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Parma, al cippo della Martinella il ricordo dell’eccidio del 20 gennaio 1945

22/01/2026

Parma, al cippo della Martinella il ricordo dell’eccidio del 20 gennaio 1945
Foto del sito Pietre della Memoria www.pietredellamemoria.it

La rotatoria tra via Langhirano e strada Martinella, per chi la percorre ogni giorno, è un punto di passaggio: una curva, una precedenza, un cartello. Eppure, a lato dell’asfalto, c’è un cippo che interrompe l’automatismo del tragitto e costringe a un gesto diverso: rallentare, guardare, ricordare. È lì che si è svolta la cerimonia in memoria dell’eccidio della Martinella, consumato nella notte del 20 gennaio 1945, quando cinque uomini – Remo Balboni, Oreste Grassi, Attilio Maraschini, Antonio Pini e Carlo Sozzi – vennero assassinati, vittime della barbarie nazifascista.

La scelta del luogo non è neutra. Non è un recinto protetto, né un’aula in cui la memoria possa essere confinata al rito. È un margine urbano, esposto, dove la vita quotidiana continua mentre la comunità si ferma. In questa frizione tra il tempo della città e il tempo del ricordo sta una parte del senso: ciò che accadde non appartiene a una dimensione astratta, ma a un territorio preciso, a strade che ancora oggi portano persone al lavoro, a scuola, a casa.

Presenze istituzionali e memoria organizzata

Alla commemorazione erano presenti autorità militari e civili, insieme ai rappresentanti delle Associazioni Partigiane del territorio e di ISREC Parma, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea. È un insieme di presenze che dice molto anche senza proclami: la memoria pubblica, quando è solida, si regge su un doppio binario. Da una parte c’è l’istituzione, che riconosce e assume una responsabilità civica nel ricordare; dall’altra c’è il lavoro storico e associativo, che evita l’erosione dei fatti, custodisce le fonti, ricostruisce contesti, difende la complessità contro la semplificazione.

In un tempo in cui le parole “Resistenza” e “guerra” vengono spesso trascinate in discussioni sbrigative, la presenza di chi studia e di chi testimonia svolge una funzione discreta ma determinante: restituisce densità ai nomi, impedisce che diventino simboli vuoti o bandiere intercambiabili.

Il rito civile: raccoglimento, corona, interventi

Dopo un momento di raccoglimento, sono stati resi gli onori alla corona. È il passaggio più sobrio e, proprio per questo, il più netto: un gesto che non chiede enfasi, chiede rispetto. A seguire, gli interventi di Sandro Campanini per il Comune di Parma, di Franco Torreggiani per la Provincia di Parma e di Claudio Buratti per l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia provinciale.

Tre voci, tre ruoli diversi, un medesimo compito: tenere viva una pagina dolorosa senza trasformarla in retorica. Il punto, in cerimonie come questa, non è aggiungere parole ai fatti, ma impedire che l’abitudine li consumi. Il cippo alla Martinella, posto accanto a una rotatoria, sembra fatto apposta per ricordare che la storia non resta in disparte: è la città stessa, con le sue infrastrutture, le sue abitudini, la sua capacità – o incapacità – di riconoscere le ferite e di farne coscienza.

E quei cinque nomi, pronunciati a voce alta in un luogo che molti attraversano senza sapere, continuano a porre una domanda semplice e severa: che cosa fa una comunità quando decide di non dimenticare?

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to