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Intelligenza artificiale e piccole imprese: uno strumento concreto, non una minaccia

28/01/2026

Intelligenza artificiale e piccole imprese: uno strumento concreto, non una minaccia

Per micro e piccole imprese l’intelligenza artificiale sta smettendo di essere un concetto astratto o una tecnologia riservata alle grandi aziende. I dati più recenti raccontano una realtà diversa, fatta di sperimentazione diffusa, interesse crescente e utilizzi pratici che incidono sull’organizzazione quotidiana del lavoro. L’indagine promossa dall’Area studi e ricerche della CNA su oltre 2.500 imprese restituisce un quadro chiaro: l’AI viene sempre più percepita come un alleato operativo, capace di migliorare efficienza e competitività.

Oltre il 35% delle imprese intervistate dichiara di utilizzare già strumenti di intelligenza artificiale, con una quota significativa che ne impiega più di uno. Un’accelerazione netta se confrontata con i dati di appena un anno e mezzo fa, quando l’adozione era limitata a una ristretta minoranza. Accanto a chi ha già iniziato, emerge un ulteriore segmento di imprenditori che sta valutando l’integrazione dell’AI nei propri processi.

Dalla curiosità all’uso quotidiano

La diffusione dell’intelligenza artificiale ha portato con sé anche un aumento del livello di conoscenza. Oltre un quarto del campione dichiara una padronanza buona o ottima degli strumenti disponibili, mentre il giudizio complessivo è largamente favorevole. La percezione positiva non riguarda solo le generazioni più giovani, che mostrano entusiasmo marcato, ma coinvolge anche fasce d’età più avanzate, segno di un approccio pragmatico e meno ideologico rispetto al passato.

L’AI viene letta come una “forza pratica”, utile per snellire attività ripetitive e liberare tempo da destinare a funzioni a maggior valore aggiunto. Il risparmio di tempo è indicato come il principale beneficio dalla grande maggioranza delle imprese, seguito dalla riduzione degli errori e dall’automazione delle operazioni di routine. Una parte rilevante del campione riconosce inoltre un impatto diretto sulla capacità competitiva e sulla possibilità di introdurre innovazioni di prodotto e di processo.

Ostacoli reali: competenze e orientamento

Se l’atteggiamento culturale appare aperto, le difficoltà non mancano. L’indagine evidenzia come i veri nodi critici non siano tanto economici o infrastrutturali, quanto legati alla comprensione e alle competenze. Molti imprenditori faticano a individuare quali soluzioni siano realmente utili per la propria attività e segnalano una carenza di competenze interne. I timori legati alla sicurezza dei dati e all’integrazione con i sistemi esistenti restano presenti, ma occupano un ruolo secondario.

Da qui nasce una domanda chiara di accompagnamento. La maggioranza degli intervistati sarebbe disposta a partecipare a percorsi formativi, mentre oltre la metà guarda con interesse a consulenze personalizzate e a un supporto nell’accesso a strumenti di finanziamento e agevolazioni.

Una transizione guidata, non subita

Secondo Dario Costantini, presidente nazionale della CNA, la rapidità con cui l’intelligenza artificiale si sta diffondendo conferma l’apertura delle imprese verso le nuove tecnologie. L’orientamento positivo, diffuso anche tra gli imprenditori più anziani, segnala una consapevolezza crescente: l’AI non sostituisce il lavoro umano, ma lo estende, rendendolo più efficace.

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo pronto a una transizione guidata, che richiede strumenti di supporto mirati più che interventi calati dall’alto. L’intelligenza artificiale, per le micro e piccole imprese, si sta rivelando una leva concreta di modernizzazione, capace di rafforzare il tessuto produttivo senza snaturarne l’identità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.