Emilia-Romagna, progetto “Persone”: quasi 2.500 migranti presi in carico dal sistema sanitario
13/03/2026
La tutela della salute dei migranti rappresenta una delle sfide più complesse per i sistemi sanitari territoriali. In Emilia-Romagna, i primi risultati del progetto “Persone” mostrano l’impatto di un modello organizzativo costruito per intercettare bisogni sanitari spesso invisibili o difficili da affrontare con gli strumenti tradizionali.
I dati, presentati in un incontro istituzionale a Bologna, raccontano di quasi 2.500 migranti presi in carico dal servizio sanitario regionale tra agosto 2024 e dicembre 2025. La maggior parte di queste persone vive in condizioni di vulnerabilità sanitaria: 2.411 casi su 2.432 presi in carico dal progetto.
Nel periodo analizzato sono state inoltre rilasciate 244 certificazioni medico-legali per richiedenti protezione internazionale e sono state effettuate 46 determinazioni dell’età per minori stranieri non accompagnati, attività fondamentali nei percorsi di tutela e riconoscimento dei diritti.
Un progetto sanitario per le situazioni di maggiore vulnerabilità
Il progetto “Persone” è finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 ed è coordinato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute, in collaborazione con la Presidenza della Regione e con le Aziende sanitarie territoriali.
Secondo l’assessore regionale Massimo Fabi, i numeri presentati dimostrano come il rafforzamento dell’assistenza sanitaria per i migranti sia una risposta necessaria a una realtà concreta.
La presa in carico non riguarda soltanto cure mediche, ma anche percorsi di supporto psicologico, assistenza legale e orientamento ai servizi. Un approccio integrato che tiene insieme sanità, dimensione sociale e accompagnamento culturale, costruendo una rete di professionisti e servizi in grado di intervenire sulle situazioni più delicate.
Il progetto si inserisce in un lavoro iniziato già nel 2021, quando la Regione ha avviato gruppi multidisciplinari nelle Aziende sanitarie dedicati alla salute dei migranti e alla gestione delle vulnerabilità.
Nove servizi attivi sul territorio regionale
Uno degli aspetti centrali del progetto è la costruzione di una rete territoriale capace di offrire servizi specializzati. Attualmente sono nove i servizi attivati in Emilia-Romagna, distribuiti tra diverse province.
A Ferrara sono operativi un ambulatorio dedicato ai migranti, il centro regionale per le certificazioni medico-legali e una clinica mobile per attività di prevenzione e assistenza di prossimità.
A Imola è stato aperto un ambulatorio dedicato ai migranti, mentre a Modena è attivo uno spazio di accesso dedicato all’accoglienza sanitaria.
Particolarmente significativo il lavoro sviluppato a Parma, dove sono stati attivati un Save-Space e un ambulatorio di psicologia clinica dedicato alle vittime di tortura, strutture pensate per offrire assistenza specialistica in contesti di forte vulnerabilità.
Servizi analoghi sono stati attivati anche in Romagna, con un ulteriore Save-Space e uno spoke territoriale per ampliare la copertura assistenziale.
Un portale web multilingue per facilitare l’accesso ai servizi
Accanto ai servizi sanitari è stato realizzato anche un portale informativo dedicato alla salute dei migranti: salutemigranti.emilia-romagna.it.
Il sito raccoglie materiali informativi e video in diverse lingue, pensati per spiegare come accedere ai servizi sanitari regionali, quali diritti spettano ai cittadini stranieri e quali percorsi di cura sono disponibili.
Parallelamente la Regione sta lavorando allo sviluppo di strumenti digitali condivisi con il sistema anagrafico regionale, utili sia agli operatori sanitari sia agli utenti, con l’obiettivo di rendere più semplice e rapido l’accesso alle prestazioni.
Una rete sanitaria multidisciplinare
Il progetto ha previsto anche il potenziamento di diversi servizi già esistenti. Tra questi una équipe multidisciplinare composta da infermiere, psicologi, infettivologo e antropologo, attiva tra Bologna, Modena, Ferrara, Piacenza e la Romagna.
Sono state inoltre attivate due unità mobili di assistenza sanitaria tra Parma e Ferrara e potenziati cinque servizi ecografici territoriali distribuiti tra Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini e Piacenza.
La costruzione di questa rete rappresenta uno dei pilastri del progetto: garantire un’assistenza sanitaria capillare, capace di intercettare situazioni di fragilità e di accompagnare le persone verso percorsi di cura e integrazione.
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