Parma, in Sala Consiliare inaugurato “Il Castello” di Lenz
22/04/2026
Si apre oggi, lunedì 21 aprile alle 10.30 nella Sala Consiliare del Comune di Parma, “Il Castello”, nuova creazione site-specific di Lenz Fondazione pensata per le celebrazioni del 25 Aprile. L’installazione, allestita all’interno di uno degli spazi istituzionali più rappresentativi della città, affronta uno dei capitoli più feroci del nazismo: il programma di eutanasia forzata delle persone con disabilità, noto come Aktion T4. Il progetto conferma la linea di ricerca che la Fondazione porta avanti da anni sui temi della Resistenza, dell’Olocausto e delle responsabilità storiche del totalitarismo, scegliendo ancora una volta il linguaggio dell’arte contemporanea per attivare memoria e partecipazione civile.
Una nuova tappa del progetto di Lenz su Resistenza e Olocausto
Dopo le installazioni “Piccine” e “Bruno Longhi_Le Sorelle”, presentate nelle precedenti edizioni, il lavoro del 2026 si concentra su una pagina meno raccontata ma centrale nella macchina di annientamento nazista: l’eliminazione sistematica delle persone considerate non idonee dal regime sul piano fisico e psichico. Si tratta di un tema che Lenz aveva già affrontato, in forma scenica, nel 2017 con lo spettacolo “Aktion T4”, e che ora torna in una nuova forma plastica, visuale e sonora.
La creazione è firmata da Maria Federica Maestri, con drammaturgia di Francesco Pititto e musiche di Andrea Azzali. Alla realizzazione hanno partecipato nove performer sensibili, tra attrici, attori storici della compagnia e allievi dei laboratori di Pratiche di Teatro Sociale di Lenz: Alessia Dell’Imperio, Iyed Fessi, Matilde Gazzi, Greta Massera, Federica Rosati, Matteo Sabasco, Tommaso Sementa, Carlotta Spaggiari e Barbara Voghera.
Il riferimento a Hartheim e alla violenza istituzionalizzata
L’installazione prende forma a partire dal Castello di Hartheim, luogo simbolo del programma nazista di eliminazione delle persone disabili. In quella struttura, trasformata in centro di sterminio, vennero uccisi con gas velenosi migliaia di cittadini tedeschi giudicati mentalmente o fisicamente non conformi ai criteri imposti dal regime. Le stime parlano di circa 30 mila vittime, tra malati, disabili e prigionieri provenienti dai campi di concentramento.
Su questo sfondo storico si innesta la rielaborazione artistica contemporanea costruita da Lenz, che lavora sul rapporto tra stigma sociale, infanzia, esclusione e violenza di Stato. Il percorso ideato per la Sala Consiliare mette in relazione immagini e parole-fiaba dei bambini e delle bambine disabili, accompagnando il pubblico dentro un’esperienza che parte da registri apparentemente ludici e infantili per trasformarsi progressivamente in una dimensione tragica, apertamente politica, capace di chiamare in causa la responsabilità collettiva della memoria.
Accesso libero fino al 24 aprile e rete di sostegno cittadina
“Il Castello” sarà visitabile dal 21 al 24 aprile, a ciclo continuo, senza prenotazione, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Lenz sottolinea che l’installazione è fruibile e accessibile a tutti, compresi i bambini, scelta che rafforza il valore educativo dell’iniziativa e il suo inserimento nelle celebrazioni civili della Liberazione.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno della cooperativa La Giovane, che anche per il 2026 ha scelto di affiancare il percorso di ricerca della Fondazione su questo snodo storico. Collaborano inoltre diverse realtà del territorio impegnate sul fronte della disabilità e della memoria: ANMIC Parma, ANffAS Parma, La Bula Società Cooperativa Sociale, la Struttura Operativa Inclusione Persone con Disabilità del Comune di Parma e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma ETS. Un intreccio tra cultura, istituzioni e associazionismo che restituisce alla città un appuntamento dal forte peso simbolico, dentro i giorni in cui Parma rinnova il proprio legame con la memoria del 25 Aprile.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to