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Parma, la valvola tricuspide si cura senza bisturi

25/05/2026

Parma, la valvola tricuspide si cura senza bisturi

All’Ospedale Maggiore di Parma sono già stati trattati tre pazienti ultraottantenni con una procedura mini-invasiva per la riparazione della valvola tricuspide, spesso definita la “valvola dimenticata” del cuore. La tecnica permette di intervenire senza chirurgia tradizionale, evitando l’apertura del torace, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dell’intervento, abbreviare i tempi di recupero e offrire una possibilità terapeutica anche a persone anziane o fragili dal punto di vista clinico.

Clip sulla valvola attraverso la vena femorale

La procedura viene eseguita dall’équipe dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, con cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, ecocardiografisti, infermieri e tecnici impegnati in un lavoro integrato. Il trattamento consiste nel posizionamento di piccole clip sulla valvola tricuspide, così da avvicinarne i lembi e migliorarne la chiusura, riducendo il reflusso di sangue che può provocare sintomi pesanti per la vita quotidiana.

L’accesso avviene tramite cateteri introdotti dalla vena femorale, che raggiungono il cuore senza la necessità di creare accessi chirurgici tradizionali. In sala operano i cardiologi interventisti Luigi Vignali e Giorgio Benatti, insieme ai cardiochirurghi Andrea Agostinelli e Filippo Benassi. Le immagini ecocardiografiche, fondamentali per guidare con precisione il posizionamento delle clip, sono affidate a Sergio Suma.

Il percorso coinvolge anche gli anestesisti della terapia intensiva cardiochirurgica, diretta da Silvia Grossi, mentre la fase successiva all’intervento viene seguita dal personale medico e infermieristico dell’Unità coronarica, di cui è responsabile Giorgia Paoli. La struttura di Cardiologia interventistica è diretta da Luigi Vignali, affiancata dalla Cardiochirurgia guidata da Francesco Nicolini, direttore anche del dipartimento cardio-toracico-vascolare.

Una possibilità per pazienti anziani e fragili

La valvola tricuspide, quando non si chiude correttamente, provoca un reflusso di sangue che può determinare affanno, stanchezza severa, gonfiore agli arti inferiori e progressiva perdita di autonomia. Per molti pazienti anziani o con altre patologie associate, la chirurgia tradizionale può comportare rischi elevati; per questo la disponibilità di una tecnica meno traumatica rappresenta un passaggio rilevante nella gestione delle malattie valvolari.

Come spiega il direttore della Cardiologia, Giampaolo Niccoli, per molto tempo l’attenzione clinica si è concentrata soprattutto sulle patologie della valvola mitrale e della valvola aortica, più frequenti e più studiate. I progressi tecnologici e l’evoluzione delle procedure interventistiche consentono oggi di trattare anche la tricuspide con approcci mirati, riducendo il ricorso al bisturi nei casi selezionati.

Secondo Francesco Nicolini, gli studi più recenti hanno chiarito che questa valvola non deve essere trascurata, perché intervenire nelle fasi iniziali può evitare danni permanenti al cuore quando la malattia è già avanzata. La scelta del trattamento nasce da una valutazione condivisa dell’Heart Valve Team, composto da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti ed esperti di imaging, all’interno dell’Heart Valve Center del Centro del Cuore di Parma.

La struttura specialistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria è dedicata alla diagnosi, al trattamento e al follow-up delle malattie valvolari. Grazie a tecniche diagnostiche e interventistiche avanzate, l’obiettivo è costruire un percorso personalizzato per ogni paziente, scegliendo la soluzione più adatta alle condizioni cliniche, all’età e al livello di rischio operatorio.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.