, perché ribadisce un principio spesso richiamato ma non sempre applicato con continuità: lo spazio urbano è un bene condiviso e come tale richiede attenzione, cura e regole chiare.

Le parole di Cristina Mazza, direttrice di Ascom Confcommercio Parma, vanno lette in questa chiave. Il Regolamento per il Decoro Urbano esiste, è noto agli operatori e alle associazioni di categoria, ed è stato sostenuto proprio perché fornisce strumenti concreti per intervenire su situazioni di degrado che incidono sull’immagine e sulla vivibilità del centro. La sua efficacia, tuttavia, dipende dalla capacità di tradurre le norme in azioni costanti, verificabili, applicate senza discontinuità.

Negozi sfitti e rigenerazione commerciale

Il tema dei locali vuoti non è nuovo. Da anni si discute di desertificazione commerciale, di vetrine spente che spezzano la continuità urbana e indeboliscono l’attrattività delle vie centrali. In questo quadro torna d’attualità il progetto “Riapriamo gli sfitti”, nato dalla collaborazione tra associazioni e Comune di Parma. L’obiettivo era chiaro: rimettere in circolo spazi inutilizzati attraverso percorsi di riattivazione capaci di intercettare nuove imprese, idee e funzioni.

Oggi quel progetto potrebbe diventare una base operativa da aggiornare, inserendolo in una strategia più ampia che tenga conto delle trasformazioni economiche e sociali in atto. La prossima partenza dell’Hub Urbano rappresenta un’occasione concreta per ripensare il centro storico come luogo di commercio, servizi e relazioni, evitando interventi frammentari e puntando su una visione coerente di rigenerazione.

Decoro, regole e attività in esercizio

Limitare il discorso al tema dei locali sfitti sarebbe riduttivo. Il degrado urbano nasce anche quando le attività in esercizio non rispettano i criteri di pulizia e ordine previsti dal regolamento. Insegne trascurate, vetrine sporche, spazi esterni gestiti senza attenzione contribuiscono a costruire un’immagine complessiva che incide sulla percezione della città, tanto per i residenti quanto per chi la frequenta per lavoro o turismo.

Per questo l’azione di controllo deve essere equilibrata e uniforme, capace di coinvolgere tutti i soggetti che operano quotidianamente nello spazio urbano. Il rispetto delle regole diventa così una forma di responsabilità condivisa, che tutela il valore economico e sociale del centro storico.

Un ruolo decisivo spetta al Tavolo di monitoraggio del decoro urbano promosso dal Comune. La sua riattivazione, come luogo stabile di confronto con le associazioni di categoria, permetterebbe di affrontare il tema in modo strutturato, evitando risposte emergenziali. Il dialogo continuo tra amministrazione e rappresentanze economiche resta uno degli strumenti più efficaci per governare un ambito delicato, dove norme, interessi e qualità urbana si intrecciano ogni giorno.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to