Emilia-Romagna, 600mila euro per curare i pazienti extra Ue
12/08/2026
La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 600mila euro per garantire cure sanitarie di alta specialità a pazienti provenienti da Paesi extra Ue che non possono ricevere trattamenti adeguati nei territori di origine. Le risorse saranno assegnate alle Aziende sanitarie regionali nell'ambito del Programma assistenziale dedicato ai cittadini stranieri con patologie prevalentemente gravi, con particolare attenzione ai bambini.
Dal 2015 curati 853 pazienti, 615 sono minori
Il programma regionale ha consentito dal 2015 di prendere in carico 853 persone, delle quali 615 minorenni. I pazienti vengono accolti nelle strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna per prestazioni specialistiche che, per condizioni economiche, sanitarie o geopolitiche, non risultano disponibili nei rispettivi Paesi.
Nel solo 2025 sono stati assistiti 42 pazienti. La maggioranza era costituita da bambini: 29 avevano meno di 14 anni. Le cure hanno riguardato principalmente cardiopatie, interventi di chirurgia pediatrica, patologie dell'ematologia oncologica e problemi ortopedici che richiedevano competenze e strutture altamente specializzate.
Tra i Paesi maggiormente rappresentati nel 2025 figura l'Albania con 13 pazienti, seguita dallo Zimbabwe con otto casi, dal Senegal con sei e dal Marocco con cinque.
Fabi: assistenza soprattutto ai bambini con patologie gravi
L'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha ricordato che l'Emilia-Romagna porta avanti da circa venticinque anni interventi sanitari rivolti a persone che nei propri Paesi non hanno accesso alle cure necessarie, anche a causa di guerre, condizioni di grave povertà o carenze dei sistemi sanitari locali.
Le risorse regionali potranno essere integrate dalle singole Aziende sanitarie con fondi propri. L'obiettivo è consentire alle strutture del servizio sanitario pubblico di mettere a disposizione competenze professionali, tecnologie e percorsi assistenziali per pazienti con necessità cliniche particolarmente complesse.
Quali cure rientrano nel programma regionale
Il Programma assistenziale finanzia prestazioni sanitarie di alta specialità, con una particolare attenzione all'età pediatrica. L'accesso riguarda situazioni nelle quali il trattamento necessario non può essere assicurato nel Paese di provenienza del paziente.
Sono invece esclusi i trapianti di organi, considerate la complessità del percorso, la possibile durata dell'attesa e la necessità di un lungo periodo di controllo dopo l'intervento. Non rientrano nel programma neppure le cure per disturbi neurologici e comportamentali che richiedono una presa in carico multidisciplinare prolungata e valutazioni ripetute nel tempo.
Dal Mediterraneo all'Africa, i Paesi ammessi
La platea territoriale prevista dalla deliberazione dell'Assemblea legislativa 63/2022 comprende numerosi Paesi dell'Europa orientale, dell'Africa, del Mediterraneo e altre aree interessate da condizioni di particolare fragilità.
Possono essere coinvolti pazienti provenienti, tra gli altri, da Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Kosovo, Serbia, Burundi, Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Kenya, Etiopia, Mozambico, Senegal, Tunisia e Marocco. Sono compresi anche i campi profughi saharawi in Algeria, i Territori liberati del Sahara Occidentale, i Territori dell'Autonomia Palestinese, il Libano, la Bielorussia, l'Ucraina e il Brasile.
Alla lista sono stati aggiunti inoltre Zambia, Zimbabwe ed Eritrea, anche in relazione ai rapporti di collaborazione sviluppati dalle Aziende sanitarie emiliano-romagnole con alcuni Paesi africani e agli obiettivi di sviluppo sostenibile richiamati dall'Agenda 2030.
Con il nuovo stanziamento da 600mila euro, la Regione conferma quindi per il 2026 il sostegno a un programma che concentra gran parte degli interventi sui minori e sulle patologie per le quali sono necessarie strutture ospedaliere e professionalità altamente specializzate.
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