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Volontariato nei Cau di Parma e Vaio: come candidarsi

11/09/2026

Volontariato nei Cau di Parma e Vaio: come candidarsi

Nei CAU di Parma e Vaio arrivano volontarie e volontari dedicati all’accoglienza delle persone durante l’attesa. Il progetto, promosso da CSV Emilia insieme alle Aziende sanitarie di Parma, all’Università di Parma e alla Fondazione Cariparma, punta a offrire ascolto, orientamento e piccoli aiuti concreti a chi si trova in una situazione di fragilità.

Il volontario potrà accompagnare le persone negli spazi di attesa, fornire informazioni, aiutare a effettuare una telefonata, procurare un caricatore per il cellulare o una bottiglietta d’acqua. Anche una conversazione o una presenza discreta potranno contribuire a rendere meno difficile il tempo trascorso prima della visita.

Un supporto distinto dal personale sanitario

Il progetto è stato presentato nella sede di CSV Emilia a Parma da Simona Tedeschi, referente dell’iniziativa, insieme ad Annalisa Volpi, direttrice dell’Unità operativa Emergenza territoriale delle Aziende sanitarie di Parma, Lorenza Dodi, referente per l’Equità e i Rapporti con il volontariato dell’Azienda Usl, e Tiziana Mancini, presidente del corso di laurea in Psicologia dell’intervento clinico e sociale dell’Università di Parma.

All’incontro hanno partecipato anche Anselmo Campagna, direttore generale delle Aziende sanitarie di Parma, Franco Magnani, presidente della Fondazione Cariparma, e Arnaldo Conforti, direttore di CSV Emilia.

La presenza dei volontari sarà complementare al lavoro di medici e infermieri. Non verranno svolte attività sanitarie e non saranno fornite valutazioni cliniche. Il compito sarà rivolto alla relazione con le persone in attesa, con la possibilità di segnalare al personale eventuali situazioni di disagio, difficoltà o necessità espresse dagli utenti.

“Il volontario diventa un ponte tra chi attende e chi cura”, spiegano i promotori. La sua funzione sarà contribuire a creare un ambiente più vicino e attento, favorendo una migliore esperienza di accesso al servizio.

Un impegno di poche ore alla settimana

Il progetto è rivolto a chi desidera dedicare alcune ore del proprio tempo a un’attività di volontariato nei luoghi di cura. L’impegno sarà organizzato insieme agli altri partecipanti attraverso una vera e propria staffetta di solidarietà, con turni distribuiti durante la settimana.

Prima di iniziare, le volontarie e i volontari seguiranno un percorso di formazione dedicato alle caratteristiche dei CAU, ai bisogni delle persone e alle dinamiche degli spazi di attesa. La preparazione sarà condivisa con il personale sanitario, così da favorire una conoscenza reciproca e stabilire procedure di collaborazione chiare.

Per candidarsi è possibile telefonare al numero 0521 2283330 oppure scrivere all’indirizzo [email protected].

Il progetto nasce dall’ascolto di utenti e operatori

I Centri di Assistenza e Urgenza rappresentano un punto di riferimento per le persone con problemi urgenti a bassa complessità. L’accesso avviene in base ai criteri di priorità assistenziale e, nei momenti di maggiore affluenza, l’attesa può prolungarsi.

Proprio per analizzare con precisione le esigenze di chi frequenta questi luoghi, il progetto è stato preceduto da un percorso di studio e coprogettazione. Sono stati coinvolti l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, CSV Emilia e l’Università di Parma, con il contributo di competenze nei settori della Giurisprudenza, delle Scienze sociali, della Psicologia e della Medicina.

Sono stati predisposti strumenti di ascolto rivolti agli utenti e ai professionisti sanitari. Sono state inoltre avviate attività di osservazione strutturata nei CAU, con la partecipazione dei volontari dei Punti di Comunità, per comprendere le necessità delle persone in attesa, le condizioni di lavoro degli operatori e le dinamiche che caratterizzano i presidi.

Accoglienza e qualità degli spazi di cura

Il monitoraggio proseguirà anche durante la realizzazione del progetto, attraverso un confronto costante con chi utilizza e gestisce i servizi. Le informazioni raccolte potranno orientare gli interventi sull’organizzazione, sulle relazioni e sugli spazi dedicati all’attesa.

L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Cariparma e mira a rafforzare una cultura dell’accoglienza nei luoghi di cura. L’obiettivo è fare in modo che le persone possano sentirsi ascoltate e accompagnate anche prima dell’incontro con il personale sanitario.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.