Parma “in movimento”: il Sant’Ilario come specchio di una città che cresce
15/01/2026
Il quarantesimo Premio Sant’Ilario, celebrato al Teatro Regio il 13 gennaio, è stato raccontato come una giornata che comincia molto prima della cerimonia: settimane di candidature, firme, passaparola, e quella strana energia civica che riaffiora quando una comunità decide di riconoscersi in volti e storie concrete. Nel discorso pronunciato per l’occasione, il filo conduttore scelto è una parola semplice e, proprio per questo, esigente: movimento. Movimento come crescita demografica, come attrazione turistica, come cantieri che cambiano il paesaggio urbano; ma anche come riappropriazione dello spazio pubblico, dove le idee smettono di essere avatar e tornano a essere persone.
Dentro questa cornice, il Sant’Ilario resta ciò che è sempre stato: una liturgia civile che premia meriti e restituisce, per una mattina, una mappa di Parma fatta di lavoro, associazionismo, impresa, cura. E insieme ricorda chi non c’è più, come Roberto Delsignore, con il rispetto sobrio che certe figure si guadagnano senza clamore.
Crescita, ospitalità, giovani: i numeri come responsabilità
Il “movimento” descritto parte dai dati. Parma supera i 202.000 residenti, un salto netto se confrontato con la città di venticinque anni fa; è una crescita che porta opportunità, e al tempo stesso complica le cose, perché una comunità più ampia chiede servizi più rapidi, spazi più vivibili, risposte meno standardizzate. L’ospitalità viene letta su due piani: quello quotidiano, legato a distanze ancora sostenibili e a una rete di servizi che rende possibile progettare qui una vita; e quello turistico, segnato da un record di presenze nel 2025 e dall’avvio della Fondazione Parma Welcome, chiamata a coordinare e potenziare le politiche turistiche con un’idea chiara di sistema tra città e provincia.
Nel cuore della fotografia, però, entra un dato che pesa più degli altri: l’attrattività giovanile. Parma, secondo una rilevazione Istat richiamata nel discorso, si colloca tra le prime città italiane per capacità di richiamare giovani, sostenuta dall’università e da un mercato del lavoro che, pur con le sue ombre, continua a offrire traiettorie. È un patrimonio che obbliga a una conseguenza: dare ai giovani margini reali di incidenza, ascolto, progettazione. Parma European Youth Capital 2027 viene indicata come un banco di prova, perché la retorica non basta; servono luoghi, strumenti, decisioni.
Cantieri, spazio pubblico, sicurezza: la città reale contro la solitudine digitale
Il movimento ha anche una dimensione fisica, quasi misurabile: 30 grandi cantieri comunali in corso, altri conclusi a fine 2025 e nuovi in avvio, con una forte presenza di interventi sociali, educativi e sportivi. Attorno, un intreccio di opere su patrimonio culturale e sanitario, e progetti che coinvolgono Provincia, Ateneo, Azienda Ospedaliera, privati. Ne esce l’immagine di una città che cambia pelle, e che prova a farlo senza perdere coesione, sapendo che la trasformazione urbana, se non è accompagnata da “rigenerazione umana”, lascia zone d’ombra.
Su questo si innesta la riflessione più politica: il 2025 come anno di piazze piene, per la pace, per i diritti, per il lavoro, per l’ambiente, per la democrazia, contro la violenza di genere. La piazza viene descritta come antidoto alla disinformazione e alla radicalizzazione che prosperano quando le persone smettono di incontrarsi; non perché la presenza garantisca la verità, ma perché offre un orizzonte comune in cui discutere senza ridurre tutto a invettiva.
Dentro lo stesso quadro entra la sicurezza, trattata come diritto e come responsabilità istituzionale, con un riferimento a investimenti comunali superiori ai 10 milioni nel bilancio 2026 e al lavoro di forze dell’ordine e Polizia Locale. Il punto, però, non è la contabilità: è l’idea che i problemi complessi, se affidati alle scorciatoie e alle tifoserie, diventano paura; se affrontati nella realtà, tra persone riconoscibili, possono generare proposte e fiducia.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to