Parma, riapre il bando ERS 2025 per gli alloggi alla residenza MAS1 di via Taro
16/04/2026
Resta aperta fino al 14 maggio 2026 la nuova finestra del bando speciale ERS 2025 per l’assegnazione di posti all’interno della residenza MAS1 – Mix House di via Taro, struttura destinata a studentesse e studenti fuori sede nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio e per l’accesso all’abitare. La riapertura del bando punta a rafforzare le opportunità abitative rivolte alla popolazione universitaria non residente, intervenendo su uno dei temi più delicati della vita studentesca: la possibilità di trovare una sistemazione sostenibile, stabile e inserita in un contesto capace di favorire relazioni, autonomia e inclusione.
Un progetto abitativo pensato per studenti fuori sede
L’iniziativa si inserisce nel progetto Mosaico Abitativo Solidale, esperienza di social housing che combina canoni calmierati e un modello abitativo fondato sulla condivisione degli spazi, sul supporto reciproco e sulla costruzione di una comunità solidale. La residenza MAS1, per quanto riguarda la componente studentesca, non offre dunque soltanto una risposta al bisogno di alloggio, ma propone una forma di convivenza organizzata attorno a un’idea precisa di abitare: meno isolato, più partecipato, più attento alla qualità delle relazioni quotidiane.
La misura è rivolta a studentesse e studenti maggiorenni iscritti all’Università di Parma oppure ad altri istituti di livello universitario con sede nel Comune di Parma, purché si trovino in condizione di fuori sede. Rientrano in questa categoria coloro che risiedono in Comuni dai quali il tempo di percorrenza verso la sede del corso di studi supera i 90 minuti. Restano invece escluse le iscrizioni presso università telematiche, limite che definisce con precisione il perimetro dei potenziali beneficiari.
Requisiti economici, domanda online e impegno nella vita della residenza
L’accesso agli alloggi è subordinato al possesso di determinati requisiti economici. È richiesto un ISEE compreso tra 9.360 euro e 40.000 euro e un ISPE non superiore a 62.000 euro, entrambi in corso di validità al momento della presentazione della domanda. Si tratta di parametri che mirano a orientare l’intervento verso una fascia studentesca che, pur non rientrando nelle condizioni più estreme di disagio, incontra comunque difficoltà concrete nell’accesso al mercato abitativo privato.
Le domande devono essere presentate esclusivamente in formato digitale, attraverso la piattaforma di ACER Parma, accessibile mediante credenziali SPID. Per completare la procedura è inoltre necessario il pagamento di una marca da bollo da 16 euro. La scelta della modalità esclusivamente online conferma una linea amministrativa ormai consolidata, orientata alla semplificazione delle procedure, pur mantenendo la necessità di una verifica puntuale dei requisiti richiesti.
Uno degli aspetti più caratterizzanti del progetto riguarda però il modello di abitare proposto agli assegnatari. Agli studenti che otterranno l’alloggio sarà richiesto di partecipare ad attività di volontariato per tre ore settimanali, per un periodo di dieci mesi all’anno. L’impegno è finalizzato a sostenere la quotidianità interna alla residenza e a promuovere relazioni sociali all’interno di un contesto di abitare solidale intergenerazionale. Non un obbligo formale fine a sé stesso, ma un elemento che definisce il senso complessivo del progetto: ricevere un’opportunità abitativa a condizioni agevolate e, nello stesso tempo, contribuire alla qualità della vita comune.
Per informazioni è possibile rivolgersi allo sportello dedicato presso la sede comunale di via Garibaldi 46/O, aperto il lunedì e il mercoledì dalle 8.30 alle 13 e il martedì e giovedì dalle 14.30 alle 17.30, oppure contattare il numero 0521-215.215 e l’indirizzo e-mail [email protected]. Ulteriori dettagli sono disponibili nella sezione Politiche Abitative del sito del Comune di Parma e sui portali di ACER Parma e dell’Università di Parma.
La riapertura del bando conferma così una direzione precisa dell’amministrazione: affrontare il tema della casa per gli studenti non come questione marginale, ma come parte integrante del diritto allo studio. In una città universitaria, la qualità dell’accoglienza passa anche dalla capacità di offrire soluzioni abitative accessibili, dignitose e inserite in un ambiente che non si limiti a ospitare, ma sappia anche costruire comunità.