Mitilicoltura, Emilia-Romagna: indennizzi Feampa sul dato 2023
02/09/2026
Le imprese di mitilicoltura dell’Emilia-Romagna colpite dalle morie potranno utilizzare la produzione commercializzata nel 2023, invece di quella del 2025, come parametro per il calcolo degli indennizzi Feampa legati ai maggiori costi provocati dalla crisi in Medio Oriente. La Regione sta lavorando per rendere operativa la deroga, concordata nel confronto con il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. La modifica punta a evitare che le aziende che hanno subito le perdite produttive più consistenti vengano penalizzate proprio a causa della riduzione dei quantitativi registrata negli ultimi due anni.
Le morie del 2024 hanno ridotto la produzione anche nel 2025
Alla base dell’intervento ci sono gli effetti dell’eccezionale aumento delle temperature delle acque registrato nel 2024. In diversi areali dell’Emilia-Romagna il fenomeno ha determinato una forte mortalità sia dei mitili già destinati alla commercializzazione sia del seme necessario per avviare il ciclo produttivo successivo.
Le conseguenze si sono quindi trasferite sull’annualità 2025. Molti impianti sono stati utilizzati prevalentemente per le operazioni di ripopolamento e accrescimento, con quantità di prodotto commercializzabile sensibilmente inferiori rispetto alle condizioni ordinarie. In alcune situazioni, secondo quanto riferisce la Regione, la produzione destinata al mercato è risultata addirittura assente.
Utilizzare esclusivamente il 2025 come anno di riferimento avrebbe dunque potuto determinare indennizzi più bassi per le aziende maggiormente danneggiate oppure, nei casi più problematici, compromettere la possibilità stessa di accedere alla misura.
Come funziona la deroga sugli indennizzi Feampa
Il sostegno rientra nel Programma nazionale Feampa 2021-2027 ed è destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura che hanno sostenuto maggiori costi nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026 a seguito delle conseguenze della crisi in Medio Oriente.
Per le imprese dell’acquacoltura, il meccanismo ordinario utilizza come parametro le quantità di prodotto commercializzate nel 2025. La deroga consentirà invece alle aziende di mitilicoltura che dimostreranno un collegamento tra le morie e la riduzione produttiva del 2024 e 2025 di fare riferimento ai quantitativi commercializzati nel 2023, prima degli eventi che hanno compromesso gli allevamenti.
La modifica riguarda esclusivamente l’annualità utilizzata per determinare l’entità dell’indennizzo. Rimangono invariati il periodo indennizzabile e gli altri criteri previsti dalla misura Feampa.
Mammi: evitare una seconda penalizzazione per le imprese
L’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Alessio Mammi ha spiegato che il ricorso al dato del 2023 permette di rappresentare in maniera più aderente la reale capacità produttiva delle aziende colpite. Secondo l’assessore, considerare il 2025 avrebbe significato utilizzare un’annualità caratterizzata proprio dagli effetti delle morie e dalla necessità di ricostituire gli allevamenti.
Gli uffici regionali sono ora impegnati nella definizione delle modalità operative necessarie ad applicare la deroga in Emilia-Romagna e a individuare le aziende che potranno dimostrare il rapporto tra gli eventi ambientali e la contrazione della produzione.
Nuove morie, la Regione avvia la ricognizione dei danni
Il provvedimento arriva mentre il comparto affronta ulteriori problemi. La Regione ha infatti avviato una ricognizione dei danni e delle perdite produttive causate dalle nuove morie segnalate negli allevamenti, associate ancora una volta alle temperature elevate e al deterioramento delle condizioni degli habitat marini.
Il settore della mitilicoltura regionale ha attraversato una successione di criticità ambientali che hanno inciso sulla redditività degli impianti. Tra queste figurano la proliferazione del granchio blu, le mucillagini, gli episodi di anossia e l’aumento della temperatura delle acque.
La ricognizione avviata dalla Regione dovrà consentire di quantificare l’entità delle nuove perdite e valutare quali strumenti di sostegno possano essere attivati. L’obiettivo indicato dall’amministrazione regionale è preservare la capacità produttiva delle aziende e garantire continuità a un comparto particolarmente rilevante per l’economia delle comunità costiere dell’Emilia-Romagna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to