Parma, 94 infezioni sessuali in sei mesi: allarme sifilide
05/08/2026
Novantaquattro diagnosi di infezioni sessualmente trasmissibili sono state registrate a Parma nei primi sei mesi del 2026, quasi quante le 96 rilevate durante l’intero 2025. I dati delle Aziende sanitarie mostrano una crescita particolarmente marcata dei casi di sifilide, gonorrea e clamidia, con una presenza rilevante di pazienti giovani. In due anni, l’ambulatorio specialistico attivato sul territorio è diventato un punto di riferimento per 670 persone.
Sifilide, diagnosi quasi raddoppiate rispetto al 2025
La situazione più preoccupante riguarda la sifilide. Nel 2025 erano stati diagnosticati 28 casi, mentre tra gennaio e giugno 2026 ne sono già stati individuati 27. Il dato indica che, mantenendo lo stesso andamento nel secondo semestre, il numero annuale potrebbe superare nettamente quello dell’anno precedente.
La malattia può essere curata, ma una diagnosi tardiva espone al rischio di conseguenze severe. Il reparto di Malattie infettive dell’ospedale Maggiore di Parma ha ricoverato nell’ultimo anno due pazienti affetti da sifilide oculare, una manifestazione avanzata dell’infezione che non veniva riscontrata da tempo nella struttura.
Secondo Luca Sacchelli, specialista di Malattie infettive e referente dell’ambulatorio dedicato, la tempestività permette di trattare il paziente e interrompere la trasmissione. Informazione e diagnosi precoce diventano quindi due strumenti strettamente collegati, soprattutto quando l’infezione presenta sintomi lievi o viene inizialmente ignorata.
Gonorrea e clamidia possono svilupparsi senza sintomi
Anche i casi di gonorrea e clamidia risultano quasi raddoppiati. Queste infezioni possono manifestarsi attraverso disturbi poco evidenti oppure rimanere asintomatiche, rendendo difficile per la persona riconoscere il contagio. Chi non sa di essere infetto può continuare ad avere rapporti non protetti e trasmettere la malattia ad altri partner.
L’aumento interessa in misura significativa i giovani, gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, soprattutto per sifilide e gonorrea, e le persone straniere. Per gli operatori sanitari, quest’ultimo elemento segnala anche la permanenza di difficoltà nell’accesso alle informazioni, agli screening e ai percorsi di cura.
Faissal Choroma, direttore del Dipartimento Cure primarie, richiama l’utilizzo del preservativo come principale strumento di protezione dalla maggior parte delle infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali. La prevenzione riguarda ogni fascia di età e deve essere accompagnata da controlli in presenza di sintomi o dopo una situazione considerata a rischio.
L’ambulatorio ha accolto 670 persone in due anni
Il servizio specialistico istituito dalle Aziende sanitarie di Parma ha seguito 670 utenti dall’apertura. La maggioranza è composta da uomini e una parte consistente da giovani, ai quali viene offerto un accesso rapido, discreto e rispettoso della riservatezza.
All’interno dell’ambulatorio è possibile ricevere una consulenza, sottoporsi a visita e svolgere prelievi per gli screening. Gli operatori forniscono inoltre indicazioni personalizzate sulla base dei comportamenti, dei sintomi e dei possibili fattori di esposizione.
Il percorso coinvolge una rete composta da Malattie infettive, consultori, Spazio giovani, Servizio dipendenze, Spazio salute immigrati, ginecologia, dermatologia e urologia. Questo collegamento consente di indirizzare ogni persona verso gli approfondimenti e le cure più adatti.
I numeri da chiamare in caso di sintomi o rapporti a rischio
Chi presenta sintomi può telefonare al numero 334 7038101 il giovedì dalle 14 alle 18. Non sono richieste la prescrizione del medico di famiglia né una prenotazione preventiva. Un infermiere specializzato raccoglie le prime informazioni, valuta il livello di urgenza e programma l’appuntamento.
In caso di rapporto a rischio riconosciuto successivamente, è disponibile il numero 339 5670420, attivo il martedì e il venerdì dalle 13.30 alle 15. Alla chiamata risponde un infermiere e, quando necessario, interviene un medico.
Gli specialisti richiamano inoltre la distinzione tra preservativo e profilassi pre-esposizione, conosciuta come PrEP. La terapia farmacologica riduce il rischio di infezione da Hiv nelle persone maggiormente esposte, ma non protegge da sifilide, gonorrea, clamidia e dalle altre malattie sessualmente trasmissibili.
Un segnale positivo arriva invece dal Papillomavirus, le cui diagnosi risultano in diminuzione. Secondo le Aziende sanitarie, il calo è collegato alla diffusione della vaccinazione, che ha contribuito a ridurre la circolazione dei ceppi virali coperti dal vaccino.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to