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Giorno della Memoria 2026: Parma posa nuove Pietre d’inciampo e rinnova il patto con la storia

28/01/2026

Giorno della Memoria 2026: Parma posa nuove Pietre d’inciampo e rinnova il patto con la storia

A ottantuno anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, Parma ha scelto di affidare ancora una volta alle sue strade il compito più delicato: custodire la memoria. In occasione del Giorno della Memoria 2026, la città ha accolto la posa di quattro nuove Pietre d’inciampo, un gesto silenzioso e concreto che restituisce nomi, volti e storie a cittadini travolti dalla violenza del Novecento.

La cerimonia, diffusa in più punti del tessuto urbano, rientra nel programma di iniziative promosso dal Comune di Parma – Settore Cittadinanza Attiva e Servizi al cittadino – e da ISREC Parma, con il coinvolgimento dell’Archivio storico comunale e di Parma Infrastrutture. Un lavoro corale che unisce istituzioni, studiosi, associazioni e famiglie in un percorso di memoria condivisa.

Le pietre e i nomi: storie restituite alla città

Le quattro nuove Pietre d’inciampo sono dedicate ad Angelo Battei, Emilio Degli Andrei, Geniale Bruni e Annibale Visconti. I sampietrini in ottone sono stati collocati nei luoghi legati alla loro vita quotidiana: in via Nazario Sauro, Borgo Onorato, Borgo Bernabei e via Solari. Spazi attraversati ogni giorno, che diventano così luoghi di interrogazione civile.

Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Michele Guerra, l’Assessora alla Pace Daria Jacopozzi, rappresentanti della Provincia, di ISREC Parma, delle associazioni combattentistiche e partigiane, insieme ai familiari dei deportati. Presenze che hanno dato voce a una memoria ancora viva, trasmessa attraverso i legami familiari e la responsabilità pubblica.

Nel suo intervento, il Sindaco Guerra ha richiamato il valore profondo di queste storie, sottolineando come le Pietre d’inciampo siano strumenti capaci di tenere unita l’identità di Parma, incidendo la memoria direttamente nello spazio urbano e nella coscienza collettiva.

Memoria come responsabilità quotidiana

L’Assessora Jacopozzi ha posto l’accento sul significato contemporaneo della memoria, intesa non come esercizio celebrativo, ma come impegno costante. Ogni pietra, con la sua essenzialità, richiama alla vigilanza contro discriminazioni, violenze e negazioni dei diritti, ricordando che il passato continua a interrogare il presente.

Il progetto delle Pietre d’inciampo nasce dall’opera dell’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1992 percorre l’Europa posando le Stolpersteine nei luoghi di vita delle vittime della deportazione nazista. L’idea dell’“inciampo” non è fisica, ma interiore: fermarsi, leggere un nome, immaginare una vita spezzata. Poche parole incise sull’ottone bastano a interrompere l’automatismo del quotidiano.

A Parma il progetto è attivo dal 2017 e, con le nuove installazioni, raggiunge quota cinquantotto pietre. Un numero che racconta una storia locale intrecciata alla tragedia europea, fatta di militari internati, antifascisti, resistenti, cittadini comuni travolti dagli eventi.

Le Pietre d’inciampo non chiedono cerimonie solenni ogni giorno. Restano lì, sotto i passi di chi passa, affidando alla città il compito di ricordare. In questo gesto discreto si misura la forza di una memoria che continua a parlare, senza retorica, attraverso i nomi e le strade di Parma.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to