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Parma, tre elisoccorsi in 15 minuti per altrettante emergenze

24/07/2026

Parma, tre elisoccorsi in 15 minuti per altrettante emergenze

Tre emergenze con pazienti in pericolo di vita sono state gestite nel giro di quindici minuti dal sistema di emergenza-urgenza collegato all’Ospedale Maggiore di Parma. Nel pomeriggio di lunedì 20 luglio, gli elicotteri decollati dalle basi di Parma, Pavullo e Milano sono intervenuti quasi contemporaneamente tra l’Appennino reggiano e le autostrade A1 e A21. Il coordinamento della Centrale operativa 118 Emilia Ovest ha consentito di trasferire rapidamente i feriti verso il polo ospedaliero parmense, predisponendo nel frattempo spazi, équipe e reparti per l’accoglienza.

Dal trattore ribaltato agli incidenti sulla A1 e sulla A21

La prima richiesta di soccorso è arrivata da Castelnuovo Monti, dove un uomo era rimasto incastrato sotto un trattore ribaltato durante un incidente sul lavoro. Le sue condizioni hanno reso necessario l’intervento dell’elisoccorso e il trasferimento verso una struttura in grado di assicurare assistenza specialistica ad alta complessità.

Negli stessi minuti sono scattati altri due allarmi lungo la rete autostradale. Sulla A1, all’altezza di Fidenza, si è verificato un grave incidente che ha richiesto l’attivazione dei soccorsi aerei. Una terza emergenza ha interessato la A21, dove il conducente di un’automobile è rimasto seriamente ferito dopo l’uscita del veicolo dalla carreggiata.

Per tutti e tre i pazienti è stata individuata come destinazione l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Il Maggiore concentra infatti numerose funzioni dedicate alla gestione dei casi più complessi, dal Sistema integrato di assistenza ai grandi traumi alla Neurochirurgia e neuroradiologia, passando per il Centro grandi ustioni, la Cardiologia, la Cardiochirurgia e le terapie intensive.

Due piazzole liberate per gli arrivi simultanei

La quasi contemporaneità delle missioni ha richiesto una gestione precisa anche a terra. Dopo il primo atterraggio, l’elicottero già arrivato al Maggiore è stato spostato nell’area dell’hangar. Questa operazione ha permesso di liberare entrambe le piazzole e di mantenerle disponibili per gli altri due aeromobili diretti a Parma.

Il personale della base di elisoccorso e gli operatori della Centrale 118 Emilia Ovest hanno seguito in tempo reale gli spostamenti dei mezzi, le condizioni dei pazienti e la disponibilità delle aree di atterraggio. Tra gli elicotteri accolti figurava anche un mezzo con base fuori dall’Emilia-Romagna, attivato nell’ambito della collaborazione tra i servizi di soccorso del Nord Italia.

La gestione delle piazzole è avvenuta mentre i reparti ospedalieri preparavano l’arrivo dei feriti. Medici, infermieri, tecnici e operatori delle unità interessate hanno predisposto sale, apparecchiature e percorsi assistenziali, in modo da avviare le cure specialistiche subito dopo il trasferimento dagli elicotteri.

Il coordinamento tra 118, basi di volo e reparti

Antonio Pastori, direttore della Struttura regionale Sviluppo e innovazione dell’Emergenza-Urgenza, ha definito la risposta alle tre missioni una prova della capacità organizzativa dell’intera rete. La Centrale operativa ha dovuto integrare rapidamente informazioni provenienti da luoghi differenti, valutando gravità clinica, tempi di percorrenza, mezzi disponibili e destinazione ospedaliera.

Ogni intervento, ha spiegato Pastori, dipende dal lavoro coordinato degli equipaggi impegnati sul luogo dell’incidente e dei professionisti che operano nelle strutture sanitarie. Accanto a medici e infermieri del soccorso territoriale intervengono infatti gli addetti alla preparazione dei mezzi, alla manutenzione delle aree operative, all’apertura delle sale e all’organizzazione delle apparecchiature necessarie.

Il modello parmense collega il servizio territoriale e le Centrali operative 118 con una rete di specialità che comprende anche l’assistenza ai pazienti colpiti da ictus, la Terapia intensiva neonatale, le attività nefrologiche provinciali, la Genetica medica e il Centro hub per l’emofilia e le malattie emorragiche congenite. Il sistema opera inoltre in raccordo con i servizi trasfusionali e con la rete dedicata alla donazione e al trapianto di organi e tessuti.

La sequenza di lunedì 20 luglio ha rappresentato una circostanza rara per numero e vicinanza temporale degli interventi. I protocolli già previsti per le situazioni con più emergenze simultanee hanno permesso di distribuire le missioni tra tre basi, mantenere operative le piazzole del Maggiore e assicurare ai pazienti l’accesso immediato ai percorsi di cura.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.