Parma, accordo tra Polizia e Università sulle scienze forensi
07/05/2026
Il Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, e il rettore dell’Università di Parma, Paolo Martelli, hanno firmato questa mattina nell’Aula Magna dell’Ateneo un protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Università, con un focus principale sulle scienze forensi e sulla chimica analitica applicata alle indagini.
L’accordo punta a costruire una collaborazione stabile tra attività didattiche, ricerca universitaria e competenze istituzionali della Polizia di Stato. Alla firma erano presenti Federica Bianchi, vicedirettrice del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e referente scientifica del protocollo per l’Università di Parma, e Luigi Rinella, direttore centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica, referente scientifico per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Ricerca, tecnologie avanzate e formazione specialistica
Il protocollo prevede iniziative comuni in campo scientifico, tecnologico e formativo, con particolare attenzione alle discipline forensi. Al centro vi è lo sviluppo di nuove metodologie analitiche basate sull’impiego di strumentazione avanzata, a supporto delle indagini chimiche e delle attività di ricerca.
Università e Dipartimento della Pubblica Sicurezza potranno promuovere progetti condivisi, tesi di laurea e dottorato, seminari, workshop, stage, tirocini e attività didattiche negli ambiti di interesse comune. L’intesa consentirà anche ai docenti universitari di contribuire alla formazione specialistica del personale della Polizia di Stato e, allo stesso tempo, agli esperti della Polizia Scientifica di integrare l’offerta formativa dell’Ateneo nel settore chimico-analitico forense.
Pisani: la prova scientifica è centrale nel processo penale
Il prefetto Vittorio Pisani ha definito la sottoscrizione del protocollo un passaggio strategico per rafforzare il rapporto tra pratica forense e mondo accademico. Nel processo penale contemporaneo, ha osservato il Capo della Polizia, la prova scientifica ha assunto un peso crescente, rendendo necessario un dialogo stabile con la ricerca per migliorare tecniche di sopralluogo, repertazione e analisi delle tracce.
Pisani ha richiamato anche il valore dei casi pratici provenienti dall’esperienza giudiziaria, che possono offrire alla ricerca elementi utili per individuare criticità, correggere errori e sviluppare soluzioni più efficaci. In questa prospettiva, la presenza della Polizia nel contesto universitario viene considerata parte di una strategia più ampia, orientata a innovazione scientifica, formazione continua e integrazione tra sapere teorico e applicazione operativa.
Martelli: collaborazione per ricerca, sicurezza e territorio
Il rettore Paolo Martelli ha sottolineato il valore istituzionale e scientifico dell’accordo, definendolo un riconoscimento della qualità della ricerca dell’Ateneo e della sua capacità di costruire relazioni con il territorio e con le istituzioni. Il protocollo funzionerà come accordo quadro, da sviluppare attraverso successivi accordi attuativi.
Secondo Martelli, il sapere scientifico universitario svolge oggi una funzione decisiva nel sistema giudiziario e nella tutela della sicurezza pubblica. Progressi in discipline come biologia, genetica, dattiloscopia, geologia forense, entomologia forense e cyber-forensics consentono di trasformare tracce invisibili o apparentemente marginali in elementi probatori oggettivi e verificabili. Particolare attenzione sarà riservata al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, riconosciuto come Dipartimento di eccellenza e individuato quale struttura scientifica di riferimento del protocollo.
Alla Pilotta la mostra sui 120 anni della Polizia Scientifica
Dopo la firma dell’accordo è stata inaugurata la mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, allestita dal 4 al 25 maggio 2026 al Complesso monumentale della Pilotta, nelle sale dei Voltoni del Guazzatoio. L’iniziativa è promossa dalla Polizia di Stato, organizzata dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Lombardia e realizzata con il sostegno di Barilla.
Il percorso espositivo, visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 9 alle 18 tranne il lunedì, è articolato in sette ambienti tematici e ripercorre la storia della Polizia Scientifica dal 1903, anno dell’istituzione della prima scuola voluta dal medico legale Salvatore Ottolenghi, fino alle tecniche investigative più avanzate. La narrazione, guidata dalla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, attraversa impronte digitali, riprese video, scena del crimine, genetica, balistica, chimica, intelligenza artificiale e ricostruzioni 3D, con testimonianze e riferimenti a casi di cronaca, tra cui la strage di via Palestro a Milano.
La mostra si inserisce anche nel percorso di educazione alla legalità promosso dalla Questura di Parma con le scuole, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi. L’obiettivo è avvicinare studenti e cittadini al lavoro degli specialisti della Polizia Scientifica, mostrando come metodo, tecnologia e competenza trasformino le tracce in strumenti di conoscenza e prova.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to