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Fidenza, dipendenza digitale: 50 casi l’anno seguiti dall’Ausl

01/09/2026

Fidenza, dipendenza digitale: 50 casi l’anno seguiti dall’Ausl

Circa 50 persone ogni anno vengono prese in carico dai servizi Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Parma per problemi legati all’uso eccessivo di internet, social network e videogiochi. Tra gli utenti figurano soprattutto adolescenti: la dipendenza dai videogame interessa prevalentemente i ragazzi, mentre tra le ragazze risultano più frequenti le difficoltà connesse ai social. A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Simonetta Gariboldi, direttrice del servizio Dipendenze patologiche del distretto di Fidenza, in vista della settima edizione di Reconnect, la camminata dedicata al “detox digitale” in programma sabato 12 settembre.

Sonno, studio e relazioni: quando la connessione diventa un problema

Non esiste un numero di ore valido per stabilire automaticamente quando l’utilizzo della tecnologia diventa patologico. Secondo Gariboldi, il parametro da osservare è soprattutto l’impatto delle attività online sulla vita quotidiana.

Internet, social e videogiochi possono richiedere attenzione quando iniziano a compromettere il sonno, la concentrazione, lo studio, il lavoro, l’attività fisica oppure le relazioni con familiari e amici. Tra i segnali indicati dagli specialisti figurano ansia o stress quando ci si disconnette, irritabilità, isolamento, collegamenti notturni prolungati, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno.

Un altro fenomeno osservato è la FOMO, acronimo di “Fear of Missing Out”, cioè la paura di perdere aggiornamenti, esperienze o occasioni vissute dagli altri. La continua esposizione a fotografie, storie e notifiche può alimentare il bisogno di controllare ripetutamente lo smartphone.

La presenza di uno di questi comportamenti non indica automaticamente una dipendenza. Gli specialisti valutano frequenza, intensità e capacità del comportamento digitale di condizionare concretamente le normali attività della persona.

Adolescenti e famiglie seguiti insieme dai servizi

Tra i casi presi in carico dall’Ausl ci sono anche minorenni, generalmente dai 14 anni in su e con il consenso dei genitori. Quando viene seguito un adolescente, il percorso può coinvolgere anche il nucleo familiare.

In diversi casi sono proprio madri e padri a rivolgersi inizialmente ai professionisti. I genitori possono chiedere un supporto anche senza coinvolgere immediatamente il figlio o la figlia, partecipando ad attività di psicoeducazione utili a comprendere meglio il problema e a gestire le dinamiche familiari legate all’utilizzo dei dispositivi.

Dalle notifiche al timer: le strategie per ridurre il tempo online

Gli operatori del servizio consigliano di intervenire anche sulle abitudini quotidiane. Tra le strategie suggerite ci sono la disattivazione delle notifiche non necessarie, la creazione di momenti e spazi senza smartphone e la programmazione di attività offline.

A tavola e in camera da letto, per esempio, il telefono può essere lasciato fuori dalla portata. Per i social network è possibile utilizzare le funzioni di benessere digitale disponibili sugli smartphone, impostando limiti giornalieri e interrompendo lo scorrimento automatico dei contenuti.

Nel caso dei videogiochi, gli specialisti suggeriscono di tenere console e computer fuori dalla camera da letto, stabilire la durata delle sessioni attraverso un timer e giocare dopo aver completato gli impegni previsti durante la giornata. Sport, hobby e incontri di persona con gli amici possono aiutare a creare alternative concrete al tempo trascorso davanti allo schermo.

Bambini, dispositivi da evitare prima dei due anni

L’Ausl richiama l’attenzione anche sull’esposizione dei bambini agli schermi. I professionisti della Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza segnalano che un utilizzo eccessivo di dispositivi digitali e televisione può essere associato a difficoltà nell’apprendimento e nella comunicazione, problemi relazionali e psicologici e una peggiore qualità del sonno.

Prima dei due anni viene indicato di evitare la televisione. Tra i tre e i cinque anni l’utilizzo dovrebbe essere contenuto entro circa un’ora al giorno e avvenire con la presenza di un adulto. Per i dispositivi connessi vengono suggeriti contenuti interattivi, adatti all’età e capaci di stimolare l’immaginazione. Schermi e smartphone dovrebbero inoltre essere evitati durante i pasti e nell’ora che precede il sonno.

Reconnect torna a Fidenza il 12 settembre

Sabato 12 settembre torna a Fidenza “Reconnect”, iniziativa gratuita arrivata alla settima edizione e organizzata dal servizio Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Parma insieme al Comune di Fidenza, all’Ufficio di Piano del distretto e a UISP-Sport per tutti.

La camminata propone una mattinata lontano dagli schermi, dedicata al movimento, alla natura e alle relazioni dirette. L’iniziativa punta a promuovere un utilizzo consapevole della tecnologia e a diffondere informazioni sulle dipendenze comportamentali e sui servizi disponibili sul territorio.

Secondo Gariboldi, l’obiettivo non è eliminare strumenti ormai integrati nella vita quotidiana, ma aiutare le persone a riconoscere quando l’utilizzo digitale comincia a sottrarre spazio al sonno, alle relazioni, all’attività fisica o agli impegni quotidiani, intervenendo prima che il problema diventi più difficile da gestire.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to