Emilia-Romagna, 2 milioni per assumere in 132 comuni montani
07/10/2026
La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 2 milioni di euro per favorire nuove assunzioni stabili nei territori montani e nelle aree interne. Il nuovo bando interessa 132 comuni e circa 530mila abitanti e prevede contributi a fondo perduto fino a 15mila euro per ogni assunzione a tempo pieno, con ulteriori premialità in determinati casi. Le domande potranno essere presentate dal 12 ottobre 2026 e riguarderanno rapporti di lavoro avviati tra il 1° settembre e il 15 dicembre.
Contributi fino a 15mila euro per ogni nuovo assunto
La misura è rivolta alle imprese, comprese quelle di grandi dimensioni, e agli altri soggetti che svolgono attività imprenditoriale e dispongono di sedi collocate nelle aree dell’Appennino o nei territori interni individuati dal bando. Sono invece escluse le pubbliche amministrazioni e le assunzioni nell’ambito del lavoro domestico.
Per ogni contratto a tempo pieno potrà essere riconosciuto un contributo a fondo perduto fino a 15mila euro. Sono inoltre previste premialità aggiuntive da 2mila euro, alternative tra loro, per le piccole e medie imprese, per l’assunzione di lavoratrici oppure di persone con più di 45 anni.
Sono ammessi i contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni di precedenti rapporti a termine, gli apprendistati e i contratti part-time con un orario pari almeno al 50% di quello ordinario. In quest’ultimo caso, il contributo e l’eventuale maggiorazione saranno dimezzati. Il rapporto di lavoro dovrà essere mantenuto per almeno dodici mesi.
Il bando è rivolto a chi ha perso un lavoro stabile
Gli incentivi riguardano l’assunzione di lavoratori e lavoratrici che abbiano perso un precedente posto a tempo indeterminato per motivi quali cessazione dell’attività, licenziamento collettivo, licenziamento per ragioni economiche o dimissioni per giusta causa.
Non sono invece previsti vincoli relativi alla residenza o alla provenienza geografica delle persone assunte. La Regione punta così a sostenere contemporaneamente l’occupazione e la capacità delle aree interne di attrarre nuove competenze e attività economiche.
Ogni impresa potrà ottenere l’agevolazione per un massimo di 10 assunzioni e avrà la possibilità di presentare più richieste fino al raggiungimento di questo limite. Le domande dovranno essere inoltrate tramite la piattaforma ElixForms e saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Bologna e Parma con 23 comuni interessati ciascuna
Il programma coinvolge tutte le nove province dell’Emilia-Romagna. Bologna e Parma contano il maggior numero di comuni interessati, 23 ciascuna. Seguono Forlì-Cesena e Modena con 18, Piacenza con 17, Rimini con 11, Reggio Emilia con 10, Ferrara con 9 e Ravenna con 3.
Il bando è stato presentato dal vicepresidente regionale con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, dall’assessore al Lavoro Giovanni Paglia e dall’assessore alla Montagna e al Bilancio Davide Baruffi. La misura era stata anticipata il 21 luglio durante un’assemblea pubblica a Silla, nel Bolognese, dal presidente della Regione Michele de Pascale insieme allo stesso Colla.
La Regione punta a contrastare lo spopolamento
Secondo la Giunta, la disponibilità di lavoro stabile rappresenta uno degli strumenti necessari per contrastare la perdita di popolazione nei territori montani. L’obiettivo dichiarato è creare condizioni che permettano alle persone di continuare a vivere e lavorare nelle aree interne, sostenendo al tempo stesso le imprese disposte a investire in queste zone.
Colla, Paglia e Baruffi hanno inoltre richiamato il ruolo dell’innovazione nel superamento degli svantaggi geografici e logistici dell’Appennino, indicando nello sviluppo industriale e nella connessione con mercati nazionali e internazionali una possibile leva per rafforzare l’economia locale.
L’intervento è finanziato interamente con risorse regionali e si inserisce nelle politiche dell’Emilia-Romagna per la promozione dell’occupazione e degli investimenti, in coerenza con il Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale. Gli incentivi saranno concessi secondo il regime europeo “de minimis”.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to