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Parma, protesi aortica in 3D su misura: guarito paziente di 76 anni

07/10/2026

Parma, protesi aortica in 3D su misura: guarito paziente di 76 anni

Una protesi aortica progettata in 3D sulla specifica anatomia di un paziente di 76 anni è stata impiantata con successo all’Ospedale Maggiore di Parma attraverso due interventi coordinati di cardiochirurgia e chirurgia vascolare. L’uomo, residente in Piemonte e affetto da una grave dissezione associata a una dilatazione estesa dell’aorta, è tornato a Parma per un controllo due settimane fa: gli accertamenti hanno confermato il successo del trattamento e, secondo quanto comunicato dall’ospedale, la guarigione del paziente.

La protesi progettata partendo dalle immagini TAC

Il percorso è iniziato con uno studio dettagliato delle immagini ottenute attraverso la TAC. Dimensioni, misure e caratteristiche anatomiche sono state utilizzate per realizzare modelli tridimensionali dell’aorta e definire con precisione la posizione delle aperture necessarie a mantenere il flusso sanguigno verso i principali rami diretti agli organi.

La progettazione è stata seguita da una fase di simulazione svolta a Londra, mentre la realizzazione delle componenti della protesi è stata affidata a strutture altamente specializzate in Germania e Australia. In questo caso, la diagnostica radiologica ha quindi svolto anche una funzione progettuale, permettendo alle équipe di costruire una soluzione personalizzata per un’anatomia particolarmente complessa.

Il paziente presentava una condizione definita “sindrome mega-aortica”, con interessamento esteso del principale vaso sanguigno dell’organismo. La dissezione aortica consiste infatti in una lacerazione dello strato interno dell’arteria che può determinare un grave indebolimento della parete vascolare.

Primo intervento di sei ore il 20 aprile

Il trattamento è stato programmato in due fasi. La prima, eseguita il 20 aprile, ha coinvolto l’équipe di Cardiochirurgia e ha richiesto circa sei ore. Durante l’intervento sono state sostituite la valvola aortica, l’aorta ascendente, l’arco aortico e una parte dell’aorta discendente.

È stata inoltre effettuata la ricostruzione dei vasi che assicurano l’afflusso di sangue al cervello e agli arti superiori. La procedura è stata realizzata con l’impiego della macchina cuore-polmone, utilizzata per mantenere la circolazione sanguigna durante le fasi più delicate dell’operazione.

Secondo Andrea Agostinelli, riferimento della Cardiochirurgia per il progetto, l’utilizzo di una protesi ibrida di nuova concezione ha consentito di rendere più gestibile una procedura di elevata complessità. Cardiochirurghi e chirurghi vascolari hanno definito fin dall’inizio un unico percorso terapeutico, costruito sulle caratteristiche specifiche del paziente.

La seconda operazione il 7 luglio attraverso le arterie delle gambe

La seconda fase è stata eseguita il 7 luglio nella sala della Chirurgia vascolare ed è durata circa cinque ore. L’intervento ha completato la sostituzione del tratto di aorta malato mediante l’introduzione della protesi personalizzata attraverso le arterie degli arti inferiori.

La procedura ha permesso agli specialisti di avanzare all’interno dei vasi sanguigni seguendo in tempo reale immagini radiologiche. Paolo Perini, riferimento della Chirurgia vascolare per il progetto, ha evidenziato il ruolo di questa modalità di navigazione endovascolare nella gestione dell’intervento.

Le due operazioni, pur eseguite a distanza di alcuni mesi, sono state concepite come parti dello stesso progetto terapeutico. La combinazione tra chirurgia tradizionale, tecniche endovascolari, imaging avanzato e progettazione tridimensionale ha permesso di trattare l’intera estensione della patologia.

Due équipe coinvolte nel percorso multidisciplinare

Il caso ha richiesto la collaborazione di numerosi professionisti della Cardiochirurgia diretta da Francesco Nicolini e della Chirurgia vascolare guidata da Antonio Freyrie, insieme ad anestesisti, medici in formazione, tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria, strumentisti e personale infermieristico.

Per l’ospedale, l’esperienza rappresenta un esempio di medicina di precisione applicata alla chirurgia cardiovascolare: tecnologia, protesi e sequenza degli interventi sono state pianificate partendo dalle caratteristiche anatomiche del singolo paziente. Il controllo effettuato dopo il completamento del percorso ha confermato l’esito positivo e una favorevole prospettiva di salute per il 76enne.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.