Parma presenta l’Atlante di genere: casa, sicurezza e lavoro
21/09/2026
Parma ha presentato a Palazzo del Governatore il nuovo Atlante di genere, uno strumento costruito per leggere la città e il territorio provinciale attraverso dati su lavoro, casa, mobilità, sicurezza, servizi e condizioni economiche. Il progetto, promosso dal Comune nell’ambito del Gender Equality Plan e realizzato con Sex & the City APS, nasce da un percorso durato quasi due anni e combina analisi statistiche, questionari, interviste, ricerca sul campo e attività partecipative. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Michele Guerra, l’assessora a Diritti e Pari opportunità Caterina Bonetti e la vicepresidente di Fondazione Cariparma Elena Saccenti.
Alloggi pubblici, il 59% è intestato a donne
Tra i dati messi in evidenza dall’Atlante emerge il peso delle politiche abitative. A Parma il patrimonio di edilizia residenziale pubblica rappresenta il 3,7% del totale degli alloggi, una quota indicata come superiore alla media nazionale del 2,6%.
Il 59% degli alloggi pubblici familiari risulta intestato e gestito da donne. L’analisi mostra inoltre una differenza significativa sul piano economico: il reddito familiare medio dei nuclei con intestataria donna supera di poco i 15mila euro l’anno, mentre quello dei nuclei con intestatario uomo sfiora i 20mila euro.
La presenza femminile aumenta tra le persone che vivono sole negli alloggi ERP: il 62,1% è costituito da donne, spesso anziane dopo una separazione o una vedovanza. Ancora più marcato il dato relativo ai nuclei monogenitoriali con figli minorenni, dove nel 95,7% dei casi l’intestataria è una donna.
Secondo la ricerca, queste differenze si intrecciano con il mercato del lavoro, con retribuzioni femminili mediamente inferiori e con una distribuzione del lavoro di cura che continua a incidere sui tempi quotidiani, sugli spostamenti e sulle possibilità di partecipazione economica e sociale.
Sicurezza, l’Atlante distingue percezione e dati sulla violenza
Una parte della ricerca è dedicata alla sicurezza e alla violenza di genere. I dati riportati nell’Atlante indicano che la maggioranza degli episodi analizzati si sviluppa all’interno di relazioni conosciute dalla vittima: il 69,2% delle violenze avviene in ambito domestico, mentre il 63,5% viene attribuito al partner e il 18% all’ex partner.
Le risposte raccolte durante il percorso partecipativo mostrano però che la percezione dell’insicurezza urbana può concentrarsi anche in luoghi che non coincidono con quelli dove le statistiche registrano il maggior numero di episodi. L’Atlante segnala, per esempio, come situazioni di povertà visibile possano essere associate dai cittadini a una maggiore percezione del rischio.
Il progetto è stato curato da Florencia Andreola e Laura Da Re per Sex & the City APS, utilizzando una metodologia già sperimentata negli Atlanti di genere di Milano e Bologna. Provincia di Parma, TEP e Acer hanno collaborato fornendo dati e informazioni per le analisi territoriali.
Dal Centro Antiviolenza ai Punti Viola: la rete di Parma
L’Atlante ricostruisce anche la rete dei servizi disponibili sul territorio. Il Centro Antiviolenza e il CAVS ospedaliero rappresentano due riferimenti per la presa in carico di situazioni di violenza domestica e sessuale. Sono presenti inoltre il numero nazionale 1522, il progetto comunale Oltre la Strada e il Numero Verde Antitratta per i casi di tratta e grave sfruttamento.
Il Centro Antiviolenza offre supporto psicologico, consulenza legale, mediazione culturale, orientamento al lavoro e sostegno all’autonomia abitativa. La rete delle case-rifugio dispone di quattro strutture per un totale di 33 posti letto.
Sul territorio operano anche i Punti Viola del progetto DonneXStrada. A Parma e provincia hanno aderito 28 farmacie, con 76 persone formate e 41 punti complessivi tra farmacie, esercizi commerciali e altri luoghi aderenti, concepiti come riferimenti diffusi capaci di riconoscere situazioni di difficoltà e orientare verso i servizi competenti.
Guerra: una mappa per orientare le politiche della città
Per il sindaco Michele Guerra, l’Atlante permette di individuare servizi, percorsi e aree della città in cui le differenze di genere incidono sull’esperienza quotidiana delle persone. L’assessora Caterina Bonetti ha indicato il documento come una base di lavoro per valutare quanto realizzato e definire nuovi obiettivi nelle politiche comunali.
Il progetto mette quindi a disposizione dell’amministrazione e della comunità una base di dati utilizzabile per programmare interventi su abitare, mobilità, sicurezza, welfare e accesso alle opportunità, collegando le informazioni quantitative alle esperienze raccolte direttamente tra cittadine, cittadini, associazioni e realtà del territorio.
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