Caricamento...

Parma365 Logo Parma365

Emilia-Romagna, approvata la legge sul suicidio assistito

27/07/2026

Emilia-Romagna, approvata la legge sul suicidio assistito

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che disciplina le procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Il provvedimento, composto da dodici articoli e costruito sul modello adottato dalla Toscana, definisce tempi, modalità di verifica e organismi incaricati di valutare le richieste presentate dalle persone che si trovano nelle condizioni stabilite dalla Corte costituzionale con la sentenza 242 del 2019.

Le condizioni previste dalla Corte costituzionale

La normativa regionale non modifica i requisiti indicati dalla Consulta e non amplia la platea dei possibili richiedenti. La procedura riguarda esclusivamente persone affette da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili, mantenute in vita attraverso trattamenti di sostegno vitale e pienamente capaci di assumere decisioni libere e consapevoli.

Prima dell’avvio della valutazione, il paziente dovrà ricevere informazioni complete sulle terapie disponibili, sulle modalità di assistenza sanitaria e sull’accesso alle cure palliative. La richiesta potrà essere ritirata in qualsiasi momento del percorso, senza conseguenze sull’assistenza garantita dal Servizio sanitario regionale.

La verifica delle condizioni sarà affidata alle strutture sanitarie pubbliche attraverso un procedimento multidisciplinare. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è assicurare criteri omogenei, imparziali e trasparenti in tutte le province, evitando differenze procedurali tra aziende sanitarie e territori.

Nasce la Commissione multidisciplinare Covam

La legge istituisce la Commissione di valutazione multidisciplinare, denominata Covam, organizzata su base territoriale di Area vasta. L’organismo sarà composto da professionisti con competenze mediche, cliniche, psicologiche e assistenziali differenti.

Ne faranno parte medici specialisti, esperti in cure palliative, anestesisti-rianimatori, medici legali, psichiatri, farmacologi o farmacisti, psicologi e infermieri. La composizione dovrà consentire un esame approfondito delle condizioni del paziente, della sua capacità decisionale, delle sofferenze dichiarate e dei trattamenti sanitari dai quali dipende la sopravvivenza.

La Commissione effettuerà anche una visita nel luogo in cui si trova la persona richiedente. Nel corso dell’istruttoria potrà acquisire il contributo del medico di medicina generale oppure di un medico di fiducia indicato direttamente dall’interessato.

Il procedimento comprenderà inoltre il parere del Comitato regionale per l’etica clinica, il Corec. Tale valutazione non avrà carattere vincolante, ma entrerà nella documentazione esaminata prima della decisione conclusiva.

Procedura gratuita e adesione volontaria del personale

Tutte le fasi previste dalla legge saranno gratuite per il paziente. Le attività legate all’eventuale attuazione del suicidio medicalmente assistito potranno essere svolte esclusivamente da professionisti sanitari che abbiano espresso la propria disponibilità su base volontaria.

Il testo mantiene al centro del percorso l’informazione sulle cure palliative e sulle alternative terapeutiche. La persona dovrà essere accompagnata da personale qualificato e potrà interrompere la procedura anche dopo il riconoscimento dei requisiti.

Il provvedimento punta a colmare, sul piano organizzativo, l’assenza di una disciplina nazionale capace di tradurre in passaggi amministrativi uniformi i principi fissati dalla Corte costituzionale. Le condizioni sostanziali di accesso restano quelle indicate dalla sentenza del 2019.

De Pascale: servono regole nazionali uguali per tutti

Intervenendo in Assemblea, il presidente della Regione Michele de Pascale ha sostenuto che la legge non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente applicabili quelli derivanti dalla pronuncia della Consulta. Secondo il presidente, il testo è stato costruito per garantire procedure obiettive e uguali su tutto il territorio regionale, nel rispetto delle diverse sensibilità presenti nella società.

De Pascale ha ribadito la necessità di rafforzare l’offerta delle cure palliative, affinché le persone affette da patologie irreversibili possano ricevere la migliore assistenza disponibile. Qualora un paziente, dopo aver ricevuto tutte le informazioni, confermi la richiesta e possieda i requisiti stabiliti, il percorso dovrà essere gestito con professionalità, trasparenza e attenzione alla dignità personale.

Il presidente ha tuttavia indicato come obiettivo definitivo l’approvazione di una legge nazionale. A suo giudizio, una materia tanto delicata non dovrebbe essere regolata attraverso venti discipline regionali differenti, ma richiede norme capaci di assicurare le stesse garanzie e le medesime tutele in tutto il Paese.

De Pascale ha infine ringraziato la maggioranza per il lavoro svolto e la minoranza per avere partecipato al confronto senza ricorrere all’ostruzionismo, pur in assenza di un voto trasversale. Il dibattito politico e culturale sulle condizioni di accesso, ha precisato, resta di competenza del Parlamento, mentre la Regione interviene sull’organizzazione delle procedure sanitarie già riconosciute dalla giurisprudenza costituzionale.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to