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Parma, truffa al bancomat ai danni di una 72enne: la Polizia invita alla massima prudenza

15/04/2026

Parma, truffa al bancomat ai danni di una 72enne: la Polizia invita alla massima prudenza

Un gesto apparentemente premuroso, una frase studiata per disorientare, pochi istanti sufficienti per sottrarre una carta bancomat e svuotarla prima ancora che la vittima comprenda davvero che cosa sia accaduto. È con questo schema, semplice solo in apparenza e proprio per questo particolarmente insidioso, che a Parma una donna di 72 anni è stata raggirata mentre si trovava agli sportelli automatici di un istituto bancario in via Emilio Lepido.

L’episodio, avvenuto nella tarda mattinata di domenica 12 aprile, ha spinto la Polizia di Stato a richiamare l’attenzione dei cittadini su una modalità di truffa che fa leva sulla confusione, sulla pressione psicologica e sulla capacità del malintenzionato di presentarsi come una presenza rassicurante nel momento in cui la vittima si trova da sola davanti a un’operazione bancaria.

Il pretesto della banconota e il furto della carta

Secondo quanto ricostruito dagli operatori delle Volanti intervenuti sul posto, la donna aveva appena concluso un’operazione nell’area bancomat quando è stata avvicinata da un uomo. Il truffatore le ha segnalato la presunta presenza di una banconota da 20 euro non ritirata, inducendola così a rientrare presso lo sportello per verificare quanto accaduto. È stato in quel momento che, con il pretesto di controllare un inesistente malfunzionamento, l’uomo l’ha convinta a reinserire la carta bancomat.

Approfittando della situazione e simulando di volerla aiutare, è riuscito a impossessarsi della carta, facendo credere alla vittima che fosse rimasta bloccata nel corso dell’operazione. Alla donna non è rimasto che il dubbio, mentre l’uomo l’ha invitata a contattare un numero di assistenza, rafforzando così l’illusione di trovarsi davanti a un problema tecnico e non a un raggiro già in corso.

Il prelievo fraudolento e l’allarme della Polizia

Mentre la 72enne cercava di contattare un familiare per capire come comportarsi, il malvivente ha utilizzato la carta su un altro sportello automatico della stessa sede bancaria, riuscendo a effettuare un prelievo di 720 euro. Soltanto in un secondo momento, con l’arrivo del figlio, è stato possibile accertare che non vi era stato alcun guasto e verificare, tramite l’applicazione bancaria, l’avvenuto prelievo fraudolento.

La vicenda mette in luce un aspetto decisivo di queste truffe: non si basano su tecniche sofisticate, ma sulla rapidità con cui il truffatore conquista fiducia e orienta il comportamento della vittima, spingendola a compiere azioni delicate sotto stress e in presenza di un estraneo. È proprio questa combinazione di urgenza apparente e falsa disponibilità a rendere il raggiro particolarmente efficace, soprattutto ai danni delle persone più anziane.

Per questo la Polizia di Stato invita a mantenere sempre la massima prudenza quando si utilizzano sportelli automatici, a non accettare mai l’aiuto di sconosciuti e a non digitare il codice pin in presenza di altre persone. È essenziale non perdere mai il controllo della carta e, in caso di difficoltà, rivolgersi soltanto al personale della banca o ai canali ufficiali di assistenza. Allo stesso tempo, viene raccomandato di monitorare con attenzione i movimenti del conto e di procedere immediatamente al blocco della carta in presenza di operazioni sospette.

L’appello si estende anche ai familiari, chiamati a condividere queste informazioni con genitori, parenti e conoscenti più esposti a questo tipo di raggiri. La prevenzione, in casi come questo, passa anche dalla circolazione delle informazioni. E proprio la tempestività con cui si riconoscono i segnali di una truffa può fare la differenza tra un tentativo sventato e un danno già compiuto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to