Parma, plasma +22% nei primi sette mesi: raccolta in crescita
25/08/2026
A Parma la raccolta di sangue ha superato senza criticità i mesi estivi, mentre le donazioni di plasma registrano una crescita significativa. Tra giugno e luglio 2026 sono state raccolte 3.781 unità di sangue intero, praticamente in linea con le 3.782 dello stesso periodo del 2025. Il plasma è invece passato da 1.177 a 1.246 donazioni, con un incremento del 6%. Un andamento positivo che l’Azienda sanitaria collega alla continuità garantita dai donatori e alla collaborazione con le associazioni del territorio, in particolare AVIS e FIDAS.
Nei primi sette mesi 4.143 donazioni di plasma
Il quadro diventa ancora più significativo osservando i dati relativi al periodo compreso tra gennaio e luglio. Nei primi sette mesi del 2026 le donazioni di sangue intero hanno registrato una diminuzione del 4% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. In direzione opposta si è mossa la raccolta di plasma, salita del 22%, da 3.391 a 4.143 donazioni.
Secondo Maurizio Soli, direttore di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Ospedale Maggiore di Parma, il sistema locale presenta attualmente una situazione equilibrata sia sul fronte della raccolta sia su quello dell’utilizzo degli emocomponenti. Durante l’estate non sono state rilevate carenze legate al calo fisiologico delle presenze dovuto a ferie, caldo e cambiamenti nelle abitudini quotidiane.
Una particolare attenzione rimane però rivolta al plasma. Attraverso la plasmaferesi viene prelevata la componente liquida del sangue, mentre globuli rossi, globuli bianchi e piastrine vengono restituiti al donatore. Il plasma viene impiegato direttamente in alcune terapie e rappresenta inoltre la materia prima necessaria per produrre farmaci plasmaderivati utilizzati nel trattamento di numerose patologie.
Parma invia 574 unità di globuli rossi ad altri territori
Il sistema trasfusionale parmense ha contribuito anche alle necessità di altre aree dell’Emilia-Romagna. Tra giugno e luglio sono state cedute al Centro Regionale Sangue 574 unità di globuli rossi, contro le 392 dello stesso periodo del 2025: l’aumento è pari al 46%.
Sono cresciute anche le cessioni di concentrati di piastrine, passate da 7 a 27 unità. La disponibilità superiore al fabbisogno locale ha quindi permesso di sostenere province e territori nei quali, in determinati momenti, la richiesta di emocomponenti è risultata maggiore.
Il dato viene considerato positivamente dai responsabili del servizio trasfusionale perché mostra la capacità della rete locale di garantire prima le necessità dei pazienti della provincia e, quando le scorte lo consentono, contribuire al funzionamento del sistema regionale.
Calano dell’8% le unità di sangue trasfuse
Parallelamente alla raccolta, nei primi sette mesi del 2026 è diminuito anche il consumo di sangue. Le unità trasfuse sono state 11.010, contro le 12.012 registrate nello stesso periodo del 2025, con una riduzione dell’8%.
Il calo rientra anche nell’attività legata all’appropriatezza trasfusionale e ai programmi di Patient Blood Management, che prevedono percorsi per prevenire e trattare l’anemia e, quando le condizioni cliniche lo permettono, limitare il ricorso alle trasfusioni.
Nonostante i risultati positivi, il servizio trasfusionale mantiene aperto l’appello ai cittadini. La richiesta riguarda in particolare il plasma, per il quale l’Italia non ha ancora raggiunto l’autosufficienza e deve ricorrere anche a forniture provenienti dall’estero. L’indicazione rivolta a chi possiede i requisiti è quindi di proseguire con regolarità le donazioni anche dopo il periodo estivo, così da mantenere stabile la disponibilità per ospedali, terapie e produzione di medicinali plasmaderivati.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to