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Emilia-Romagna, 205mila euro per valorizzare i siti Unesco

27/03/2026

Emilia-Romagna, 205mila euro per valorizzare i siti Unesco
Foto di https://www.parcoappennino.it/pagina.php?id=619

La Regione Emilia-Romagna investe 205mila euro per il 2026 con l’obiettivo di sostenere iniziative di educazione ambientale, divulgazione scientifica, coinvolgimento delle comunità locali e valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e geologico riconosciuto dall’Unesco. L’intervento punta a rafforzare la rete regionale dei siti Unesco, ad aumentare la visibilità internazionale delle Riserve della Biosfera MaB e ad accompagnare nella fase di consolidamento il sito patrimonio mondiale “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino settentrionale”, riconosciuto nel 2023.

La scelta della Regione si inserisce in una strategia che considera i riconoscimenti Unesco non come semplici attestazioni simboliche, ma come strumenti concreti per generare crescita, consapevolezza e progettualità nei territori. Il patrimonio naturale e geologico viene così letto come una risorsa da tutelare e, allo stesso tempo, da rendere sempre più accessibile in modo responsabile, nel rispetto dei principi Unesco e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Risorse per giovani, comunità locali e Riserve della Biosfera

Una parte delle risorse sarà destinata al 3° Forum mondiale MaB Youth, in programma a maggio 2026, che riceverà un contributo di 25mila euro. L’obiettivo è promuovere il protagonismo delle giovani generazioni all’interno delle Riserve della Biosfera, rafforzando il loro coinvolgimento nei processi di tutela, educazione ambientale e sviluppo locale.

Alle tre Riserve MaB dell’Emilia-Romagna, cioè Appennino Tosco-Emiliano, Po Grande e Delta del Po, andranno complessivamente 75mila euro, con un finanziamento di 25mila euro per ciascuna. Le risorse serviranno a sostenere attività di divulgazione, percorsi di educazione ambientale e iniziative pensate per coinvolgere in modo più diretto le comunità che vivono questi territori. È una linea che punta a rafforzare il legame tra riconoscimento internazionale e vita quotidiana dei luoghi, facendo delle riserve non solo aree di tutela, ma spazi di partecipazione e crescita condivisa.

Focus sul sito delle Evaporiti dell’Appennino settentrionale

La quota più consistente del finanziamento, pari a 105mila euro, sarà destinata al sito patrimonio mondiale dell’umanità “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino settentrionale”. In questo caso, i fondi saranno utilizzati per interventi legati alla sicurezza, alla fruizione sostenibile delle grotte, alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del patrimonio geologico.

Si tratta di un passaggio importante per un riconoscimento ancora recente, che entra ora in una fase di strutturazione delle attività e di consolidamento della propria presenza nel sistema regionale e internazionale dei siti Unesco. L’intenzione è quella di accompagnarne la crescita con strumenti adeguati, in modo da coniugare tutela, accessibilità e capacità di raccontare il valore scientifico e ambientale di un patrimonio unico.

La Regione: dai riconoscimenti Unesco nuove prospettive di sviluppo

Secondo l’assessora regionale a Parchi, Forestazione e Tutela e valorizzazione della biodiversità Gessica Allegni, la Regione continua a investire su un patrimonio che non deve essere solo protetto, ma anche fatto crescere nei territori.

Le Riserve della Biosfera MaB e il sito delle Evaporiti dell’Appennino settentrionale rappresentano per l’Emilia-Romagna un valore riconosciuto a livello internazionale, che può diventare la base per costruire nuove prospettive di sviluppo partendo proprio dalle caratteristiche ambientali e naturali dei luoghi.

L’assessora ha inoltre sottolineato il ruolo centrale delle comunità locali e del sistema educativo. Sostenere iniziative di educazione ambientale e divulgazione scientifica significa infatti rafforzare la consapevolezza di chi vive questi territori e offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per diventarne protagoniste.

In questa prospettiva, la Regione punta a rendere il patrimonio Unesco sempre più fruibile in modo rispettoso e consapevole, favorendo un equilibrio tra qualità ambientale, coesione territoriale e sviluppo di lungo periodo.

Con questo stanziamento, l’Emilia-Romagna conferma quindi una linea precisa: trasformare il patrimonio naturale in una leva di innovazione, sostenibilità e crescita, capace di generare valore culturale, educativo ed economico per i territori e per le comunità che li abitano.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.