Parma, due studi sulle leucemie acute aprono a cure personalizzate
12/10/2026
Due studi condotti dall'Università di Parma aprono nuove prospettive per il trattamento delle leucemie acute attraverso terapie personalizzate basate sulla risposta delle cellule tumorali ai farmaci. Le ricerche, sviluppate dal Laboratorio di Ematologia traslazionale e chemogenomica (THEC), diretto dal professor Giovanni Roti, sono state pubblicate sulle riviste scientifiche internazionali Blood e npj Precision Oncology. Al centro dei lavori ci sono le leucemie linfoblastiche acute a cellule T (LAL-T), patologie per le quali i ricercatori stanno sviluppando strumenti capaci di individuare nuovi bersagli terapeutici e orientare la scelta dei trattamenti. Il progetto ha ricevuto anche un finanziamento di 400mila euro dalla Regione Emilia-Romagna per realizzare un'infrastruttura tecnologica avanzata al servizio delle strutture ematologiche regionali.
Leucemie acute, a Parma si studia la risposta individuale ai farmaci
Il lavoro del laboratorio THEC si concentra sulla cosiddetta medicina funzionale di precisione, un approccio che affianca all'analisi delle caratteristiche biologiche e genetiche della malattia la valutazione diretta della risposta delle cellule leucemiche ai medicinali.
Attraverso specifiche analisi di laboratorio, i ricercatori possono osservare come le cellule tumorali prelevate da un paziente reagiscono a differenti trattamenti, ottenendo informazioni utili per identificare le terapie potenzialmente più appropriate.
L'obiettivo è costruire un profilo individuale della leucemia, una sorta di carta d'identità funzionale della malattia, che permetta di approfondire le caratteristiche del tumore e le sue possibili vulnerabilità farmacologiche.
Questo metodo potrebbe ampliare le alternative terapeutiche nei casi complessi, soprattutto quando le cure convenzionali risultano insufficienti. I risultati sperimentali devono tuttavia essere interpretati e validati nel contesto clinico, prima di poter essere utilizzati per definire sistematicamente le scelte terapeutiche.
Due pubblicazioni scientifiche su Blood e npj Precision Oncology
I due lavori sono stati realizzati dal gruppo coordinato da Giovanni Roti, professore ordinario del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e direttore dell'Ematologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria cittadina.
Le pubblicazioni affrontano due aspetti collegati della ricerca sulle leucemie linfoblastiche acute a cellule T: l'identificazione di nuovi bersagli terapeutici e lo sviluppo di strumenti sperimentali per valutare la sensibilità delle cellule leucemiche a differenti farmaci.
Uno degli elementi centrali del progetto è la piattaforma di Drug Response Profiling (DRP), utilizzata per analizzare le risposte farmacologiche nei campioni biologici dei pazienti.
Secondo quanto comunicato dall'Università e dalla Regione, la struttura di Parma ospita l'unica piattaforma italiana di questo tipo dedicata alle malattie ematologiche. La tecnologia consente di effettuare analisi in tempi compatibili con le esigenze dei percorsi di cura.
Il laboratorio ha già messo le proprie competenze a disposizione di pazienti provenienti da diverse aree del Paese, nell'ambito di un percorso di ricerca che integra attività sperimentale e assistenza clinica.
Regione Emilia-Romagna, 400mila euro per il laboratorio di Parma
Lo sviluppo della piattaforma è stato sostenuto da un finanziamento regionale di 400mila euro, destinato al potenziamento dell'infrastruttura tecnologica e al coinvolgimento delle strutture di ematologia dell'Emilia-Romagna.
L'investimento ha permesso di rafforzare la capacità di eseguire test farmacologici avanzati, favorendo l'accesso dei pazienti con leucemia acuta alle nuove metodologie di analisi nell'ambito del progetto.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno evidenziato il ruolo dei finanziamenti pubblici nel trasferimento delle innovazioni scientifiche verso i servizi sanitari.
Secondo gli amministratori, conoscere esclusivamente le alterazioni genetiche della leucemia può non essere sufficiente per individuare il trattamento più adatto. La possibilità di valutare direttamente la risposta delle cellule tumorali ai farmaci rappresenta un ulteriore elemento da considerare nella definizione delle strategie terapeutiche.
La Regione intende proseguire il sostegno alle attività di ricerca e alle tecnologie che possono contribuire a migliorare l'appropriatezza delle cure, con particolare attenzione alle patologie ematologiche più complesse.
Ricerca indipendente con Airc, Gimema, Cariparma e Ail Parma
Il progetto si inserisce in una sperimentazione accademica nazionale senza scopo di lucro, sviluppata indipendentemente dall'industria farmaceutica.
Le due ricerche hanno ricevuto finanziamenti dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e dalla Fondazione Gimema, mentre Fondazione Cariparma e Ail Parma hanno contribuito all'acquisizione delle tecnologie necessarie per svolgere le analisi.
Le risorse raccolte attraverso finanziamenti competitivi e donazioni hanno consentito di realizzare una piattaforma dotata di strumentazioni avanzate, progettata per collegare i risultati della ricerca biologica alle esigenze dell'attività clinica.
Al programma partecipano ricercatrici e ricercatori, personale tecnico, dottorandi e studenti, impegnati in attività che comprendono l'identificazione dei bersagli terapeutici, la sperimentazione farmacologica e l'analisi dei risultati.
La collaborazione tra professionalità differenti permette di affrontare la malattia attraverso competenze di biologia, farmacologia, medicina e tecnologie di laboratorio.
Dall'Università all'ospedale, l'obiettivo è ampliare le possibilità di cura
Il rettore dell'Università di Parma, Paolo Martelli, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti dal gruppo di ricerca, richiamando il ruolo dell'Ateneo nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le leucemie acute.
Anche Anselmo Campagna, direttore delle Aziende sanitarie di Parma, ha evidenziato la necessità di creare le condizioni affinché i progressi scientifici possano tradursi in opportunità concrete per i pazienti.
Il professor Roti ha sottolineato il contributo del Centro di Ematologia e del Centro trapianti di midollo osseo di Parma, impegnati nello sviluppo di metodologie che possano rispondere ai bisogni clinici delle persone affette da malattie del sangue.
Un possibile sviluppo riguarda l'estensione su scala nazionale dell'accesso alla piattaforma di profilazione farmacologica, utilizzando l'infrastruttura parmense per supportare ulteriori centri ematologici.
L'intento è raccogliere informazioni utili a distinguere i trattamenti con maggiori probabilità di efficacia da quelli meno promettenti per il singolo paziente, riducendo il rischio di ricorrere a terapie potenzialmente non necessarie, qualora l'utilità clinica dell'approccio venga confermata.
Le ricerche pubblicate su Blood e npj Precision Oncology costituiscono così due passaggi di un percorso che parte dall'identificazione delle caratteristiche biologiche delle cellule leucemiche e arriva alla valutazione sperimentale delle loro risposte farmacologiche. Il lavoro proseguirà con l'obiettivo di consolidare le evidenze scientifiche e rendere queste metodologie applicabili a un numero più ampio di pazienti con leucemia acuta.
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