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Dimensionamento scolastico: la CISL Scuola Emilia-Romagna teme effetti “irreversibili” su scuola e lavoro

14/01/2026

Dimensionamento scolastico: la CISL Scuola Emilia-Romagna teme effetti “irreversibili” su scuola e lavoro

La decisione del Consiglio dei Ministri di procedere al commissariamento “ad acta” di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per la mancata approvazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica apre un passaggio delicato, perché interviene su un pezzo di organizzazione pubblica che, quando viene ridisegnato a colpi di scadenze, lascia segni concreti su studenti, famiglie e personale. Il Ministero dell’Istruzione ha ricondotto il dimensionamento al quadro degli impegni collegati al PNRR, sottolineando il rischio di ricadute sulle risorse se l’adempimento non viene completato.

È su questo punto che la CISL Scuola Emilia-Romagna alza il tono: l’operazione “forzata”, gestita tramite commissario, viene descritta come una scelta che può produrre conseguenze difficili da riassorbire, soprattutto se le decisioni si appoggiano quasi esclusivamente a criteri numerici e di costo.

Accorpamenti, distanze e gestione: le criticità che preoccupano il sindacato

Il dimensionamento, nella pratica, significa ridefinire autonomie scolastiche e accorpare istituti; un intervento che può apparire neutro sulla carta, mentre sul territorio incide su catene di comando, segreterie, trasporti, rapporti con le famiglie, tempi di lavoro. La CISL Scuola Emilia-Romagna segnala un rischio immediato: istituti troppo grandi o plessi molto distanti tra loro, con una gestione più complessa per dirigenti, docenti e personale ATA e un impatto quotidiano su chi frequenta e chi accompagna.

L’altra obiezione riguarda il metodo: quando gli accorpamenti vengono impostati senza un confronto reale con chi lavora nelle scuole e senza una lettura fine delle specificità territoriali, la riorganizzazione può trasformarsi in un indebolimento dell’offerta formativa, con effetti sull’accessibilità e sulla qualità del servizio, soprattutto nelle aree dove spostarsi non è banale e la scuola è spesso l’ultimo presidio stabile.

La richiesta: pianificazione e concertazione, prima che la rete cambi assetto

Il segretario regionale Luca Battistelli lega la critica a un punto di principio che, in realtà, è anche un tema di efficacia amministrativa: la rete scolastica non regge interventi frettolosi, perché ogni scelta di “geografia” produce conseguenze sul personale, sugli studenti e sulle famiglie. Per questo il sindacato chiede che ogni operazione sia preceduta da un’analisi concreta del territorio e da un confronto serio, capace di valutare impatti didattici, organizzativi e sociali.

Nel frattempo, il commissariamento – come ricostruiscono varie fonti – si configura come un intervento circoscritto al dimensionamento, cioè alla predisposizione degli atti amministrativi mancanti, senza trasformarsi in una gestione straordinaria dell’intera Regione. Resta però il nodo politico e operativo: quando una materia così sensibile viene “chiusa” per via sostitutiva, il margine di costruire soluzioni condivise si restringe, e la scuola, che vive di stabilità e relazioni, finisce per pagare anche l’attrito istituzionale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to