Caricamento...

Parma365 Logo Parma365

Parma accoglie studenti da Istanbul: incontro in Municipio e scambio Erasmus+ al Romagnosi

20/01/2026

Parma accoglie studenti da Istanbul: incontro in Municipio e scambio Erasmus+ al Romagnosi
Di Geobia - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20031833

In Municipio, a Parma, l’assessora ai Servizi Educativi Caterina Bonetti ha ricevuto un gruppo di studentesse e studenti provenienti da Istanbul, ospiti per una settimana al Liceo Linguistico Romagnosi nell’ambito di uno scambio linguistico Erasmus+. Un passaggio istituzionale, certo, ma anche un gesto concreto: dare volto e voce a un’esperienza scolastica che non si esaurisce tra aule e verifiche, perché porta con sé abitudini, accenti, riferimenti culturali e un modo diverso di guardare la stessa Europa.

Per chi arriva dall’estero, l’ingresso in un palazzo pubblico non è una formalità da foto ricordo. È un segnale di attenzione verso la scuola e verso le relazioni internazionali costruite dal basso, quelle che nascono tra classi, famiglie ospitanti e docenti che tengono insieme didattica e logistica. Parma, con questo incontro, ribadisce che l’accoglienza degli scambi non è un evento accessorio: è parte della vita educativa cittadina.

Una settimana al Romagnosi: lingua, convivenza, metodo

Lo scambio ospitato dal Liceo Linguistico Romagnosi ha una natura chiara: mettere la lingua in situazione, fuori dalla comfort zone del manuale. Parlare una lingua a scuola è una cosa; usarla per orientarsi in città, chiedere informazioni, seguire una lezione in un contesto nuovo, confrontarsi con coetanei su temi quotidiani e su argomenti più complessi, è un’altra. È lì che emergono le difficoltà vere — il ritmo del parlato, le sfumature, l’ironia — e lì che si costruisce autonomia.

Una settimana è breve, ma intensa: le giornate si riempiono di lezioni condivise, attività di classe, momenti informali che spesso diventano i più formativi. L’esperienza funziona quando le scuole la pensano come un progetto e non come una gita: obiettivi linguistici, strumenti di valutazione, spazi per riflettere su ciò che si è imparato, attenzione alla dimensione relazionale. Anche per gli studenti italiani coinvolti, il beneficio è immediato: ospitare significa misurarsi con la responsabilità, cambiare prospettiva, imparare a spiegare — e quindi a capire meglio — ciò che si dà per scontato.

Erasmus+ come politica educativa: cosa lascia sul territorio

Erasmus+ è un programma dell’Unione Europea che sostiene la mobilità internazionale di studenti, insegnanti e giovani, con l’idea che lo scambio culturale e linguistico sia parte della formazione, non un extra per pochi. Nella pratica, ogni progetto ben costruito produce ricadute che restano a scuola: docenti che aggiornano metodologie, classi che lavorano con maggiore consapevolezza interculturale, reti tra istituti che aprono opportunità successive.

L’incontro con l’assessora Bonetti si colloca in questo orizzonte: la mobilità studentesca non riguarda soltanto chi parte o chi arriva, ma anche la comunità che ospita. Una città che riconosce valore a questi percorsi investe, indirettamente, su competenze linguistiche, apertura mentale, capacità di collaborazione. Non sono parole da brochure: sono abilità che incidono sul modo in cui i ragazzi studiano, scelgono l’università, entrano nel lavoro, interpretano la complessità.

Quando uno scambio è ben riuscito, lascia una traccia sottile ma riconoscibile: studenti che tornano a casa con contatti reali, non “nomi su un social”, e scuole che hanno più strumenti per progettare didattica internazionale con serietà e continuità.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to