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Asili nido Emilia-Romagna, copertura al 45,9%: 38.649 bambini

08/10/2026

Asili nido Emilia-Romagna, copertura al 45,9%: 38.649 bambini

In Emilia-Romagna, nell'anno educativo 2026-2027, 38.649 bambini e bambine sotto i tre anni frequentano un nido o un altro servizio educativo per la prima infanzia, pari al 45,9% della popolazione nella fascia di età interessata. La Regione supera così, con quattro anni di anticipo, l'obiettivo europeo del 45% fissato per il 2030. Il risultato è stato presentato a Bologna dagli assessori regionali Isabella Conti e Davide Baruffi, che hanno illustrato anche il rafforzamento dei finanziamenti destinati alla riduzione delle rette e all'ampliamento dei posti disponibili. Per l'anno educativo in corso, le risorse europee Fse+ raggiungono 37,187 milioni di euro.

Asili nido in Emilia-Romagna, raggiunto in anticipo l'obiettivo europeo

Il tasso di partecipazione ai servizi educativi per la prima infanzia ha raggiunto il 45,9% dei bambini tra zero e tre anni, superando il parametro europeo previsto per il 2030.

Il dato riguarda complessivamente 38.649 iscritti ai nidi e agli altri servizi educativi dedicati alla fascia di età, confermando l'ampiezza della rete regionale e il ruolo degli interventi pubblici per favorire l'accesso delle famiglie.

La strategia dell'Emilia-Romagna si concentra su due obiettivi: rendere economicamente più accessibili i servizi e aumentare la disponibilità dei posti, intervenendo anche sulle liste d'attesa.

Le politiche regionali sono sostenute attraverso il Fondo sociale europeo Plus (Fse+), che finanzia misure dedicate all'inclusione educativa e al sostegno delle famiglie con bambini piccoli.

Fondi Fse+, investimenti aumentati del 55% dal 2022

Le risorse regionali destinate ai servizi per la prima infanzia attraverso il programma Fse+ sono passate da 24 milioni di euro nel 2022 a 37 milioni e 187mila euro nel 2026, registrando un aumento del 55%.

La quota principale, pari a 29,7 milioni di euro, è destinata alla riduzione o all'azzeramento delle rette per le famiglie che rispettano i requisiti previsti.

All'interno di questo stanziamento, 13.621.608 euro sono riservati ai Comuni montani e alle aree interne, territori nei quali la Regione ha previsto condizioni particolarmente favorevoli per accedere ai servizi educativi.

Altri 7,4 milioni di euro sono destinati all'ampliamento e al consolidamento dell'offerta, attraverso il finanziamento di nuovi posti e il mantenimento di quelli già attivati.

Questi interventi puntano a ridurre progressivamente le liste d'attesa e a favorire una distribuzione più capillare delle opportunità educative sul territorio regionale.

Quasi 7mila posti sostenuti in 233 Comuni e Unioni

Il nuovo bando regionale per l'anno educativo 2026-2027 ha permesso di sostenere 6.956 posti distribuiti in 233 Comuni e Unioni di Comuni dell'Emilia-Romagna.

Nel dettaglio, 5.564 posti beneficiano delle misure di abbattimento delle rette, mentre 924 sono nuovi posti finanziati per ampliare l'offerta. Per questi ultimi la Regione segnala un incremento del 27% rispetto all'anno educativo precedente.

Ulteriori 468 posti sono stati consolidati, attraverso risorse destinate a garantirne la continuità e la disponibilità per le famiglie.

Il finanziamento dei nuovi posti rappresenta una delle principali risposte al problema delle liste d'attesa, che possono limitare l'accesso ai nidi anche nei territori caratterizzati da una rete educativa già strutturata.

L'ampliamento dell'offerta si accompagna agli interventi sul costo dei servizi, con modalità differenziate in base alla situazione economica dei nuclei familiari e alla collocazione geografica dei Comuni.

Nidi gratis nei Comuni montani con Isee fino a 40mila euro

Una parte significativa dei finanziamenti riguarda le famiglie residenti nei territori montani e nelle aree interne dell'Emilia-Romagna.

In queste zone, il bando regionale sostiene 3.016 posti e garantisce la gratuità del servizio per le famiglie con Isee fino a 40.000 euro, secondo le condizioni previste dalla misura.

L'intervento punta a favorire l'accesso all'educazione nella prima infanzia anche nei territori dove la disponibilità dei servizi può essere condizionata dalla distanza tra i centri abitati e dalla distribuzione della popolazione.

La Regione collega questa scelta anche alle politiche di contrasto allo spopolamento delle aree montane, considerando la presenza dei servizi educativi un elemento utile per sostenere la permanenza delle famiglie e l'insediamento di nuovi nuclei.

Negli altri Comuni dell'Emilia-Romagna, invece, i finanziamenti consentono una riduzione significativa delle rette per le famiglie con Isee fino a 26.000 euro.

Le agevolazioni hanno quindi caratteristiche differenti a seconda del territorio e della fascia economica di appartenenza, mantenendo come obiettivo comune l'accessibilità dei servizi per la prima infanzia.

Conti e Baruffi: più posti e rette ridotte per sostenere le famiglie

I risultati dell'anno educativo 2026-2027 sono stati illustrati a Bologna dall'assessora regionale al Welfare, Politiche per l'infanzia e Scuola, Isabella Conti, e dall'assessore al Bilancio, Montagna e Aree Interne, Davide Baruffi.

I due rappresentanti della Giunta hanno evidenziato come il superamento anticipato dell'obiettivo europeo derivi dalla scelta di investire contemporaneamente sulla disponibilità dei posti e sulla sostenibilità economica delle rette.

Secondo Conti e Baruffi, l'accesso ai nidi costituisce una componente delle politiche educative e familiari, perché permette ai bambini di usufruire di opportunità formative fin dalla prima infanzia e sostiene l'organizzazione quotidiana dei genitori.

Gli assessori hanno richiamato anche l'importanza delle agevolazioni nei Comuni montani e nelle aree interne, considerate uno strumento per mantenere attivi i servizi e contrastare la perdita di popolazione.

La programmazione regionale per il 2026-2027 prevede dunque 37,187 milioni di euro di investimenti Fse+, 924 nuovi posti e misure di riduzione delle rette articolate secondo le caratteristiche dei territori e le condizioni economiche delle famiglie.

I finanziamenti accompagneranno l'anno educativo già avviato, sostenendo la frequenza dei bambini iscritti e gli interventi dei Comuni per ampliare e consolidare l'offerta dei servizi per la prima infanzia.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.