Parma, rapine tra minorenni: tre ragazzi collocati in comunità dopo l’indagine della Squadra Mobile
09/04/2026
Un’indagine partita da una serie di episodi avvenuti tra l’autunno e l’inizio dell’inverno ha portato la Polizia di Stato di Parma all’esecuzione di un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di tre minori, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, ritenuti gravemente indiziati di una sequenza di rapine consumate e tentate ai danni di coetanei nel capoluogo emiliano.
Il provvedimento, eseguito il 30 marzo su disposizione del Gip del Tribunale per i Minorenni di Bologna, arriva al termine di un’attività investigativa sviluppata dalla Squadra Mobile e incentrata su episodi che, per modalità e bersagli scelti, avevano generato forte preoccupazione tra studenti e famiglie.
Le rapine e il modus operandi: giovani avvicinati e minacciati con armi
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito a partire dal novembre 2025 in diverse zone della città, prendendo di mira ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in gran parte studenti frequentatori dell’area scolastica di via Toscana. Il pretesto iniziale era spesso banale: la richiesta di un euro per comprare sigarette. Una volta avvicinata la vittima, però, il tono cambiava rapidamente.
Le contestazioni riguardano almeno cinque rapine consumate e una tentata, commesse tra il 16 novembre 2025 e il 14 gennaio 2026 all’interno di parchi pubblici, nei pressi del centro commerciale di via Bormioli e in piazzale Corridoni.
Secondo gli elementi raccolti, le vittime sarebbero state intimidite con la minaccia di coltelli, tirapugni metallici con spuntoni, noccoliere o anche attraverso il possesso millantato di un taser, che però, stando alle dichiarazioni raccolte, non sarebbe mai stato mostrato direttamente. I giovani rapinati venivano così costretti a consegnare denaro, smartphone, auricolari e altri dispositivi elettronici.
Le modalità descritte dagli inquirenti delineano un comportamento particolarmente aggressivo: i ragazzi individuavano spesso le vittime nelle gallerie dei centri commerciali, le seguivano all’esterno e le circondavano, accompagnando le richieste con minacce di morte nel caso in cui avessero avvertito qualcuno o chiamato la polizia. In alcuni casi, alle intimidazioni si sarebbero aggiunti anche spintoni e pugni.
Decisiva l’indagine sul caso del Parco Ducale
Tra gli episodi contestati, uno dei più gravi riguarda la rapina avvenuta il 17 dicembre 2025 al Parco Ducale, ai danni di un gruppo di studenti provenienti da Crema in gita scolastica a Parma. In quell’occasione, secondo la ricostruzione investigativa, cinque studenti sarebbero stati costretti a consegnare complessivamente 79 euro sotto la minaccia di un coltello.
Proprio da questo episodio ha preso una svolta decisiva l’indagine. Tre giorni dopo i fatti, un operatore della Squadra Mobile, libero dal servizio, avrebbe riconosciuto presso la stazione ferroviaria di Parma due dei presunti autori della rapina, già ripresi dalle telecamere di videosorveglianza cittadina. Quel riscontro ha consentito agli investigatori di consolidare il quadro indiziario e di collegare i soggetti anche agli altri episodi contestati.
Accanto ai tre minori destinatari della misura, la Polizia segnala anche la presenza di un quarto minorenne, ritenuto coinvolto nella rapina del Parco Ducale e attualmente ancora ricercato.
I tre ragazzi raggiunti dal provvedimento sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni, situate tra la provincia di Parma e un territorio limitrofo, e successivamente trasferiti in comunità per minori. Uno di loro, secondo quanto riferito, risultava già sottoposto a permanenza domiciliare per fatti analoghi, dopo un precedente arresto in flagranza.
Nella ricostruzione fornita dagli investigatori, e ripresa anche nel provvedimento cautelare, emerge un quadro definito di forte allarme sociale, nonostante la giovane età degli indagati. Resta però fermo, come previsto dall’ordinamento, che i minori coinvolti sono da considerarsi soltanto gravemente indiziati e che la loro eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto al termine del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.
La Questura di Parma, nel sottolineare il valore dell’attività svolta dalla Squadra Mobile, ha evidenziato anche il ruolo fondamentale avuto dalle denunce presentate dalle giovani vittime. Un elemento che viene richiamato con forza anche in chiave preventiva: denunciare episodi simili, sottolineano gli investigatori, resta uno strumento essenziale per interrompere dinamiche di violenza e impedire che atteggiamenti intimidatori si trasformino in un’abitudine percepita come impunita.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to