Salone del Restauro a Ferrara, la Regione presenta i progetti sul patrimonio
11/05/2026
Il Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali torna a Ferrara dal 12 al 14 maggio con la sua 31esima edizione, dedicata alla conservazione, al recupero e alla tutela del patrimonio. La Regione Emilia-Romagna sarà presente a Ferrara Expo, nel padiglione 3 B5, con il Settore Patrimonio culturale e un programma che unisce restauri, digitalizzazione, reti museali, paesaggio, partecipazione delle comunità e nuove tecnologie applicate alla cultura.
Dalla Reggia di Colorno alla Delizia del Verginese
Nello spazio espositivo regionale saranno presentati alcuni dei principali interventi di restauro promossi dalla Regione. Un pannello e un video racconteranno, tra gli altri, i lavori legati alla Reggia di Colorno, alla Camera di San Paolo a Parma, all’antico casello del formaggio di Calerno, in provincia di Reggio Emilia, e alla Delizia Estense del Verginese, nel Ferrarese.
Accanto ai cantieri di conservazione e recupero troveranno spazio anche le esperienze di fruizione del patrimonio, come le Passeggiate Patrimoniali, iniziative che ogni anno intrecciano natura e cultura nei territori dell’Emilia-Romagna. Il programma punta a mostrare il patrimonio non solo come insieme di beni da proteggere, ma come rete viva di luoghi, conoscenze, comunità e pratiche di partecipazione.
La presenza al Salone sarà anche l’occasione per presentare il rinnovato portale PatER, dedicato alla catalogazione digitale del patrimonio culturale regionale. La digitalizzazione sarà uno dei filoni centrali del contributo emiliano-romagnolo, insieme alla qualità dei dati, alla sicurezza delle collezioni e alla costruzione di nuovi strumenti per rendere più accessibili musei, archivi, paesaggi e beni culturali.
Al centro il convegno su città spugna e Digital Humanities
Il cuore della partecipazione regionale sarà il convegno in programma il 13 maggio, dalle 10 alle 13.30, nella Sala Rossetti, dal titolo “Dalla città spugna alle Digital Humanities: progetti in corso per paesaggio, musei e patrimonio culturale”. L’incontro affronterà il tema delle cosiddette città spugna e delle infrastrutture verdi e blu, con esempi come parchi fluviali, giardini della pioggia, boschi urbani e corridoi ecologici.
Si tratta di progettazioni finanziate attraverso il Programma regionale Fesr 2021-2027 e il Pnrr, pensate come risposta sostenibile alle sfide climatiche e alla necessità di integrare paesaggio, ambiente urbano e patrimonio culturale. Nel corso del convegno sarà affrontato anche il restauro dell’orto botanico e dei giardini di via Filippo Re a Bologna.
Una parte dei lavori sarà dedicata alle Digital Humanities, con la presentazione di progetti dell’Unione della Romagna Faentina, dei Musei Civici di Carpi e del Comune di Bagnacavallo. Saranno inoltre illustrate esperienze finanziate dal Pnrr, tra cui il progetto pilota “Da Campolo l’arte fa Scola”, insieme alle azioni dedicate ai dati e ai servizi museali.
Sicurezza digitale, musei e intelligenza artificiale
Tra i progetti al centro del programma figura anche Egida Psem, iniziativa che introduce una nuova cultura della sicurezza attraverso l’innovazione digitale nella gestione delle collezioni. Il tema riguarda la capacità dei musei e degli enti culturali di proteggere il patrimonio, migliorare i processi interni e utilizzare strumenti tecnologici per prevenzione, monitoraggio e organizzazione delle informazioni.
Nel pomeriggio del 13 maggio, dalle 14 alle 16.30, il Patrimonio regionale sarà protagonista anche dell’incontro promosso da Clust-ER Build, dal titolo “Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione”. Il confronto sarà dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi culturali e creativi, un ambito ormai centrale per musei, archivi, imprese creative e istituzioni pubbliche.
L’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha sottolineato che la partecipazione della Regione a Restauro si colloca dentro una presenza ormai consolidata e coerente con la qualità della manifestazione. Per Allegni, il patrimonio culturale va interpretato come risorsa strategica per sviluppo sostenibile, coesione sociale e costruzione del futuro, in un modello in cui paesaggio, cultura e tecnologia dialogano in modo integrato.
Il Salone di Ferrara diventa così una vetrina internazionale per mostrare restauri e progetti, ma anche un laboratorio di idee sulle politiche culturali dei prossimi anni. L’obiettivo indicato dalla Regione è rendere il patrimonio più accessibile, sicuro e capace di rispondere alle trasformazioni ambientali, sociali e tecnologiche che coinvolgono città, musei e territori.
Articolo Precedente
Biblioteca Alice di Parma, servizi sospesi dal 1° giugno per il trasloco
Articolo Successivo
Confindustria Emilia-Romagna porta a Imola il confronto sul cambiamento