Parma, l’Open Day FIPE punta sui giovani per rafforzare il legame tra scuola e pubblici esercizi
30/03/2026
Creare un collegamento stabile tra formazione e lavoro, mettendo i giovani nelle condizioni di conoscere da vicino le opportunità offerte dal mondo della ristorazione e dell’accoglienza.
È questo il senso dell’Open Day promosso dal Gruppo Scuole di FIPE-Confcommercio, un’iniziativa che assume un valore particolarmente rilevante anche per Parma e la sua provincia, dove il sistema dei pubblici esercizi continua a rappresentare una componente essenziale dell’economia locale, oltre che un tratto distintivo dell’identità del territorio.
Alla giornata nazionale ha preso parte anche una delegazione parmense composta da rappresentanti di Fipe Parma e del Parma Quality Restaurants. Presenti Gianluigi Piazza con lo chef Vincenzo Nardozza e Paola Cabassa, a conferma dell’interesse diretto del territorio verso un progetto che affronta uno dei nodi più delicati del comparto: la difficoltà crescente nel reperire personale qualificato, preparato sul piano tecnico ma anche capace di muoversi con competenza nelle relazioni con il pubblico e nelle dinamiche di un settore in continua trasformazione.
Il problema del personale qualificato resta centrale per il settore
Il valore dell’iniziativa emerge con particolare chiarezza nelle parole del presidente di Confcommercio Parma, Vittorio Dall’Aglio, che ha definito momenti come questo strumenti fondamentali per affrontare una delle criticità più evidenti dei pubblici esercizi. La carenza di personale qualificato, infatti, non riguarda soltanto la copertura dei posti vacanti, ma investe direttamente la qualità del servizio, la continuità delle attività e la capacità delle imprese di rispondere a una domanda sempre più esigente.
Nel comparto della ristorazione, il fabbisogno di nuove figure professionali resta molto elevato. Le stime nazionali per il periodo 2025-2029 parlano di una necessità annua compresa tra 159mila e 214mila lavoratori nei pubblici esercizi, con una domanda particolarmente forte per cuochi e personale di sala. A fronte di questi numeri, però, resta aperto il divario tra le esigenze delle imprese e il numero di giovani adeguatamente formati, una distanza che si riflette anche a livello locale.
Per una realtà come Parma, che costruisce parte della propria reputazione internazionale attorno alla cultura del cibo, alla qualità dell’ospitalità e alla presenza di importanti istituzioni formative, la questione assume un peso ancora maggiore. Il rapporto tra scuola e impresa non può essere lasciato a contatti sporadici o a iniziative isolate: richiede una progettazione più continua e una capacità condivisa di accompagnare i ragazzi verso percorsi professionali concreti.
Formazione specialistica e testimonianze dirette per orientare gli studenti
L’Open Day ha cercato di rispondere a questa esigenza coinvolgendo direttamente le scuole di alta specializzazione del Gruppo FIPE, che hanno presentato la propria offerta formativa agli studenti. Il passaggio è importante perché consente di trasformare il tema dell’orientamento in qualcosa di più concreto: non una semplice panoramica teorica, ma una prima occasione per capire quali competenze siano oggi richieste dal mercato e quali sbocchi professionali possano aprirsi attraverso percorsi mirati.
Accanto alla presentazione delle scuole, un ruolo significativo è stato svolto dalle testimonianze di studenti e diplomati, che hanno raccontato esperienze reali di ingresso nel mondo del lavoro. È un elemento che spesso fa la differenza, perché restituisce ai ragazzi una misura credibile delle opportunità esistenti e mostra come una formazione di qualità possa tradursi in carriere solide, qualificate e gratificanti.
Nel settore dei pubblici esercizi, infatti, il tema dell’attrattività del lavoro resta decisivo. Per intercettare nuove energie non basta evidenziare il bisogno di personale; occorre mostrare in modo convincente che esistono percorsi di crescita, competenze spendibili e possibilità di stabilità professionale. In questo senso, iniziative come l’Open Day servono anche a contrastare una percezione riduttiva del comparto, mettendo in luce il suo carattere dinamico e la pluralità dei ruoli che può offrire.
Per Parma investire sui giovani significa difendere qualità e identità del territorio
Il messaggio emerso dalla delegazione parmense è chiaro: rafforzare il ponte tra formazione e impresa rappresenta una priorità strategica. Lo ha sottolineato Gianluigi Piazza, consigliere di Fipe Parma, evidenziando come investire sui giovani significhi garantire continuità e qualità a un settore che, nel territorio, non ha soltanto una dimensione economica ma anche culturale e identitaria.
Paola Cabassa, presente per il Parma Quality Restaurants, ha richiamato a sua volta la necessità di rendere il lavoro nei pubblici esercizi sempre più attrattivo, facendo conoscere alle nuove generazioni le possibilità di crescita professionale offerte da un comparto in evoluzione. Il punto, in fondo, è proprio questo: far capire che ristorazione e accoglienza non sono ambiti marginali o di passaggio, ma settori capaci di offrire percorsi strutturati, responsabilità crescenti e competenze altamente spendibili.
Per Parma, dove il cibo è parte integrante del racconto del territorio e della sua capacità di attrarre visitatori, l’incontro tra scuola, impresa e giovani talenti non è un tema secondario. È una condizione necessaria per difendere standard qualitativi elevati e per consolidare nel tempo la forza di un sistema che vive di professionalità, cultura del servizio e capacità di innovare restando fedele alla propria identità.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to