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Parma, 21 opere del Toschi nel reparto di Neuropsichiatria

24/09/2026

Parma, 21 opere del Toschi nel reparto di Neuropsichiatria

Ventuno opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico “Paolo Toschi” di Parma hanno trovato spazio nel giardino del Padiglione “Barbieri” dell’Ospedale Maggiore, dove è stato inaugurato il nuovo reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La mostra, intitolata “Biofilia”, resterà visitabile fino al 31 ottobre e porta all’interno dell’area ospedaliera il lavoro di 21 studentesse e studenti della classe VB, chiamati a interpretare attraverso l’arte il concetto di “amore per la vita”.

Ventuno studenti raccontano il rapporto tra uomo e natura

“Biofilia”, parola di origine greca che richiama il legame con la vita e con ciò che la circonda, è nata nell’ambito della XIII edizione del Festival della Parola. L’edizione 2026 della manifestazione ha dedicato particolare attenzione al rapporto tra essere umano e natura, tema che gli studenti del Toschi hanno affrontato sviluppando ventuno progetti differenti.

Ogni lavoro propone una propria lettura del rapporto con l’ambiente, della vita e delle relazioni con ciò che circonda le persone. Il progetto è stato sviluppato all’interno di un percorso formativo realizzato con l’associazione Rinascimento 2.0.

Dopo essere rimasta esposta durante l’estate a Lostello della Cittadella, la mostra ha ora raggiunto l’Ospedale Maggiore. Il trasferimento coincide con l’apertura del nuovo reparto dedicato alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e mette le opere create da giovani studenti a disposizione di altri ragazzi che stanno attraversando un percorso di cura.

La mostra resterà all’Ospedale Maggiore fino al 31 ottobre

Le installazioni sono state collocate nel giardino del Padiglione “Barbieri”, trasformando lo spazio esterno del reparto in un luogo nel quale arte, assistenza sanitaria e attività educativa possono incontrarsi.

La presenza delle opere assume un significato legato anche all’età degli autori e dei pazienti. I ragazzi del Toschi hanno infatti lavorato a un progetto destinato ora a essere osservato da coetanei ricoverati o seguiti dai servizi di Neuropsichiatria, oltre che dalle loro famiglie e dal personale sanitario.

L’iniziativa si inserisce in un rapporto più ampio tra scuola e servizi sanitari, particolarmente rilevante quando bambini e adolescenti devono affrontare periodi di ricovero, percorsi clinici o situazioni che possono interferire con la normale frequenza scolastica.

Nel Parmense oltre 2.500 alunni con certificazione legge 104

Nel territorio sono oltre 2.500 gli studenti con certificazione ai sensi della legge 104 seguiti dalle scuole. Gli istituti sono chiamati a predisporre percorsi che tengano conto delle esigenze individuali, delle potenzialità degli alunni e delle situazioni di fragilità, mantenendo un confronto costante con famiglie e servizi territoriali.

Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Andrea Grossi ha evidenziato come scuola e sanità entrino in relazione con gli stessi bambini, adolescenti e nuclei familiari partendo da competenze differenti. Alla dimensione clinica e riabilitativa si affiancano infatti apprendimento, relazioni sociali e quotidianità scolastica.

Secondo Grossi, proprio per queste ragioni la scuola rappresenta un interlocutore naturale della Neuropsichiatria infantile: è l’ambiente nel quale i ragazzi trascorrono una parte rilevante delle proprie giornate, costruiscono rapporti con i coetanei e sperimentano progressivamente forme di autonomia.

Scuola e sanità insieme durante il percorso di cura

La direttrice della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Antonella Squarcia, ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di mantenere, quando le condizioni lo consentono, un collegamento con la vita scolastica anche durante i periodi più delicati del percorso terapeutico.

La continuità non riguarda esclusivamente programmi didattici e risultati scolastici. Comprende anche il rapporto con compagni e insegnanti, la partecipazione alle attività e il senso di appartenenza alla comunità scolastica, elementi che possono accompagnare il ragazzo nel graduale ritorno alla propria quotidianità.

La collaborazione tra strutture sanitarie e istituti scolastici diventa quindi parte della rete costruita attorno ai giovani che affrontano situazioni di disagio psichico. L’obiettivo è coordinare esigenze cliniche ed educative rispettando i tempi individuali e permettendo, dove possibile, di mantenere relazioni e percorsi formativi durante la cura.

La mostra “Biofilia” rappresenta una delle forme concrete di questo dialogo: 21 studenti mettono creatività e competenze artistiche a disposizione di uno spazio sanitario frequentato da altri giovani. Le opere resteranno nel giardino del nuovo reparto dell’Ospedale Maggiore di Parma fino alla fine di ottobre.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.