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Transizione 5.0, la CNA attacca il decreto fiscale: “Tagli retroattivi e penalizzazione per le imprese”

04/04/2026

Transizione 5.0, la CNA attacca il decreto fiscale: “Tagli retroattivi e penalizzazione per le imprese”

La CNA torna a criticare con durezza il decreto fiscale che interviene sul piano Transizione 5.0, parlando di una penalizzazione ingiustificata per le imprese che hanno già avviato investimenti in innovazione ed efficientamento energetico confidando in un quadro di regole definito. Secondo l’associazione, il provvedimento colpisce soprattutto le aziende rimaste in lista d’attesa pur avendo presentato domanda in modo corretto e nel rispetto dei criteri previsti.

Nel mirino della CNA c’è il carattere retroattivo della misura. Per le imprese che attendevano il riconoscimento del beneficio, la legge di bilancio aveva previsto una copertura dedicata, mentre il recente decreto fiscale ha ridotto in modo drastico le risorse disponibili, portandole da circa 1,4 miliardi a poco più di 500 milioni di euro. Il risultato, sottolinea l’associazione, è che molte aziende che avevano già rispettato l’iter richiesto finiranno per ricevere soltanto una parte molto ridotta del contributo inizialmente atteso.

Il taglio alle risorse e il nodo della fiducia delle imprese

La questione, nella lettura della CNA, non riguarda soltanto la riduzione del sostegno economico, ma il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni. Le aziende hanno programmato investimenti in tecnologie, risparmio energetico e ammodernamento produttivo sulla base di norme vigenti e di un incentivo ritenuto parte integrante della sostenibilità economica dei progetti. Modificare a posteriori l’entità del beneficio viene quindi considerato un segnale molto pesante, destinato a frenare nuovi investimenti proprio in una fase in cui la transizione energetica e digitale richiederebbe maggiore continuità e certezza.

Secondo quanto evidenziato in questi giorni anche da altre organizzazioni imprenditoriali, il decreto assegna agli “esodati” di Transizione 5.0 una copertura che consente di riconoscere soltanto il 35% del credito d’imposta originariamente previsto, lasciando così scoperta una parte rilevante degli investimenti già avviati. È proprio questo ridimensionamento a far parlare la CNA di una scelta che rischia di trasformarsi in un freno anziché in un incentivo alla modernizzazione del sistema produttivo.

Non solo Transizione 5.0: le critiche ai tagli sulle CER

La CNA richiama anche un secondo fronte considerato altrettanto problematico, quello relativo ai contributi per le Comunità energetiche rinnovabili. L’associazione segnala infatti un ridimensionamento delle risorse da 2,2 miliardi a 795 milioni di euro, interpretandolo come un ulteriore segnale negativo verso gli investimenti in innovazione e risparmio energetico. Sommando i due interventi, la contrazione complessiva delle risorse supera i 2 miliardi di euro.

Per la CNA, dunque, il decreto fiscale finisce per colpire due leve considerate decisive per accompagnare le piccole e medie imprese nel cambiamento: la trasformazione tecnologica dei processi produttivi e la diffusione di modelli energetici più efficienti e sostenibili. Da qui la richiesta di una revisione del provvedimento, per evitare che la stretta sulle agevolazioni si traduca in un danno diretto alla competitività delle imprese che hanno scelto di investire seguendo le indicazioni fissate dallo stesso legislatore.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.