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Emilia-Romagna, 3,5 milioni contro gli incendi in Appennino

06/05/2026

Emilia-Romagna, 3,5 milioni contro gli incendi in Appennino

La Regione Emilia-Romagna rafforza la prevenzione contro gli incendi boschivi con l’aggiornamento del Piano regionale antincendi e con nuovi investimenti per quasi 3,5 milioni di euro destinati a 60 Comuni dell’Appennino. Le risorse, pari a 3,46 milioni, saranno utilizzate nelle aree interne per interventi di manutenzione dei boschi, miglioramento dell’accessibilità, realizzazione di infrastrutture a supporto dello spegnimento e opere di prevenzione nei territori più esposti al rischio.

Il nuovo Piano antincendi valido fino al 2027

L’aggiornamento 2026 del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, valido fino al 2027, nasce in un quadro climatico più complesso, segnato da temperature più alte, lunghi periodi di siccità e piogge meno frequenti. Condizioni che rendono più vulnerabili le aree collinari e montane, dove si concentrano boschi estesi e zone difficili da presidiare.

Il Piano rafforza il modello organizzativo regionale basato sull’integrazione tra previsione del rischio, prevenzione e intervento operativo. Il sistema coinvolge Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Arpae, enti locali e volontariato, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento e rendere più tempestiva la risposta in caso di emergenza.

Controlli, catasto incendi e attenzione alle aree abitate

Tra gli elementi centrali dell’aggiornamento figurano il monitoraggio continuo del territorio, l’aggiornamento delle banche dati e del catasto delle aree percorse dal fuoco, oltre all’individuazione dei periodi e delle zone a maggiore rischio. In queste fasi potranno essere attivate misure specifiche di prevenzione, divieti e sanzioni.

Particolare attenzione viene riservata alle zone di interfaccia, cioè quelle aree in cui boschi e centri abitati entrano in contatto diretto. Si tratta di contesti nei quali un incendio può trasformarsi rapidamente in un pericolo per case, attività economiche, infrastrutture e comunità locali. Il Piano punta inoltre a coinvolgere cittadini, operatori agricoli e realtà territoriali in una gestione più attiva e continua del patrimonio boschivo.

Risorse Snai per 60 Comuni dell’Appennino

Accanto all’aggiornamento del Piano, la Regione mette a disposizione 3,46 milioni di euro di risorse Snai, la Strategia nazionale per le aree interne. I fondi saranno ripartiti tra Alta Val Trebbia e Val Tidone, con oltre 1,04 milioni di euro; Appennino Bolognese, con circa 709mila euro; Appennino Forlivese-Cesenate, con circa 709mila euro; Appennino Modenese, con quasi 565mila euro; e Appennino Parma Est, con circa 441mila euro.

I finanziamenti saranno assegnati sulla base dell’indice comunale di rischio incendio boschivo medio, calcolato considerando parametri come frequenza degli incendi, caratteristiche del patrimonio forestale e rapporto tra superfici boscate e aree già percorse dal fuoco. Gli interventi potranno riguardare manutenzione della viabilità forestale, vasche per l’approvvigionamento idrico, aree di atterraggio per i mezzi di soccorso, tracciati spartifuoco, pulizia e gestione delle aree boschive e periurbane.

Dall’Alta Val Trebbia alla Romagna, i territori coinvolti

Gli interventi interesseranno territori distribuiti lungo tutto l’Appennino emiliano-romagnolo. In provincia di Piacenza, nell’area Alta Val Trebbia e Val Tidone, sono coinvolti Alta Val Tidone, Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo e Zerba. In provincia di Parma, nell’Appennino Parma Est, rientrano Berceto, Calestano, Corniglio, Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano e Tizzano Val Parma.

In provincia di Modena i Comuni interessati sono Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Marano sul Panaro, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano sulla Secchia, Riolunato, Serramazzoni, Sestola e Zocca. Nel Bolognese sono coinvolti Alto Reno Terme, Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Vergato.

In Romagna, nell’Appennino forlivese e cesenate, i fondi riguarderanno Bagno di Romagna, Civitella di Romagna, Galeata, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Tredozio e Verghereto. Per la sottosegretaria con delega alla Protezione civile Manuela Rontini e gli assessori regionali Gessica Allegni e Davide Baruffi, l’intervento è una scelta di sicurezza del territorio e di presidio pubblico nelle aree più fragili, con l’obiettivo di proteggere comunità, abitazioni, attività economiche e infrastrutture.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.