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Erbazzone reggiano verso l’Igp: il riconoscimento europeo a un passo

28/01/2026

Erbazzone reggiano verso l’Igp: il riconoscimento europeo a un passo

Entro la fine di febbraio l’Erbazzone reggiano entrerà ufficialmente nel sistema europeo delle Indicazioni geografiche protette, diventando il 45° prodotto Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. La pubblicazione della domanda di registrazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, avvenuta senza opposizioni o osservazioni, rappresenta un passaggio determinante verso il riconoscimento definitivo. Un traguardo atteso da anni, che segna un punto di svolta per una specialità profondamente radicata nella cultura alimentare reggiana.

Ad annunciare il buon esito della procedura sono il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, che parlano di un risultato capace di valorizzare non solo un prodotto, ma un intero patrimonio di saperi, imprese e comunità locali.

Un riconoscimento che tutela identità e lavoro

L’Indicazione geografica protetta non è una semplice etichetta commerciale. È uno strumento di tutela che protegge una ricetta storica, un metodo di lavorazione tramandato nel tempo e un legame indissolubile con il territorio della provincia di Reggio Emilia. L’Erbazzone nasce come cibo popolare, quotidiano, presente sulle tavole delle famiglie e nelle botteghe, capace di raccontare la storia agricola e sociale delle campagne reggiane.

Con l’Igp, questo patrimonio ottiene una protezione giuridica a livello europeo, rafforzando il posizionamento del prodotto e garantendo trasparenza ai consumatori. Al tempo stesso, il riconoscimento contribuisce a sostenere il reddito delle imprese locali e a creare nuove opportunità occupazionali lungo la filiera.

La Food Valley emiliana e il valore economico delle Igp

L’ingresso dell’Erbazzone tra le produzioni certificate consolida ulteriormente il ruolo dell’Emilia-Romagna come Food Valley d’Europa. La Dop Economy regionale genera un valore di circa 3,9 miliardi di euro, mentre l’intero comparto agroalimentare raggiunge i 37 miliardi, con oltre 10 miliardi destinati all’export. Numeri che raccontano un sistema fondato su qualità, identità territoriale e capacità di competere sui mercati internazionali.

Secondo de Pascale e Mammi, il percorso che ha portato all’Igp è il risultato di un lavoro collettivo, costruito nel tempo insieme ai produttori, al Comitato promotore, alle associazioni di categoria, ai tecnici e alle istituzioni nazionali ed europee. Un iter complesso, che dimostra come la visione strategica possa trasformarsi in valore economico e sviluppo locale.

Le imprese e il percorso verso l’Igp

Dal 2019 cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – hanno creduto nel progetto di valorizzazione dell’Erbazzone, costituendo nel 2022 l’Associazione Produttori Erbazzone Reggiano. L’obiettivo era chiaro: ottenere un riconoscimento che sancisse in modo definitivo il legame tra prodotto e territorio.

Per l’Associazione, l’Igp apre scenari importanti. Significa affermare che l’Erbazzone reggiano può essere prodotto solo nel suo territorio d’origine e creare un futuro Consorzio aperto a tutti i produttori della provincia, piccoli e grandi, in un’ottica di sviluppo condiviso.

Tradizione gastronomica e disciplinare di produzione

L’Erbazzone reggiano è una torta salata a base di pasta non lievitata, farcita con spinaci e bietole, Parmigiano Reggiano e pane grattugiato, arricchita da soffritto di cipolla e lardo. Il disciplinare definisce in modo puntuale ingredienti, lavorazioni e proporzioni, vietando l’uso di conservanti e additivi e stabilendo che la produzione avvenga esclusivamente nella provincia di Reggio Emilia.

Il riconoscimento europeo chiude un percorso avviato a livello nazionale, passato dal vaglio del Ministero dell’Agricoltura e dalla consultazione pubblica, fino alla fase comunitaria conclusa senza rilievi. Ora manca solo l’atto formale della Commissione europea, che sancirà la piena tutela dell’Erbazzone reggiano Igp, consegnandolo definitivamente al patrimonio gastronomico europeo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to