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Demenze a Parma, 7.000 pazienti seguiti: aiuto ai caregiver

18/09/2026

Demenze a Parma, 7.000 pazienti seguiti: aiuto ai caregiver

A Parma e provincia circa 7.000 persone con demenza sono seguite dai Centri Disturbi cognitivi e demenza presenti nei quattro Distretti socio-sanitari dell’Azienda Usl. Nel solo 2025 sono state effettuate 2.268 prime visite e formulate 1.578 nuove diagnosi. Dietro questi numeri c’è una rete di assistenza che comprende visite specialistiche, valutazioni neuropsicologiche, stimolazione cognitiva e sostegno rivolto anche ai familiari che assistono quotidianamente i pazienti.

I numeri dell’assistenza nel Parmense

Nel corso del 2025 i servizi territoriali hanno garantito circa 650 colloqui telefonici, 1.600 colloqui psicologici e 204 ricoveri di sollievo. Particolare attenzione riguarda anche le persone più giovani: 212 cittadini con meno di 65 anni sono stati sottoposti a una prima visita e per 194 di loro è arrivata una nuova diagnosi. Nel 2024 le nuove diagnosi nella stessa fascia d’età erano state 155.

Il quadro generale resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, mentre cresce il ricorso al supporto psicologico: nel 2025 i colloqui sono stati circa 200 in più. Un dato che, secondo l’Ausl, conferma la necessità di accompagnare il percorso clinico con strumenti capaci di sostenere anche chi vive accanto alla persona con demenza.

Tra gli assistiti figurano inoltre circa 1.000 persone con mild cognitive impairment, una condizione caratterizzata da un deficit cognitivo isolato che, almeno inizialmente, non compromette in maniera significativa l’autonomia quotidiana. Per questi pazienti viene indicato un controllo periodico delle funzioni cognitive, generalmente ogni otto-dieci mesi, insieme alla possibilità di partecipare ad attività individuali o di gruppo dedicate al training cognitivo.

Un percorso costruito attorno al paziente e alla famiglia

Le équipe dei Centri lavorano attraverso un modello personalizzato che considera gli aspetti clinici, psicologici e sociali della malattia. Livia Ludovico, direttrice del programma Demenze dell’Azienda Usl, spiega che l’obiettivo è accompagnare paziente e caregiver rispettando i loro tempi e adattando gli interventi alle necessità che emergono durante il percorso.

La presa in carico riguarda quindi anche chi assiste il familiare: figli, coniugi e parenti che spesso devono affrontare cambiamenti organizzativi, preoccupazioni e un impegno quotidiano prolungato. Il supporto può comprendere colloqui psicologici, informazioni sui servizi disponibili, incontri formativi e occasioni di confronto con altri caregiver.

Le esperienze di Jonata e Susanna

Jonata, insegnante, accompagna da circa due anni la madre Anna, ottantenne, in uno dei Centri dell’Ausl. I primi segnali erano comparsi alcuni anni prima, con problemi di memoria, ansia e momenti depressivi. Il medico di famiglia aveva quindi consigliato una valutazione specialistica.

Oggi Anna partecipa ogni mercoledì alle attività di stimolazione cognitiva. Nello stesso momento Jonata incontra altri familiari che vivono situazioni simili. Per lui il Centro è diventato un riferimento sia per le questioni pratiche, come l’accesso agli ausili, sia per il sostegno psicologico. Madre e figlio continuano inoltre a condividere esperienze fuori dalla routine assistenziale: durante l’estate hanno trascorso insieme oltre due settimane in montagna.

Anche Susanna ha trovato nei servizi territoriali un punto di riferimento dopo la diagnosi di demenza ricevuta dal padre Israele, ottantenne. Le difficoltà nel seguire una conversazione e nel trovare il nome degli oggetti avevano spinto la famiglia a chiedere una valutazione. Susanna ha frequentato la scuola per caregiver e altri incontri di formazione, mentre la madre ha partecipato ad alcune attività, tra cui il percorso “Gocce di memoria”.

Per la famiglia anche i momenti informali rappresentano una forma di sostegno: incontrare altri caregiver mentre i propri cari partecipano alle attività consente di scambiarsi esperienze e affrontare problemi comuni senza rigidità.

I segnali da osservare e come accedere ai Centri

I disturbi cognitivi possono comparire attraverso difficoltà nella gestione delle attività quotidiane: utilizzare il telefono, fare acquisti, assumere correttamente i farmaci o amministrare il denaro. Possono inoltre presentarsi problemi di memoria, difficoltà nell’apprendere nuove informazioni, nel trovare le parole o nell’utilizzare correttamente i numeri.

Altri segnali riguardano il disorientamento nel tempo e nello spazio, lo spostamento di oggetti in luoghi insoliti e cambiamenti dell’umore o del comportamento, come irritabilità, apatia, ripetitività, perdita di iniziativa o atteggiamenti inadeguati rispetto al contesto.

Quando emergono sintomi di questo tipo, il primo riferimento può essere il medico di famiglia o uno specialista. L’accesso ai Centri Disturbi cognitivi e demenza avviene tramite prescrizione medica e prenotazione Cup. I servizi comprendono prime visite, controlli neurologici e geriatrici, valutazioni neuropsicologiche, colloqui psicologici, stimolazione cognitiva e terapie occupazionali.

I Centri sono attivi a Parma, in via Verona 36/A; Langhirano, in via Roma 42/11; Fidenza, località Vaio, in via don Tincati 2; e Borgotaro, in via Benefattori 12. Le équipe collaborano con medici di famiglia, servizi sociali comunali e associazioni di volontariato, tra cui AIMA Parma e il Gruppo Sostegno Alzheimer di Fidenza.

Giornata Alzheimer, camminata a Fidenza e open day a Parma

In occasione della Giornata mondiale Alzheimer del 21 settembre, le Aziende sanitarie di Parma promuovono due appuntamenti aperti alla cittadinanza. Sabato 19 settembre torna a Fidenza “Ricordare il cammino della vita”, iniziativa organizzata dal Centro Disturbi cognitivi locale.

Il ritrovo è fissato alle 9 al centro “Elda Scaramuzza”, in via don Tincati 2, a Vaio. La partenza è prevista alle 9.30 per una camminata di circa 4,5 chilometri lungo la pista ciclabile Fidenza-Salsomaggiore. Dalle 12 è prevista la premiazione del concorso di arte e fotografia “Radici e memoria: quando la natura racconta il tempo”. La partecipazione è gratuita e il percorso può essere affrontato anche in bicicletta.

Domenica 21 settembre, dalle 9.30 alle 13, il Centro Disturbi cognitivi e demenze di Parma, nella Casa della comunità San Leonardo “Vilma Preti” di via Verona 36/A, aprirà invece le porte per un open day. I cittadini potranno ricevere informazioni sugli stili di vita collegati alla prevenzione dei disturbi cognitivi e conoscere il nuovo progetto del Distretto di Parma dedicato al “caregiver di prossimità”. Per partecipare non è richiesta la prenotazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.