Emilia-Romagna, 19 progetti finanziati con il bando Step
05/05/2026
Diciannove progetti presentati da 17 aziende dell’Emilia-Romagna sono stati ammessi al finanziamento regionale nella prima finestra 2026 del bando Step, lo strumento collegato alla piattaforma della Commissione europea per sostenere autonomia e sovranità industriale dell’Unione. Le imprese selezionate operano in settori strategici come aerospazio, biotecnologie, automazione industriale, tecnologie ambientali, servizi digitali ed elettronica avanzata.
Il pacchetto di contributi supera gli 11 milioni di euro e consentirà di attivare oltre 37 milioni di euro tra investimenti produttivi e attività di ricerca industriale. Un effetto leva giudicato significativo dalla Regione, perché capace di mobilitare risorse private in comparti considerati decisivi per lo sviluppo tecnologico e per la competitività del sistema produttivo europeo.
La seconda edizione del bando e il ruolo delle grandi imprese
Il risultato arriva al termine dell’iter di valutazione della prima finestra della seconda edizione del bando regionale Step. Dopo la sperimentazione avviata nel 2025, la misura torna con un impianto più ampio e si rivolge a imprese di tutte le dimensioni, dalle piccole e medie realtà produttive fino alle grandi aziende impegnate nei settori più rilevanti per il futuro industriale europeo.
Tra le novità della nuova edizione figura una maggiore apertura verso le grandi imprese, resa possibile dall’applicazione del Cisaf, il regime di aiuti di Stato per l’industria pulita che sostiene transizione verde e decarbonizzazione industriale. L’Emilia-Romagna, secondo quanto comunicato dalla Regione, è stata la prima in Italia a introdurre questo regime nell’ambito del bando Step, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari e favorendo progetti di dimensione più rilevante.
Colla: investire su ricerca, formazione e partenariati
Il vicepresidente regionale con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha sottolineato la capacità del programma di attrarre investimenti a meno di due mesi dalla chiusura delle candidature. L’edizione 2026 del bando metterà complessivamente a disposizione 45 milioni di euro per sostenere investimenti e attività di ricerca connessi alla competitività europea e alla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Unione da Paesi terzi.
Per Colla, l’innovazione incide sui modelli di sviluppo e sulla capacità delle istituzioni di governare i cambiamenti industriali. Da qui la necessità di mettere in relazione politiche regionali, nazionali ed europee, orientandole verso ricerca, formazione, attrattività dei territori e partenariati solidi tra sistema pubblico, imprese e mondo della conoscenza.
Tre ambiti strategici e nuove finestre per le domande
Le risorse, erogate a fondo perduto, rientrano nella programmazione dei fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027. Gli interventi finanziano progetti ad alto contenuto innovativo in tre ambiti principali: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti, biotecnologie e medicinali critici.
Il bando Step prevede tre finestre temporali, ciascuna con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro. Dopo la prima scadenza, aperta dal 5 al 27 febbraio 2026, la seconda finestra è partita il 4 maggio e resterà aperta fino al 29 maggio 2026. La terza sarà invece disponibile dal 1° al 30 settembre 2026, offrendo nuove opportunità alle imprese che intendono programmare investimenti in innovazione e rafforzare il proprio posizionamento sui mercati.
Diciannove proposte finanziabili su ventitré domande
Nella prima finestra 2026 sono state presentate 23 domande; di queste, 19 sono risultate finanziabili. Cinque riguardano investimenti produttivi, mentre quattordici sono concentrate su ricerca e sviluppo. Il dato evidenzia, secondo la Regione, la qualità delle proposte arrivate dal sistema produttivo emiliano-romagnolo e la disponibilità delle aziende a investire in tecnologie legate all’autonomia strategica europea.
Dal punto di vista tecnologico, i progetti ammessi mostrano una distribuzione articolata: 8 riguardano tecnologie pulite ed efficienti, 9 tecnologie digitali e deep tech, mentre 2 rientrano nel campo delle biotecnologie. Proprio quest’ultimo comparto rappresenta una novità rispetto alla precedente edizione, che non aveva registrato candidature in quest’area.
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