Sant’Ilario al Regio: Parma premia lavoro, cultura e volontariato con due Medaglie d’Oro e sette Benemerenze
15/01/2026
Il Teatro Regio, con la sua solennità fatta di velluti e silenzi in attesa, ha ospitato la cerimonia con cui Parma ha celebrato Sant’Ilario e ha consegnato le proprie onorificenze civiche: due Medaglie d’Oro e sette Attestati di Civica Benemerenza. È un rito cittadino che tiene insieme molte Parma: quella istituzionale, chiamata a rappresentarsi; quella popolare, che si riconosce in simboli e dialetti; quella operosa, che lavora spesso lontano dai riflettori; quella culturale, che misura il valore nel tempo più che nell’applauso.
L’avvio è stato affidato a un segno preciso: Il Coro delle Sfide Impossibili, esibizione del Coro Opera in Carcere diretto da Gabriella Corsaro, con Gianluca Ascheri al pianoforte. Subito dopo, il discorso del presidente del Consiglio comunale Michele Alinovi e l’ingresso delle autorità, con il sindaco Michele Guerra, il vescovo monsignor Enrico Solmi e i rappresentanti istituzionali presenti. Solmi ha poi rivolto il suo intervento alla platea, alla presenza, tra gli altri, del prefetto Antonio Garufi, del presidente della Provincia Alessandro Fadda, del rettore Paolo Martelli, del presidente della Camera di Commercio Stefano Landi e del presidente della Consulta delle Scuole Superiori Giacomo Storti.
Una cerimonia che intreccia istituzioni e tradizione cittadina
Accanto ai passaggi formali, la scaletta ha lasciato spazio a un linguaggio più identitario: la Maschera di Parma, lo Dsèvod, ha portato i saluti della Parma popolare, ricordando che la festa del patrono, per restare viva, deve parlare anche la lingua delle case e delle strade, non soltanto quella delle cariche.
Il riferimento all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi ha introdotto un momento di cultura “di comunità”: Cristina Cabassa ha inquadrato il tema, mentre Enrico Maletti, Rico e Baroz del gruppo Io Parlo Parmigiano hanno interpretato la poesia dialettale di Alfredo Zerbini, San Francesco e il lupo. La scelta del dialetto, qui, non ha il sapore della cartolina: è una dichiarazione di continuità, il tentativo di tenere insieme memoria e presente, senza mettere l’una contro l’altro.
Le Medaglie d’Oro: cooperazione e letteratura come volto pubblico di Parma
La prima Medaglia d’Oro è andata a COLSER–Auroradomus, realtà cooperativa nata nel 1975 su iniziativa della CISL di Parma con il supporto di Confcooperative. Dall’avvio nel cleaning professionale, il gruppo ha ampliato servizi e ambiti fino al facility management, alla logistica e alla manutenzione impiantistica, con un profilo economico rilevante: fatturato superiore ai 220 milioni di euro e oltre 7.000 addette e addetti, in prevalenza donne. Il dato sociale è altrettanto centrale nella motivazione: percorsi di inclusione, crescita professionale, integrazione, con una presenza di personale di origine straniera indicata attorno al 30%. A ritirare il riconoscimento, Cristina Bazzini, presidente di Colser dal 1986.
La seconda Medaglia d’Oro è stata conferita a Paolo Nori, scrittore, traduttore e saggista nato a Parma nel 1963, laureato in lingua e letteratura russa all’Università di Parma, traduttore di autori come Puškin, Gogol’, Tolstoj, Dostoevskij, Čechov e Turgenev. La motivazione riconosce la sua produzione letteraria e saggistica e il ruolo di divulgatore della cultura russa nel nostro Paese, sottolineando anche il legame identitario con la città natale; nel 2025 il romanzo Chiudo la porta e urlo è stato finalista al Premio Strega. Qui il premio dice qualcosa di più ampio: Parma sceglie di premiare una voce che ha saputo costruire un linguaggio riconoscibile e, insieme, una fedeltà non nostalgica alle proprie origini.
Le Civiche Benemerenze: imprese, volontariato, sport, montagna e musica
I sette attestati disegnano un atlante di funzioni civiche diverse, tutte necessarie. Ascom Confcommercio Parma, attiva dal 1945 e rappresentativa del terziario con oltre 4.500 punti vendita associati, è stata premiata per la capacità di promuovere manifestazioni e progettualità con ricadute economiche e sociali; ha ritirato Vittorio Dall’Aglio.
Un riconoscimento con un peso simbolico forte è andato all’Associazione Nazionale Carabinieri di Parma e all’Associazione Nazionale Polizia di Stato – Sezione di Parma, per l’impegno volontario in sicurezza urbana, protezione civile, assistenza, supporto durante eventi pubblici e iniziative solidali. A ritirare: Amico Tallini per l’ANC, con Francesco Vignoli e il colonnello Andrea Pagliaro, e per ANPS il presidente Gennaro Gallo, con Riccardo Renda e il questore Carmine Rocco Grassi.
Sul versante professionale e sportivo, l’attestato è stato assegnato a Emiliano Bozzetti, fisioterapista della Nazionale Italiana di calcio, con un percorso costruito nel tempo tra club e nazionali giovanili fino allo staff della Nazionale maggiore: una benemerenza che parla di eccellenza tecnica, disciplina e reputazione costruita sul campo.
C’è poi la montagna come spazio di comunità: il Club Alpino Italiano (CAI) di Parma, fondato nel 1875, è stato premiato per l’impegno su formazione, sentieristica, tutela dell’ambiente montano, progetti per giovani, montagnaterapia ed escursionismo inclusivo; ha ritirato Roberto Zanzucchi.
La cultura gastronomica, intesa come identità e promozione, è rappresentata da Parma Quality Restaurants, consorzio nato nel 2016 e oggi con oltre quaranta associati, premiato per la valorizzazione del patrimonio alimentare parmigiano e per attività solidali; ha ritirato Enrico Bergonzi.
La musica trova spazio con la Società dei Concerti di Parma APS, fondata nel 1894 e tra le più antiche istituzioni musicali italiane, premiata per la programmazione di musica classica e da camera e per la valorizzazione di interpreti e giovani talenti; ha ritirato Davide Battistini.
Infine, il riconoscimento personale a Enrica Valla, prima donna presidente della Corale Verdi e presidente dell’associazione Amici delle Piccole Figlie impegnata nelle cure palliative: un profilo che unisce cultura e volontariato, con un’idea di servizio che non chiede scena, ma costanza.
Tra una consegna e l’altra, la performance di Artemis Danza sul tema Dalla caduta al riscatto ha funzionato come pausa narrativa e, insieme, come commento: il corpo che cade e si rialza, in teatro, somiglia spesso alla città che attraversa le sue fatiche senza perdere il passo. Il discorso finale del sindaco Michele Guerra ha chiuso la cerimonia, lasciando sul palco ciò che questi premi hanno la forza di ricordare: Parma si definisce anche da come sceglie di ringraziare.
Articolo Precedente
Parma “in movimento”: il Sant’Ilario come specchio di una città che cresce
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to