Sanità pubblica e invecchiamento: il confronto di CNA Pensionati Emilia-Romagna sul futuro del welfare regionale
03/02/2026
Una mattinata di confronto concreto, orientata alle scelte che attendono la sanità pubblica regionale, ha fatto da cornice all’assemblea di CNA Pensionati Emilia‑Romagna. Al centro del dibattito, temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone: risorse disponibili, servizi territoriali, liste d’attesa, non autosufficienza e nuove opportunità legate alla telemedicina. Un’agenda densa, affrontata con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’ascolto dei bisogni in azioni operative.
Ad aprire i lavori è stata Laura Sassi, che ha richiamato il valore dei recenti rinnovi degli organi come momento democratico capace di portare energie nuove e rafforzare il legame con i territori. Non una formalità, ma una scelta di metodo: sostenere idee nuove, intercettare bisogni reali e costruire risposte concrete. In questa cornice si colloca la proposta di piano operativo 2026, pensata per rendere l’associazione ancora più presente e incisiva.
Rappresentanza, alleanze e piano di mandato 2026
Il tema della rappresentanza istituzionale è stato al centro dell’intervento di Maria Francesca Picchio, che ha sottolineato il lavoro svolto nel CUPLA e il dialogo strutturato con INPS attraverso protocolli di intesa. L’obiettivo è costruire alleanze stabili e un coinvolgimento reciproco nelle iniziative, così da leggere con maggiore lucidità la transizione demografica e sociale in atto.
Nel piano di mandato 2026 emerge anche una priorità interna: rafforzare l’area sociale e intercettare in modo più efficace i “pensionandi”, accompagnandoli nel passaggio alla pensione e favorendo una partecipazione attiva alla vita associativa. Una scelta che punta a dare continuità generazionale e a rinnovare linguaggi e strumenti.
Povertà, comunicazione e ruolo delle associazioni
Allargando lo sguardo al contesto nazionale, il presidente di CNA Pensionati Lorenzo Marchetti ha ricordato come alle tensioni internazionali si sommino fragilità economiche interne sempre più diffuse. La crescita della povertà, assoluta e relativa, incide sulla qualità della vita e sull’accesso alle opportunità, rendendo ancora più centrale il ruolo delle associazioni. In questo scenario, la comunicazione diventa una leva strategica per ampliare la base associativa e rendere visibili servizi e battaglie, rafforzando la capacità di rappresentanza.
Liste d’attesa, territorio e telemedicina
Il cuore del confronto pubblico è stato dedicato alla sanità regionale. Partendo da un documento di lavoro e da una lettura delle risorse disponibili, Laura Sassi ha riconosciuto la solidità del sistema sanitario dell’Emilia-Romagna, capace di attrarre pazienti da altre regioni, ma ha indicato senza ambiguità le criticità più avvertite: liste d’attesa per visite ed esami, rischio di rinuncia alle cure, appropriatezza delle prescrizioni e necessità di investire di più in prevenzione e corretti stili di vita.
Sul piano organizzativo, l’attenzione si è concentrata sull’estensione degli orari ambulatoriali, sul ruolo dei medici di medicina generale, sul miglioramento delle informazioni e dell’accesso ai CAU e sul completamento delle infrastrutture territoriali, dalle Case della salute agli Ospedali di comunità. In questo quadro, la telemedicina è stata indicata come opportunità concreta per alleggerire il carico sulle strutture e garantire continuità assistenziale, soprattutto alle persone fragili. Perché sia efficace, è emersa la necessità di integrazione tra medicina di base e specialistica e di un serio percorso di alfabetizzazione digitale.
Non autosufficienza, la vera emergenza
Il tema della non autosufficienza è stato definito senza mezzi termini come “la vera emergenza”. L’aumento degli anziani soli, spesso donne molto anziane, mette sotto pressione famiglie e servizi, tra carenza di posti letto, centri diurni e assistenza domiciliare ancora insufficiente. La sfida condivisa è rendere possibile per le persone restare a casa il più a lungo possibile, con servizi di prossimità e strumenti innovativi a supporto.
Regione, imprese e visione di lungo periodo
Nel suo intervento, l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi ha ribadito un principio chiave: la sanità è un investimento, non un costo da comprimere. Salvaguardare il servizio pubblico significa tutelare un bene comune e rispondere alle preoccupazioni crescenti dei cittadini.
Dal punto di vista del mondo produttivo, Paolo Cavini, presidente di CNA Emilia‑Romagna, ha evidenziato il sottofinanziamento nazionale del sistema sanitario rispetto ad altri Paesi europei e la necessità di una visione politica di lungo periodo: investire in salute genera benessere, produttività e coesione sociale. Le conclusioni, affidate a Mario Pagani, hanno richiamato i nodi strutturali ancora aperti, dal personale sanitario alla fiscalità generale, sottolineando l’esigenza di risultati tangibili per i cittadini.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to