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Emilia-Romagna, Patto con il volontariato del soccorso: Nasce un Tavolo regionale permanente per l’emergenza-urgenza.

27/01/2026

Emilia-Romagna, Patto con il volontariato del soccorso: Nasce un Tavolo regionale permanente per l’emergenza-urgenza.

Una collaborazione che dura da oltre quarant’anni entra in una fase nuova, più strutturata e con un orizzonte dichiaratamente stabile. La Regione Emilia-Romagna ha siglato un Patto con le principali organizzazioni di volontariato attive nei servizi di assistenza e soccorso alla popolazione, avviando un Tavolo regionale permanente destinato ad accompagnare nel tempo l’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza. L’idea di fondo è semplice e ambiziosa: trasformare un rapporto consolidato, spesso gestito per consuetudini operative e intese tecniche, in una governance condivisa capace di reggere le sfide future, dalla pressione crescente sul 118 alla sostenibilità organizzativa, fino alla qualità uniforme delle prestazioni sul territorio.

La firma è avvenuta a Bologna, nel corso di una conferenza stampa, con il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, insieme ai vertici delle reti regionali: Anpas Emilia-Romagna (Iacopo Fiorentini), Croce Rossa Italiana Emilia-Romagna (Giuseppe Zammarchi) e Federazione delle Misericordie dell’Emilia-Romagna (Israel De Vito).

Una nuova governance per il 118 e i servizi di prossimità

Il Patto nasce con un obiettivo operativo preciso: creare un luogo di dialogo stabile tra Regione, aziende sanitarie e volontariato del soccorso, evitando disomogeneità e “isole” organizzative che, in un sistema complesso, finiscono per pesare sulla rapidità di risposta e sulla percezione di equità dei servizi. Parliamo di un mondo che in Emilia-Romagna muove numeri rilevanti: 38.420 operatori, di cui 37.500 volontari e volontarie, impegnati non soltanto nelle emergenze ma in un’ampia gamma di attività che tiene insieme sanità, sociale e protezione civile.

Il dato che rende l’idea del peso specifico di queste organizzazioni è legato al sistema dell’emergenza: nelle attività in convenzione con le aziende Usl, le Odv intervengono nel 56% dell’operatività, attraverso mezzi di soccorso, equipaggi formati e postazioni territoriali. È una percentuale che, letta fuori dai comunicati, significa una cosa molto concreta: una parte consistente della risposta alle chiamate di emergenza passa da persone che mettono tempo, competenze e presenza sul territorio dentro un sistema pubblico che, senza questo apporto, sarebbe più fragile.

Non solo emergenze: trasporti sanitari, protezione civile, formazione

Accanto all’intervento “in sirena”, c’è un universo di servizi che regge la quotidianità e spesso evita che la fragilità diventi emergenza. Il volontariato del soccorso è centrale nel trasporto sanitario e sociosanitario programmato: dimissioni protette con accompagnamento di persone fragili, trasferimenti intra e inter-ospedalieri, assistenza e presidi durante manifestazioni pubbliche. Lo è nella protezione civile, dalla gestione di scenari di catastrofe ai campi di accoglienza, e nell’area sociale e formativa, dal telesoccorso all’assistenza domiciliare leggera, fino alla diffusione delle pratiche di primo soccorso, anche in ambito scolastico.

Nel messaggio politico, de Pascale ha definito l’emergenza-urgenza uno dei pilastri più preziosi della sanità pubblica regionale, rimarcando come il volontariato sia un segno tangibile della solidarietà diffusa e un contributo decisivo anche nelle grandi crisi che hanno segnato il territorio, tra terremoti e alluvioni. Fabi ha legato il Patto a un punto organizzativo: senza l’apporto delle associazioni, il sistema sanitario non riuscirebbe a garantire le decine di migliaia di servizi quotidiani, e proprio per questo la collaborazione va rafforzata, ascoltando chi opera in strada e intercetta bisogni prima che diventino statistiche.

Cosa farà il Tavolo: regole comuni, indicatori e rendicontazione

Il Tavolo permanente non nasce per “celebrare” il volontariato, ma per governarlo meglio dentro un sistema pubblico che chiede coerenza, qualità e sostenibilità. Tra le finalità indicate: costruire un sistema trasparente e verificabile di rendicontazione economica e monitoraggio delle attività, con indicatori condivisi di qualità, appropriatezza ed efficienza; garantire un quadro regionale coerente su formazione, qualità delle prestazioni e applicazione uniforme delle procedure; rafforzare la rete regionale definendo modalità condivise tra Odv locali e rappresentanze regionali, così da assicurare comportamenti omogenei su tutto il territorio.

La coordinatrice del Tavolo sarà la dottoressa Federica Casoni, responsabile del Settore assistenza ospedaliera; vice coordinatore il dottor Antonio Pastori, coordinatore della Rete regionale 112 e 118. Un assetto che chiarisce la direzione: il confronto resta politico e istituzionale, ma viene ancorato a una cabina di regia tecnica che conosce i nodi quotidiani del sistema.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to