Sanità Emilia-Romagna, conti in equilibrio: pareggio atteso nel 2026 e fondi record per la non autosufficienza
16/04/2026
La sanità dell’Emilia-Romagna si avvicina a un traguardo che fino a pochi anni fa appariva tutt’altro che scontato: il ritorno al pareggio di bilancio. I dati presentati dalla Regione delineano una traiettoria di progressivo riequilibrio dei conti, accompagnata da un investimento significativo sui servizi e, in particolare, sul sostegno alle persone non autosufficienti. Il percorso, avviato nel pieno di una fase complessa segnata da aumento dei costi e sottofinanziamento del sistema sanitario, restituisce oggi un quadro che combina controllo della spesa e mantenimento dei livelli di assistenza.
Dal disavanzo al pareggio: un percorso in tre anni
L’andamento dei conti racconta con chiarezza il cambiamento in atto. Nel giro di tre anni il disavanzo sanitario è stato progressivamente ridotto fino ad azzerarsi: dai 194 milioni di euro registrati nel 2024 si è passati ai 70 milioni del 2025, coperti con risorse regionali, fino all’obiettivo del pareggio previsto per il 2026. Un risultato costruito attraverso una combinazione di interventi, tra cui l’introduzione dei ticket farmaceutici – che hanno generato circa 32 milioni di euro – e soprattutto un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.
Il bilancio preventivo 2026, in fase di definizione, si fonda su un sistema di monitoraggio costante e su trasferimenti programmati alle aziende sanitarie, che consentono di puntare all’equilibrio complessivo nonostante un contesto economico ancora instabile. La Regione ha scelto di anticipare alle strutture sanitarie il fabbisogno stimato, affiancando a questa strategia una gestione centralizzata della spesa e un controllo continuo degli andamenti finanziari.
Investimenti e servizi: 600 milioni per la non autosufficienza
Accanto al riequilibrio dei conti, la Regione ha rafforzato in modo significativo il fronte degli investimenti. Tra questi spicca lo stanziamento di 500 milioni di euro provenienti dal bilancio regionale, che contribuisce a portare il Fondo per la non autosufficienza a quota 600 milioni, il livello più alto a livello nazionale. Risorse destinate a sostenere servizi essenziali come l’assistenza domiciliare, l’autonomia delle persone anziane e il supporto a chi vive condizioni di disabilità o fragilità continuativa.
Il rafforzamento della sanità territoriale rappresenta un altro asse centrale della strategia regionale, anche in relazione agli interventi finanziati dal PNRR. Il sistema si orienta sempre più verso un modello integrato, in cui le strutture ospedaliere si concentrano sulle cure più complesse mentre la rete territoriale assume un ruolo determinante nella gestione delle cronicità e nella presa in carico diffusa dei bisogni di salute.
In questo scenario, l’Emilia-Romagna mantiene livelli di prestazione tra i più elevati nel panorama nazionale, con un equilibrio che viene indicato come uno degli elementi distintivi del sistema: contenere la spesa senza ridurre la qualità dei servizi. Una sfida che resta aperta, soprattutto alla luce delle dinamiche inflattive e del quadro internazionale, ma che, alla luce dei dati attuali, sembra aver imboccato una direzione stabile.
Il risultato raggiunto non esaurisce il percorso, ma segna un passaggio rilevante. Il ritorno al pareggio non viene letto soltanto come un obiettivo contabile, bensì come una condizione necessaria per continuare a investire nel sistema sanitario pubblico, mantenendo il principio di universalità dell’accesso alle cure e rafforzando una rete di servizi chiamata a rispondere a una popolazione sempre più anziana e con bisogni complessi.
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