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Scuole aperte prima del 15 settembre, in Emilia-Romagna progetto da 3 milioni

20/05/2026

Scuole aperte prima del 15 settembre, in Emilia-Romagna progetto da 3 milioni

Le scuole primarie dell’Emilia-Romagna potranno restare aperte dal 31 agosto al 14 settembre, prima dell’avvio ufficiale delle lezioni fissato per il 15 settembre, grazie a una nuova sperimentazione educativa sostenuta dalla Regione con 3 milioni di euro. L’obiettivo è offrire alle famiglie un supporto concreto nella conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, mettendo a disposizione attività extrascolastiche qualificate per bambine e bambini.

Attività al mattino tra laboratori, sport e creatività

La misura partirà dal prossimo anno scolastico e coinvolgerà, nella prima fase, i territori delle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile. In tutto saranno interessati 42 Comuni e Unioni di Comuni, chiamati a costruire progetti educativi calibrati sulle esigenze delle comunità locali.

Le attività si svolgeranno nella fascia mattutina e potranno comprendere laboratori, sport, musica, creatività, gioco e assistenza. L’intento è accompagnare alunne e alunni verso il nuovo anno scolastico in un clima di relazione, scoperta e benessere, valorizzando gli spazi scolastici anche nel periodo che precede l’apertura ordinaria delle lezioni.

Le scuole diventeranno così luoghi aperti alla comunità in una fase dell’anno spesso complicata per le famiglie, quando molti servizi estivi sono già conclusi e le lezioni non sono ancora iniziate. La Regione punta a trasformare questo intervallo in un’occasione educativa, sociale e organizzativa, con ricadute dirette sulla vita quotidiana dei genitori.

Regione: obiettivo rendere la misura strutturale dal 2027

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, definiscono l’intervento una risposta concreta ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole e, insieme, un ampliamento delle opportunità educative di qualità. La sperimentazione servirà a mettere a punto nuovi servizi per gli alunni delle primarie, con l’obiettivo di rendere l’offerta strutturale dal 2027 ed estenderla a tutti i Comuni della regione interessati ad aderire.

Secondo la Regione, sostenere i genitori nei momenti di maggiore difficoltà nella gestione familiare significa proporre un modello educativo innovativo e inclusivo. Il progetto punta infatti a partire dagli spazi dell’apprendimento per costruire attività capaci di stimolare interessi, relazioni e benessere nei più piccoli.

Un modello flessibile affidato ai Comuni

I Comuni coinvolti avranno la possibilità di adattare l’offerta alle proprie caratteristiche territoriali. La sperimentazione terrà conto della disponibilità delle strutture scolastiche, della compatibilità con altri servizi educativi e della presenza di reti locali, associazioni, realtà sportive e culturali.

Il modello scelto dalla Regione è quindi flessibile: ogni territorio potrà interpretare il progetto in base ai propri bisogni, valorizzando le risorse già attive e costruendo percorsi coerenti con la domanda delle famiglie. L’iniziativa si inserisce nella strategia educativa regionale dopo il sostegno al progetto “Scuole aperte”, rivolto agli studenti della scuola secondaria con attività extracurriculari pomeridiane.

Con questa nuova fase dedicata alle primarie, l’Emilia-Romagna rafforza una linea di intervento che mette al centro il diritto all’educazione, la qualità dei servizi e il benessere familiare. La scuola viene immaginata come presidio pubblico più vicino ai ritmi reali delle persone, capace di accompagnare bambine e bambini anche nei tempi di passaggio tra estate e anno scolastico.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.