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Parma verso il 2027: incontro con le Capitali europee dei giovani

26/01/2026

Parma verso il 2027: incontro con le Capitali europee dei giovani

Nel pomeriggio del 23 gennaio 2026, nella Sala di Rappresentanza del Municipio, Parma ha messo attorno allo stesso tavolo una parte della “staffetta” europea che porta al titolo di Capitale Europea dei Giovani 2027. Non un passaggio protocollare, ma un confronto operativo: come si costruisce un anno di iniziative senza ridurlo a un cartellone, quali strumenti servono perché la partecipazione giovanile resti dopo i riflettori, quali scelte organizzative rendono credibile la promessa di un progetto condiviso.

All’incontro hanno preso parte il sindaco Michele Guerra, l’assessora alla Comunità giovanile Beatrice Aimi e rappresentanti di Capitali precedenti e attuale: Lublino (EYC 2023), Gand (EYC 2024) e Tromsø (2026). Con loro, figure-chiave delle reti giovanili e istituzionali: Sina Riz à Porta dello European Youth Forum, la presidente del Comitato ParmaEYC27 Emma Nicolazzi Bonati, il presidente del Consiglio Locale Giovani Francesco Sansone, la presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù Federica Celestini Campanari e il vicepresidente vicario del Consiglio Nazionale Giovani Simone Romagnoli.

La rete EYC come metodo, non come cornice

Il punto centrale emerso riguarda la dimensione europea del titolo: non è un’etichetta da esibire, ma un sistema di scambio tra città che hanno già affrontato (o stanno affrontando) l’anno “pieno” della Capitale. Per Parma significa entrare in una rete internazionale dove le buone idee circolano insieme ai problemi reali: budget, governance, relazioni con il territorio, coinvolgimento dei giovani che non frequentano i luoghi istituzionali.

Il sindaco Guerra ha insistito su un aspetto concreto: il progetto crea contatti e collaborazione tra ragazze e ragazzi di paesi diversi, generando scambi che possono viaggiare “per l’Unione europea” e tornare sotto forma di progetti, linguaggi, competenze. L’assessora Aimi, da parte sua, ha legato il percorso al rafforzamento strutturale del protagonismo giovanile, con l’obiettivo di tradurlo in cambiamenti nelle politiche urbane e in un senso di appartenenza europea fondato su diritti, inclusione e cittadinanza attiva.

Il passaggio del 24 gennaio: restituzione pubblica dentro “Mi prendo il mondo”

L’incontro in Municipio ha avuto anche un valore di preparazione immediata: la mattinata del 24 gennaio, all’interno di Mi prendo il mondo 2026, è stata pensata come momento di restituzione pubblica dello stato di avanzamento di ParmaEYC27. In quella sede vengono presentati obiettivi, metodo e senso del percorso preparatorio, con un accento su trasparenza delle scelte progettuali e dialogo tra cittadinanza, istituzioni e partner.

Il filo conduttore, qui, è la co-progettazione: non un concetto astratto, ma un’impostazione che chiede continuità, capacità di ascolto e una regia che non si limiti a convocare, bensì sappia trasformare le energie in decisioni, programmi, strumenti permanenti. Se il 2027 sarà l’anno del titolo, il 2026 è l’anno in cui si misura la qualità del lavoro preparatorio: la differenza tra un evento e un’eredità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to