Biologico, 200mila euro ai distretti dell’Emilia-Romagna
14/05/2026
La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 200mila euro per il 2026 a sostegno dei distretti del biologico, con un bando dedicato a formazione, informazione e promozione delle produzioni. L’obiettivo è rafforzare le filiere, accompagnare la crescita delle imprese e consolidare il ruolo dei distretti come strumenti di organizzazione territoriale del comparto agricolo biologico.
Contributi fino al 100% dei costi ammissibili
Il bando finanzia progetti da realizzare entro il 2026, con contributi che potranno coprire fino al 100% dei costi ammissibili, per un massimo di 50mila euro per ciascun intervento. Le risorse sono rivolte ai distretti biologici riconosciuti secondo la normativa regionale o nazionale.
Le attività sostenute riguarderanno in particolare iniziative rivolte alle piccole e medie imprese del biologico, comprese quelle in conversione, attive nella produzione agricola, nella trasformazione e nella commercializzazione. Il finanziamento potrà essere utilizzato per corsi, seminari, percorsi di coaching, iniziative informative, attività di diffusione delle conoscenze e azioni di promozione dei prodotti.
La misura punta a incidere sulla qualità complessiva del sistema, favorendo la crescita delle competenze degli operatori e la capacità delle imprese di lavorare in rete. Il rafforzamento dei distretti viene visto come un passaggio necessario per costruire filiere più solide, valorizzare il legame con i territori e migliorare il posizionamento delle produzioni biologiche sui mercati.
Promozione dei prodotti e nuove competenze
Tra gli interventi finanziabili rientrano anche la partecipazione a fiere ed eventi, la realizzazione di materiali informativi e le campagne di comunicazione rivolte al pubblico. L’obiettivo è aumentare la riconoscibilità dei prodotti biologici dell’Emilia-Romagna e sostenerne la presenza sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.
Il bando dà attuazione al fondo regionale previsto dalla legge sui distretti del biologico e si inserisce in una strategia più ampia di sostegno al comparto. La Regione intende accompagnare un settore che rappresenta una componente rilevante dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, sia per il valore produttivo sia per il presidio delle aree rurali.
In Emilia-Romagna il biologico conta oggi oltre 6.500 imprese certificate e circa il 18% della superficie agricola regionale coltivata con questo metodo. Numeri che, secondo la Regione, raccontano un comparto dinamico e capace di contribuire alla sostenibilità, alla qualità delle produzioni e alla competitività dei territori.
Mammi: filiere più forti e territori più competitivi
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha sottolineato il valore strategico del biologico per il futuro dell’agroalimentare regionale e per la tenuta delle aree rurali. Secondo Mammi, il bando conferma la volontà della Regione di investire su un sistema già forte, ma ancora da consolidare attraverso strumenti capaci di mettere insieme imprese, territori e competenze.
I distretti, ha spiegato l’assessore, hanno una funzione decisiva perché favoriscono l’aggregazione tra operatori, rafforzano le filiere e creano condizioni più stabili per la crescita. Formazione, conoscenza e promozione diventano quindi leve operative per qualificare l’offerta, valorizzare le produzioni e aumentare la capacità del biologico regionale di intercettare domanda e riconoscimento di valore.
La misura guarda dunque alla costruzione di un sistema più organizzato, in cui il biologico non sia soltanto una scelta produttiva, ma anche un modello territoriale capace di collegare agricoltura, imprese, istituzioni locali e comunità.
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