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Minori in comunità, Emilia-Romagna rinnova il protocollo per 5 anni

30/05/2026

Minori in comunità, Emilia-Romagna rinnova il protocollo per 5 anni

La Regione Emilia-Romagna ha rinnovato per altri cinque anni il Protocollo d’intesa per rafforzare la tutela delle persone di minore età accolte nelle strutture residenziali del territorio. L’accordo, sottoscritto a Bologna nella sede dell’assessorato alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza in viale Aldo Moro, punta a migliorare la qualità del sistema di accoglienza, potenziare il coordinamento tra istituzioni e rendere più efficace il monitoraggio delle comunità che ospitano minori e giovani adulti.

Un’intesa tra Regione, giustizia minorile, garante e Comuni

Il protocollo è stato firmato dalla Regione Emilia-Romagna insieme alla Procura della Repubblica di Bologna presso il Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, al Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, al Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna e le Marche, al Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e ad Anci Emilia-Romagna.

Alla sottoscrizione erano presenti l’assessora regionale alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza, Isabella Conti, il procuratore capo presso il Tribunale per i Minorenni, Giuseppe Di Giorgio, la presidente del Tribunale per i Minorenni, Gabriella Tomai, la garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Claudia Giudici, la coordinatrice del settore Welfare, sociosanitario e benessere urbano di Anci, Marilena Pillati, e il direttore del Centro di Giustizia Minorile, Nicola Palmiero.

L’accordo consolida la collaborazione avviata nel 2020 su impulso della Procura presso il Tribunale per i Minorenni. Il rinnovo conferma un modello di lavoro fondato sulla condivisione di informazioni, sul rispetto dei diversi ruoli istituzionali e sulla necessità di garantire ai minori accolti in comunità contesti educativi, relazionali e di cura adeguati al loro benessere psicofisico.

Una piattaforma comune per monitorare strutture e accoglienze

Uno degli elementi centrali del protocollo è l’utilizzo di una piattaforma informativa comune, messa a disposizione dalla Regione. Il sistema consente la mappatura delle strutture e il monitoraggio continuo dei flussi di accoglienza, con accessi differenziati in base ai compiti dei singoli enti coinvolti e nel pieno rispetto della normativa sulla privacy.

La piattaforma è alimentata dagli enti gestori delle comunità che accolgono anche persone di minore età e nasce dalla richiesta, formulata nel 2020 dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni, di costruire uno strumento stabile per seguire strutture e presenze. L’esigenza iniziale, collegata agli obblighi semestrali di verifica previsti per legge, si è trasformata in un percorso più ampio, condiviso con il Tribunale per i Minorenni, la Garante regionale, Anci e il Centro di Giustizia Minorile.

Attraverso il nuovo sistema informativo, le istituzioni potranno disporre di una conoscenza più aggiornata del sistema di accoglienza, individuare eventuali criticità e programmare controlli più puntuali. La Regione si impegna inoltre a garantire assistenza tecnica, aggiornamento costante della piattaforma e attività di supporto agli enti gestori.

Conti: responsabilità condivisa per percorsi di qualità

L’assessora Isabella Conti ha definito la sottoscrizione un impegno concreto, non un semplice passaggio formale. Secondo l’assessora, la tutela dei minori accolti nelle comunità richiede responsabilità condivisa, trasparenza e strumenti capaci di rendere più efficace l’azione delle istituzioni.

Conti ha sottolineato che il sistema informativo comune e il lavoro integrato tra gli enti permetteranno di rafforzare la conoscenza del settore, garantire verifiche più accurate e sostenere percorsi di accoglienza di qualità per bambini, bambine, ragazzi e ragazze che vivono condizioni di fragilità. Il lavoro della Regione, ha aggiunto, si muove su due piani: rafforzare vigilanza e capacità di intervento, e allo stesso tempo valorizzare le realtà che ogni giorno offrono ai minori ambienti educativi sicuri e adeguati.

Il protocollo prevede anche momenti di verifica periodica, necessari per aggiornare le azioni in base alle esigenze che emergeranno nel tempo. La Regione promuoverà analisi approfondite dei dati raccolti, anche attraverso gruppi di lavoro interistituzionali, e attività di informazione e formazione rivolte agli enti gestori delle comunità, ai coordinamenti regionali delle comunità educative, mamma-bambino, case-famiglia e comunità familiari.

Con il rinnovo dell’intesa, l’Emilia-Romagna conferma quindi un percorso di cooperazione istituzionale costruito attorno alla protezione dei minori e delle loro famiglie. L’obiettivo è rendere il sistema di accoglienza più trasparente, monitorato e capace di rispondere con maggiore rapidità ai bisogni dei ragazzi inseriti nelle strutture residenziali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.