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Parma, torna Usato Non Sprecato: abiti usati in 31 negozi

08/05/2026

Parma, torna Usato Non Sprecato: abiti usati in 31 negozi

Dall’11 al 16 maggio torna a Parma e provincia Usato Non Sprecato, l’iniziativa promossa da Federazione Moda Parma, aderente a Confcommercio, per incentivare il corretto riutilizzo dei capi usati e sostenere una rete solidale legata al territorio. La quinta edizione è stata presentata a Lostello e coinvolgerà 31 negozi, nei quali i cittadini potranno consegnare abiti puliti e in buono stato ricevendo in cambio un buono acquisto da spendere nello stesso punto vendita.

Il progetto è realizzato in collaborazione con le Onlus Caritas di Borgotaro, Cooperativa Fiorente, Di Mano in Mano ed Emc2. L’obiettivo è valorizzare i negozi aderenti a Federmoda come presidi di prossimità capaci di promuovere uno shopping più consapevole, ridurre lo spreco e dare nuova vita a capi che possono ancora essere utilizzati.

Come funziona la raccolta dall’11 al 16 maggio

Durante la settimana dell’iniziativa, i cittadini potranno portare i vestiti usati nei punti vendita aderenti di Parma e provincia. I capi dovranno essere puliti, in buono stato e consegnati all’interno di un’unica borsa chiusa, che sarà ritirata direttamente dal negoziante.

In cambio della consegna, il cliente riceverà un buono acquisto utilizzabile presso il negozio stesso. La formula collega il riuso alla valorizzazione del commercio locale, offrendo un incentivo concreto agli acquisti della nuova stagione e, allo stesso tempo, promuovendo una gestione responsabile dei capi non più utilizzati.

Oltre mille chili raccolti nelle precedenti edizioni

La presidente di Federazione Moda Parma, Patrizia Punghellini, ha ricordato il risultato delle edizioni precedenti, che hanno permesso di raccogliere oltre 1000 chili di abiti. La nuova edizione, ha spiegato, ha trovato subito riscontro sia tra i negozi aderenti sia tra i cittadini, che hanno contattato l’organizzazione per conoscere le modalità di partecipazione.

Per Federazione Moda Parma, l’iniziativa rappresenta anche un’occasione per diffondere un messaggio legato alla qualità dei prodotti, alla scelta delle materie prime e all’attenzione verso ciò che si acquista. Il riuso dei capi diventa così parte di un percorso più ampio, nel quale sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e sostegno alle attività commerciali si intrecciano.

Il ruolo delle Onlus e il recupero dei capi raccolti

Le organizzazioni no profit coinvolte parteciperanno alla raccolta e alla gestione degli abiti, con finalità sociali, ambientali e lavorative. Massimo Scaffardi, referente del progetto social rider di Emc2 Onlus, ha sottolineato che l’attività sarà svolta anche con mezzi ecologici come le cargo bike, rafforzando il percorso di sostenibilità e prossimità già attivo nel centro storico di Parma.

Anche la Cooperativa Fiorente partecipa al progetto mettendo in campo la propria esperienza di inclusione sociale, presente a Parma dal 1973. Il presidente Paolo Lommi ha evidenziato che i vestiti raccolti diventeranno uno strumento per attivare competenze occupazionali e occasioni di relazione con la comunità per circa 50 persone con disabilità seguite dalla cooperativa.

I capi saranno selezionati e destinati anche alle realtà che si occupano di fragilità, tra cui Caritas, carcere, Centro Aiuto alla Vita, accoglienza migranti e Punto di Comunità, secondo le necessità e le tipologie richieste. La raccolta assume quindi una funzione concreta di supporto sociale, oltre che di riduzione dello spreco.

I negozi aderenti a Parma e provincia

A Parma partecipano, tra gli altri, Fabrizio Zucchi, Buratti Tessuti e Biancheria per la Casa, Carra Ermelinda, Castaldini Donna Eurotorri, Castaldini Uomo Eurotorri, Gian Maria Montacchini, Granslam Tennis & Padel, I Love My House, Marisa Castaldini, Paola & Gianna Pelletteria, Parma Sport, Schick Men, Store 41, Sugar Blues, Tognoni Abbigliamento e Store 333.

In provincia aderiscono punti vendita a Collecchio, Colorno, Compiano, Felino, Fidenza, Langhirano, Noceto e Sala Baganza. La presenza diffusa dei negozi consente di allargare la partecipazione oltre il centro cittadino, coinvolgendo comunità diverse in un progetto che unisce commercio, solidarietà e sostenibilità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to