Emilia-Romagna, 820mila euro per 45 progetti partecipativi
30/07/2026
La Regione Emilia-Romagna finanzierà 45 progetti dedicati al coinvolgimento diretto delle comunità nelle decisioni pubbliche, con uno stanziamento complessivo di 820mila euro. La Giunta regionale ha approvato la graduatoria del Bando Partecipazione 2026, che comprende interventi nei quartieri, negli spazi pubblici e nei settori della cultura, dell’ambiente, dello sport, del welfare, delle politiche giovanili e delle aree interne.
Due linee di finanziamento per i territori
La parte più consistente delle risorse, pari a 569mila euro, finanzierà i 38 progetti inseriti nella Linea A, riservata ai processi partecipativi locali. Altri 251mila euro saranno destinati ai sette interventi della nuova Linea B, dedicata ai processi deliberativi rappresentativi previsti dalla Raccomandazione europea sulla partecipazione dei cittadini.
I percorsi selezionati prevedono assemblee pubbliche, laboratori territoriali e tavoli di confronto attraverso i quali amministrazioni, associazioni, cittadini e operatori potranno contribuire alla progettazione di servizi, infrastrutture e politiche locali. Le iniziative sono distribuite in tutte le province dell’Emilia-Romagna e affrontano temi differenti, dalla ricostruzione dopo le alluvioni alla sanità di prossimità, fino alla gestione dell’edilizia pubblica e alla rigenerazione dei centri storici.
Nell’Appennino parmense, per esempio, cittadini, Comuni e associazioni lavoreranno alla definizione di un Patto di comunità collegato alla nuova Casa della Comunità di Bedonia. Il progetto punta a consolidare una rete stabile di servizi e collaborazioni per il welfare locale.
A Bagnacavallo, nel Ravennate, il percorso partecipativo accompagnerà la realizzazione di un parco pubblico progettato per trattenere e assorbire le piogge intense, offrendo contemporaneamente uno spazio di incontro alla popolazione. A Pianoro, nella Città metropolitana di Bologna, un’assemblea di cittadini sarà coinvolta nelle decisioni sul futuro del Parco delle Querce e degli spazi pubblici della frazione di Botteghino.
Sanità, ambiente e rigenerazione urbana
Tra gli interventi ammessi figura anche quello relativo alla Casa della Comunità di Cesenatico. Residenti, professionisti sanitari e rappresentanti del volontariato parteciperanno alla stesura della Carta dei servizi e del Manifesto della struttura, contribuendo a definire organizzazione, priorità e modalità di relazione con il territorio.
Ad Argenta, in provincia di Ferrara, il confronto pubblico riguarderà la tutela del verde urbano e della biodiversità. A Reggio Emilia, Acer promuoverà invece nuove forme di collaborazione con gli inquilini per migliorare la gestione dell’abitare pubblico.
La rigenerazione urbana sarà al centro anche del progetto di Fontanelice, dedicato alla valorizzazione dell’eredità dell’architetto Giuseppe Mengoni, e dell’Hub urbano di Calendasco, nel Piacentino. In quest’ultimo caso, la comunità contribuirà anche alla definizione dei criteri per sostenere le attività commerciali del centro.
A Rimini verrà costituita un’assemblea composta dai rappresentanti dei Forum dei quartieri e delle reti civiche, con l’obiettivo di creare un modello permanente di partecipazione capace di collegare associazioni, cittadini attivi, quartieri e istituzioni.
La distribuzione dei 45 progetti nelle province
La provincia con il maggior numero di iniziative finanziate è Modena, con nove progetti. Tra questi figurano “Fiorano 2030 – Lo sport che unisce”, “Montese che verrà”, “Kids Republic”, “Facciamo largo” e i percorsi dedicati agli spazi di comunità di Castelfranco Emilia, San Cesario sul Panaro, Soliera, Finale Emilia e Concordia sulla Secchia.
Nove progetti interessano anche la Città metropolitana di Bologna. Oltre agli interventi di Pianoro e Fontanelice, sono stati ammessi i percorsi promossi a Monte San Pietro, Sasso Marconi, Bologna, Castiglione dei Pepoli, Granarolo dell’Emilia, San Benedetto Val di Sambro e Mordano.
Nel Ravennate i progetti finanziati sono sei e riguardano Bagnacavallo, Cervia, Lugo, Riolo Terme, Cesenatico e Faenza. Quest’ultima città svilupperà un Piano strategico della cultura e della sostenibilità attraverso un processo inserito nella Linea B.
Parma e Reggio Emilia ottengono cinque finanziamenti ciascuna. Nel Parmense sono stati selezionati il Museo diffuso dell’acqua di Tornolo, “Rubbiano attiva” a Solignano, “Serre in Ri-generazione” a Salsomaggiore Terme, il progetto “1+1=Futuro” dei Comuni di Fornovo di Taro e Terenzo e “Welfare connesso” dell’Unione Valli Taro e Ceno.
Nel Reggiano saranno sostenuti i percorsi di Gattatico, Scandiano, Rio Saliceto, Correggio e Acer Reggio Emilia. Quattro progetti riguardano la provincia di Forlì-Cesena, mentre Piacenza e Rimini ne contano tre ciascuna. Un finanziamento è destinato al Comune di Argenta, nel Ferrarese.
De Pascale: comunità coinvolte nelle politiche pubbliche
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha definito il bando un investimento sulla qualità delle politiche pubbliche e della democrazia regionale. Secondo il presidente, i 45 percorsi permetteranno a cittadini, amministrazioni, associazioni e realtà locali di partecipare alle scelte che riguardano il futuro dei territori.
Il finanziamento regionale mira a rafforzare il confronto e la cooperazione tra istituzioni e comunità, favorendo una lettura più precisa dei bisogni locali. I progetti dovranno tradurre il coinvolgimento pubblico in decisioni condivise, interventi concreti e forme di collaborazione capaci di proseguire anche dopo la conclusione dei singoli percorsi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to