Vinitaly 2026, Emilia-Romagna protagonista: vino e turismo insieme nel padiglione regionale
14/04/2026
L’Emilia-Romagna si presenta a Vinitaly 2026 con un progetto che supera la tradizionale esposizione enologica e punta a raccontare un sistema territoriale complesso, dove il vino diventa elemento di connessione tra produzione, cultura e turismo. Il padiglione 1 di Veronafiere, storica “casa” della regione, è stato inaugurato con l’apertura simbolica di una forma di Parmigiano Reggiano Dop, segno di un’identità agroalimentare che si esprime attraverso più filiere e che qui viene proposta in modo unitario e riconoscibile.
Novanta espositori, provenienti dai Colli Piacentini fino alla Romagna, portano in fiera una produzione ampia e articolata, fatta di vini rossi, bianchi, fermi e frizzanti. Accanto alle cantine, trovano spazio i principali consorzi di tutela e, per la prima volta in modo strutturato, anche le destinazioni turistiche regionali. È proprio questa integrazione a rappresentare il tratto distintivo dell’edizione 2026: non una semplice vetrina di prodotti, ma una narrazione che mette in relazione territori, esperienze e capacità di accoglienza.
Un modello integrato tra vino, territori e destinazioni
All’interno dello stand regionale convivono realtà diverse ma complementari. Dalla Food Valley di Visit Emilia, che valorizza il legame tra salumi e vini dei Colli Piacentini e di Parma, al territorio Bologna-Modena, costruito sull’asse Lambrusco-Pignoletto, fino a Visit Romagna, che punta su vitigni autoctoni come Sangiovese, Albana e Rebola, collegando il vino a un’idea di benessere e turismo attivo. Una presenza articolata che traduce in modo concreto una strategia di promozione integrata, sempre più richiesta da un mercato internazionale orientato verso esperienze complete e non soltanto prodotti singoli. :
Il vino, in questa prospettiva, diventa una porta di accesso ai territori. Non è più soltanto un bene da degustare, ma un elemento che orienta il viaggio, che suggerisce itinerari, che costruisce relazioni tra paesaggio, gastronomia e cultura locale. È su questa capacità di connessione che la Regione ha scelto di investire, sostenendo il comparto con risorse significative e rafforzando il posizionamento sui mercati internazionali.
Masterclass, alta cucina e qualità produttiva
Il programma del padiglione si sviluppa anche attraverso 13 masterclass, dedicate ai vini regionali e al loro legame con i territori di produzione. Le degustazioni guidate offrono un racconto tecnico e culturale insieme, capace di mettere in evidenza la varietà delle produzioni e l’evoluzione qualitativa del settore. Dalle denominazioni dei Colli di Parma ai percorsi dedicati alle bollicine, fino agli approfondimenti sul Sangiovese di Romagna, il calendario propone un viaggio articolato tra identità locali e nuove tendenze.
A rafforzare il valore dell’esperienza contribuisce la presenza di uno spazio gastronomico guidato dallo chef stellato Carlo Cracco, che propone piatti e piadine gourmet realizzati con le 45 Dop e Igp regionali. Un elemento che sottolinea ancora una volta la volontà di integrare le diverse eccellenze agroalimentari, trasformando il padiglione in un luogo dove il racconto del territorio passa anche attraverso la cucina d’autore.
Il premio Angelo Betti e il riconoscimento a Pierluigi Zama
Nel corso della giornata inaugurale è stato assegnato anche il premio “Angelo Betti – Benemerito della vitivinicoltura italiana” a Pierluigi Zama, enologo e perito agrario con una lunga esperienza nelle principali realtà vitivinicole dell’Emilia-Romagna. Un riconoscimento che valorizza non soltanto un percorso professionale, ma un contributo più ampio alla crescita qualitativa del settore e alla diffusione della cultura enologica a livello nazionale.
La sua attività, sviluppata tra aziende cooperative e realtà private, insieme agli incarichi ricoperti in ambito associativo, testimonia il ruolo centrale delle competenze tecniche nella trasformazione del comparto vitivinicolo regionale, sempre più orientato verso qualità, identità e valorizzazione delle produzioni.
L’edizione 2026 di Vinitaly conferma così la capacità dell’Emilia-Romagna di presentarsi come sistema coeso, capace di unire imprese, istituzioni e territori. In un contesto competitivo e in continua evoluzione, la scelta di integrare vino e turismo appare come una direzione precisa, che punta a rafforzare non soltanto la presenza sui mercati, ma anche il racconto complessivo di una regione che fa della qualità e della varietà delle sue produzioni uno dei suoi tratti distintivi.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.